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Completato il restauro della Villa dei Misteri

marzo 20, 2015

Dopo quasi due anni di lavori, è stata riaperta interamente al pubblico la famosa Villa dei Misteri a Pompei. I suoi affreschi, eccezionalmente conservati, hanno riacquistato colore e dettagli.

Gli interventi di restauro erano iniziati nel maggio del 2013 e hanno interessato tutti i mosaici e tutte le pitture degli oltre 70 ambienti in cui si articola la villa.

(MiBACT)

(MiBACT)

Il restauro

A partire dallo scavo degli anni ’30, le pitture e i pavimenti di Villa dei Misteri erano stati frequentemente oggetto di interventi di “micro-restauro” e manutenzione, eseguiti secondo criteri ritenuti allora corretti e di grande efficacia, ma che nel tempo hanno rivelato esiti problematici, come ad esempio l’utilizzo di cera sulle pareti, che le ha sì protette, ma al tempo stesso scurite.

I lavori, ora conclusi, sono stati invece preceduti da un’indagine preliminare per trovare le soluzioni più idonee a contenere o arrestare gli effetti dei processi di deterioramento. Nello specifico sono state eseguite: termografia a infrarossi (IR), GPR (Ground Penetrating Radar), misure ad ultrasuoni, esame XRF, spettroscopia Raman. Sono stati eseguiti interventi di consolidamento su tutti gli intonaci e i pavimenti, e interventi di conservazione sulle pitture.

In particolare, sul noto ciclo di pitture della Villa dei Misteri, è stata applicata in via innovativa una tecnologia d’avanguardia di pulitura con un metodo laser. Questa tecnica, per la prima volta applicata a una serie così estesa e importante di affreschi, costituisce una valida alternativa per le superfici estremamente sensibili agli agenti chimici e meccanici. Il suo utilizzo consente tra l’altro un’efficiente rimozione dei diversi strati protettivi utilizzati nel tempo, dimostrandosi un valido complemento alla pulitura chimica e meccanica.

Il restauro è stato finanziato con fondi ordinari della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia per un importo di circa 900.000 euro. I lavori sono stati eseguiti dai restauratori di Giancarlo Napoli (Atramentum s.r.l.) e coordinati da Stefano Vanacore, responsabile del Laboratorio di restauro della Soprintendenza di Pompei, e Grete Stefani, archeologa direttrice degli scavi Pompei.

Sala del triclinio - prima del restauro (MiBACT)

Sala del triclinio – prima del restauro (MiBACT)

Sala del triclinio - dopo il restauro (MiBACT)

Sala del triclinio – dopo il restauro (MiBACT)

Sala del triclinio - prima del restauro (MiBACT)

Sala del triclinio – prima del restauro (MiBACT)

Sala del triclinio - dopo il restauro (MiBACT)

Sala del triclinio – dopo il restauro (MiBACT)

Restauri pavimentali (MiBACT)

Restauri pavimentali (MiBACT)

La Villa dei Misteri

Scoperta parzialmente nel 1909-1910 e compiutamente nel 1929-1930 ad opera di Amedeo Maiuri, il complesso è un esempio mirabile di commistione tra villa d’otium e villa rustica, appartenuta forse alla famiglia degli Istacidii, fra le più importanti della Pompei di età augustea.

Presenta, secondo gli studi più aggiornati, un impianto architettonico risalente al I secolo a.C. con successive trasformazioni fino al momento dell’eruzione (79 d.C.). L’odierno assetto della villa si deve agli interventi che hanno avuto luogo in seguito al terremoto del 62 d.C., quando si avviò la conversione dell’edificio da villa residenziale a complesso agricolo e produttivo (vino). Al momento dell’eruzione del 79 d.C., erano in corso lavori di adeguamento della struttura da parte dell’ultimo proprietario.

Stanza con decorazione II stile - prima del restauro (MiBACT)

Stanza con decorazione II stile – prima del restauro (MiBACT)

Stanza con decorazione II stile - dopo il restauro (MiBACT)

Stanza con decorazione II stile – dopo il restauro (MiBACT)

La Sala dei Misteri

Uno straordinario ciclo pittorico (una megalografia), ampiamente discusso dagli studiosi, occupa la fascia mediana della sala, al di sopra di uno zoccolo decorato a finto marmo che funge da podio. La scena è dominata dalla coppia divina posta al centro della parete di fondo, in cui si identificano Dioniso e Afrodite (o Arianna).

Le scene che convergono dalle pareti laterali verso il centro si incentrano su due temi interrelati, da un lato il mondo di Dioniso e l’iniziazione ai suoi Misteri, dall’altro la preparazione della fanciulla alle nozze (come mostrano le scene poste sulle pareti che inquadrano l’ingresso: da un lato la toletta di una sposa; dall’altro una donna ammantata seduta, forse la domina).

Il culmine della tensione narrativa è raggiunto nella scena rituale in cui una donna inginocchiata scopre il fallo, mentre un personaggio alato è intento alla flagellazione rituale mentre una menade del corteggio di Dioniso danza.

Indagini diagnostiche (MiBACT)

Indagini diagnostiche (MiBACT)

(MiBACT)

(MiBACT)

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La Sala del triclinio dopo i restauri (MiBACT)

La Sala del triclinio dopo i restauri (MiBACT)

I “Misteri”

Nei riti dionisiaci, caratterizzati dall’ebbrezza del vino, dalla musica, dalla danza, satiri e baccanti, alter ego mitici degli adepti, raggiungevano uno stato di trance. L’esito del rito era anticamente collegato alla vendemmia ed era il temporaneo ritorno dell’adepto ad una condizione naturale e animalesca in cui la caccia e lo sbranamento di un animale selvaggio erano il coronamento finale.

Nel mondo italico la devozione a Bacco, dio del vino, ha radici profonde e si accompagna alla diffusione dei cosiddetti Baccanali, festività tramutate in veri e propri riti orgiastici. Il dio veniva invocato nelle cerimonie, e ai partecipanti era dato di evadere dalla realtà attraverso l’ebbrezza del vino, avvicinandosi così idealmente alla sfera divina.

Nel 186 a.C. il Senato Romano, per porre freno all’inarrestabile diffusione di queste manifestazioni di tipo misterico estranee alla religione ufficiale di Stato e destabilizzanti per l’ordine pubblico, emanò un’ordinanza, il Senatus consultum de Bacchanalibus, che ne vietava di fatto lo svolgimento. Il culto di Bacco era destinato ad ogni modo a continuare, e Pompei ne ha restituito tracce significative sino alla sua distruzione. Una straordinaria testimonianza della complessità di tali riti e dell’intreccio stretto con quello di Afrodite-Venere (in particolare per le cerimonie nuziali) è appunto rappresentata dagli affreschi nella Villa dei Misteri.

(MiBACT)

(MiBACT)

MiBACT

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  1. Liutprand permalink
    maggio 2, 2015 9:36 am

    Magnifico! C’è da rimanere a bocca aperta.

    Mi piace

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