Scoperte 8 navi nell’arcipelago greco di Fourni

(Vasilis Mentogianis)

Una squadra di archeologi subacquei ha scoperto otto navi affondate nei pressi dell’arcipelago di Fourni, un gruppo di isole greche noto per conservare molti relitti di navi antiche.

Le nuove scoperte portano a 53 il numero totale di navi rinvenute a Fourni in un’area di 44 km quadrati. In tempi antichi, l’arcipelago era una tappa comune lungo le rotte commerciali del Mar Egeo dato che, in condizioni normali, i porti delle isole erano sicuri.

I ricercatori pensano che per migliaia di anni ci furono così tante navi ad attraversare la zona, che molte affondarono a causa delle tempeste.

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Studiato il Graecopithecus: Un antenato comune tra uomini e scimpanzé in Europa?

Graecopithecus Simeonovski
Il Graecopithecus disegnato dall’artista Velizar Simeonovski, seguendo i dati scientifici di Madelaine Böhme e Nikolai Spassov

Secondo un nuovo studio, l’ultimo antenato comune tra esseri umani e scimpanzé – impropriamente noto come “anello mancante” – potrebbe aver vissuto nel Mediterraneo orientale, e non in Africa come si pensava.

La controversa teoria proviene da uno studio sui fossili di due individui di Graecopithecus freybergi, finora classificati come scimmie antropomorfe e ora classificati come gli hominini più antichi mai trovati, e quindi potenzialmente antenati anche dell’Homo sapiens.

Tuttavia, numerosi ricercatori hanno già manifestato il loro scetticismo sui risultati dello studio.

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Esplorate le acque dell’antico porto di Delo

delo porto grecia
(Ministero della cultura greco)

Una squadra di sommozzatori ha esplorato l’area intorno al frangiflutti che proteggeva l’ormai sommerso porto dell’isola di Delo, in Grecia.

Le ricerche dell’Eforato per le Antichità Subacquee hanno rivelato relitti di navi antiche di epoca ellenistica e numerosi altri reperti, tra cui centinaia di anfore provenienti dal Mediterraneo occidentale.

«Le scoperte archeologiche confermano che Delo fu un’importante base commerciale e si trovava lungo un’importante rotta marittima commerciale che collegava il Mediterraneo orientale e occidentale», riporta un comunicato del Ministero della Cultura greco.

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Una tomba micenea nel cuore di Salamina

(Ministero della cultura greco)

Una tomba a camera micenea risalente al XIII-XII secolo a.C. è stata scoperta nel centro della città principale dell’isola di Salamina, in Grecia, nel corso di lavori per la rete fognaria.

Ada Kattoula, archeologa presso l’Eforato delle Antichità dell’Attica occidentale, del Pireo e delle isole, ha dichiarato all’agenzia stampa ANA che si tratta della terza tomba rinvenuta in questa zona, dopo le due scoperte nel 2009 durante altri lavori sulla fognatura.

Questi ritrovamenti hanno portato alla scoperta di numerose offerte funerarie: 41 vasi di terracotta decorati intatti in ottime condizioni, oltre a un’altra decina di recipienti vari.

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Scoperto l’antico porto di Salamina

Le fondamenta di una torre rotonda rinvenute all’estremità di un molo (V. Mentoyannis)

Gli archeologi greci hanno trovato l’antico porto militare dell’isola di Salamina, teatro di una delle battaglie navali più grandi e decisive dell’antichità: la battaglia di Salamina del 480 a.C.

Il porto è stato identificato nella piccola e ben protetta baia di Ambelaki, nella parte orientale dell’isola, grazie alla ricerca archeologica di una squadra di 20 esperti provenienti da due istituzioni greche – l’Eforato per le Antichità Subacquee e l’Istituto Ellenico di Archeologia Marina.

«Questa è la prima ricognizione subacquea sistematica ad essere avviata da istituzioni greche in un ambiente marino gravemente inquinato, e tuttavia in una zona cruciale di importanza storica», si legge nel comunicato del ministero greco.

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Lo studio di Vlochós rivela un’importante città greca

Porte della città, mura e torri sono ancora visibili in superficie (SIA/EFAK/YPPOA)
Porte della città, mura e torri sono ancora visibili in superficie (SIA/EFAK/YPPOA)

Un nuovo scavo ha rivelato che un antico insediamento greco, ritenuto essere un piccolo villaggio, fosse in realtà una città importante.

Le rovine a Vlochós, nella Tessaglia occidentale, erano note da 200 anni (gli annunci di città “perduta” o “scoperta” sono dunque infondati, ndr). Finora, tuttavia, il sito non era stato studiato in modo sistematico, e gli archeologi l’avevano considerato una sorta di “luogo isolato”, dice Robin Rönnlund, dottorando in archeologia presso l’Università di Goteborg (Svezia) e a capo della ricerca.

«Il nostro progetto copre un buco importante nella conoscenza dell’area, e mostra che rimane molto da scoprire sul suolo greco», dice.

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Nella tomba del guerriero di Pilo, gli anelli del potere

(Department of Classics/University of Cincinnati)
Uno dei sei pettini d’avorio rinvenuti (Department of Classics/University of Cincinnati)

Lo studio sull’eccezionale scoperta fatta un anno fa in Grecia – la tomba intatta di un guerriero a Pilo – ha ipotizzato che il ricchissimo corredo funerario potesse essere il prodotto di quella stessa comunità, e non un bottino razziato alla vicina isola di Creta.

In particolare, dicono gli archeologi, gli anelli d’oro erano anelli del potere, degli oggetti riservati solo ai governanti.

La tomba getta luce su un importante processo storico, l’estensione della cultura minoica dall’isola di Creta alla Grecia meridionale, dove formò le basi per la successiva civiltà micenea, la prima avanzata del continente europeo.

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Trovato uno scheletro umano sul relitto di Antikythera

Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)
Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Una squadra internazionale di ricercatori ha scoperto uno scheletro umano durante gli scavi del famoso relitto di Anticitera. La buona condizione dei resti scheletrici dell’uomo potrebbe fornire la prima traccia di DNA recuperata da una nave affondata nell’antichità.

I subacquei hanno scoperto i resti scheletrici dell’uomo, forse un membro dell’equipaggio, il 31 agosto. È qui, nel Mar Egeo, vicino all’isola greca di Anticitera, che è stato trovato il misterioso meccanismo, un avanzatissimo calcolatore astronomico. Il naufragio della nave, forse una nave greca mercantile, sarebbe avvenuto nel I secolo a.C.

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Scoperte altre 23 navi presso le isole di Fourni

(Vasilis Mentogianis)
(Vasilis Mentogianis)

Un gruppo di archeologi marini sta svelando i segreti più profondi di un arcipelago del Mar Egeo, dopo che in meno di un anno vi ha scoperto ben 45 relitti di navi.

Lo scorso settembre, un team di subacquei greci e americani aveva già individuato 22 relitti durante un’esplorazione di 13 giorni intorno all’arcipelago di Fourni, un gruppo di 13 isole, alcune molto piccole, situato in Grecia.

Il team è tornato sulle isole a giugno per espandere le ricerche. Alla fine dell’indagine, durata tre settimane e mezzo, i ricercatori sono addirittura riusciti a fare delle scoperte ancora più importanti: hanno documentato altri 23 relitti, portando il totale a 45. «Fourni è una sorpresa costante», ha dichiarato Peter Campbell, co-direttore del progetto per conto della statunitense RPM Nautical Foundation.

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La base navale di Munichia svela la sua grandezza

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)
(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

Una squadra di archeologi greci e danesi ha scoperto i resti sommersi di una delle strutture più grandi del mondo antico: un’antica base navale di Atene che giocò un ruolo fondamentale nella difesa dell’antica Grecia.

Con le sue imponenti fortificazioni e i suoi capannoni per le navi, disegnati per ospitare centinaia di navi da guerra (le cosiddette triremi), il porto del Pireo ospitava l’enorme flotta di Atene.

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Decifrati i testi sul meccanismo di Antikythera

La macchina di Anticitera (Greek Reporter)
La macchina di Anticitera (Greek Reporter)

Un team internazionale di scienziati ha presentato l’analisi completa delle iscrizioni trovate sul famoso meccanismo di Anticitera, un piccolo oggetto considerato il primo computer meccanico al mondo. Nel corso di un evento tenutosi ad Atene lo scorso giovedì, sono stati esposti i risultati frutto di oltre 10 anni di lavoro.

Il loro studio riafferma molto di quanto sapevamo già, ma fornisce anche nuovi interessanti dettagli.

Per oltre un secolo dalla sua scoperta in un relitto, l’esatto funzionamento del meccanismo era stato un bel rompicapo. Da alcune parole decifrate sui contorti, corrosi frammenti di lamine e ingranaggi di bronzo, gli esperti avevano intuito che era uno strumento astronomico. Ma molto altro rimaneva nascosto alla vista. Ora finalmente i ricercatori sono riusciti a leggere i circa 3.500 caratteri di testo sopravvissuti sul meccanismo.

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La tomba di Aristotele non è stata scoperta: i dubbi degli archeologi

(Greek Reporter)
La presunta tomba di Aristotele (Greek Reporter)

La scorsa settimana, un archeologo ha annunciato la scoperta della tomba di Aristotele a Stagira, un’antica città dove il filosofo greco visse gran parte della sua vita.

Tuttavia, diversi altri archeologi sostengono che ci sono ben poche prove che quella sia veramente la tomba di Aristotele, ed è probabile che non ci sia modo di confermarlo.

Lo stesso Konstantinos Sismanidis, l’archeologo che ha scoperto la tomba in questione, ha detto alla stampa di non essere certo dell’attribuzione della tomba ad Aristotele. Continua a leggere “La tomba di Aristotele non è stata scoperta: i dubbi degli archeologi”