Scoperte due tombe della XVIII dinastia egizia nella necropoli di Tebe

Pittura murale della Kampp 161 (Hamada Elrasam / AP Photo / Gtres)

Il Ministero egiziano delle Antichità ha annunciato la scoperta di una tomba (Kampp 161) e la riscoperta di un’altra (Kampp 150) nella necropoli di Dra Abu el-Naga, nell’antica città di Tebe.

Entrambe le tombe furono individuate negli anni novanta dall’egittologa tedesca Friederike Kampp. Tuttavia la Kampp 161 non venne mai scavata, mentre della Kampp 150 l’archeologa poté esplorare solo l’ingresso. Le due tombe, risalenti al Nuovo Regno, erano intatte.

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Il primo ginnasio ellenistico in Egitto scoperto a Philoteris

(Ministry of Antiquities, Egypt)

Una missione archeologica tedesco-egiziana ha scoperto il primo ginnasio ellenistico conosciuto in Egitto. Gli scavi hanno portato alla luce una pista da corsa e una palestra, oltre a giardini e altri luogi di ritrovo.

L’edificio si trovava nell’antico villaggio di Philoteris, odierna Medinat Watfa, a nord-ovest dell’oasi del Fayyum. Philoteris venne fondata nel III secolo a.C. dal macedone Tolomeo II, faraone d’Egitto, il quale le diede il nome di sua sorella Filotera.

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Zahi Hawass: «Lo spazio vuoto dentro la Grande Piramide non è una nuova scoperta»

Zahi Hawass

La cavità che gli scienziati di ScanPyramids hanno rilevato dentro la Piramide di Cheope “non è una nuova scoperta”, ha dichiarato il famoso egittologo Zahi Hawass, ex Ministro delle Antichità.

Secondo Hawass la piramide è piena di buchi già noti, e comunque non è corretto parlare di nuovi passaggi o camere segrete, ma solo di anomalie o cavità.

«Non è chiaro cosa ci sia all’interno di quello spazio, a cosa servisse, o se si tratti di uno o di più spazi», ha dichiarato Hawass, oggi a capo proprio del comitato scientifico che supervisiona il progetto ScanPyramids per conto del Ministero egiziano delle Antichità.

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I raggi cosmici rivelano un possibile spazio vuoto nella Grande Piramide di Giza

(ScanPyramids mission)

Una squadra di fisici ha utilizzato i raggi cosmici per rivelare una grande spazio vuoto di 30 metri all’interno della Piramide di Cheope, in Egitto. Come scritto dagli stessi ricercatori sulla rivista Nature, NON si parla di una stanza segreta, ma di un generico spazio le cui forma e dimensione non sono state ancora definite.

Diversi egittologi si sono inoltre dimostrati critici sui risultati dello studio: «Non c’è alcuna possibilità di trovare una camera nascosta» afferma Aidan Dodson, egittologo dell’Università di Bristol. Ancora più duro Zahi Hawass, famoso egittologo ed ex ministro egiziano dell’antichità: «È chiarissimo che il vuoto che hanno scoperto non significhi niente. Ci sono molti vuoti nella piramide per motivi di costruzione».

Tuttavia gli esperti sperano di scoprire nuovi, preziosi dettagli per quanto riguarda la costruzione della piramide. La Grande Piramide sarebbe stata costruita dal faraone Cheope, re dal 2509 al 2483 a.C. È la più grande delle piramidi egizie e l’unica meraviglia del mondo antico sopravvissuta. Non si trovavano nuovi spazi o passaggi dentro la piramide sin dall’Ottocento.

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Scoperta la cima di un obelisco della regina egizia Ankhesenpepi II

(Ministry of Antiquities, Egypt)

La parte superiore di un obelisco è stata scoperta in Egitto da una missione archeologica svizzera-francese, nel complesso funerario della regina Ankhesenpepi II (2332-2287 a.C.), all’interno della necropoli di Saqqara.

È il più grande frammento di obelisco dell’Antico regno mai trovato finora. La forma del pyramidion (la cuspide piramidale) indica che in origine fosse ricoperto da lastre di metallo, probabilmente rame o lamine d’oro, così da far brillare l’obelisco alla luce del Sole.

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Scoperte tre tombe tolemaiche a Samalut, in Egitto

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Una delle camere funebri tagliate nella roccia, completa di nove nicche rettangolari (Ministry of Antiquities, Egypt)

Tre tombe di epoca tolemaica sono state scoperte vicino alla città di Samalut, in Egitto. Le tombe, scavate da una missione archeologica egiziana, contengono sarcofagi di forme e dimensioni diverse.

Al loro interno vi erano anche alcuni frammenti d’argilla che sono stati datati tra la XXVII dinastia d’Egitto e il periodo greco-romano. «Questo fatto suggerisce che l’area sia stata un grande cimitero per un lungo periodo di tempo», ha detto Ayman Ashmawy, a capo del dipartimento dell’Antico Egitto presso il Ministero delle Antichità.

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Bambini e ragazzi costruirono la città egizia di Amarna?

Un ragazzo seppellito nel Cimitero Settentrionale (Mary Shepperson/Courtesy of The Amarna Project)

In Egitto una squadra di ricercatori sta scavando il Cimitero Settentrionale di Amarna, che si pensa possa contenere i corpi di circa 2000 operai della cava di pietra adiacente.

Un primo esame di 105 individui ha fatto però una scoperta sconvolgente: la maggior parte di loro aveva meno di 15 anni, e il 90% aveva tra i 7 e i 25 anni. Di solito gli adolescenti hanno una buona salute, eppure in questi sono state riscontrate lesioni traumatiche e condizioni degenerative associate a carichi di lavoro pesanti.

La città di Amarna venne fatta costruire dal cosiddetto faraone eretico Akhenaton, morto nel 1332 a.C.

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Una tomba ellenistica trovata ad Alessandria d’Egitto

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(Ministero delle Antichità)

Durante gli scavi in ​​un sito del quartiere El Shatby ad Alessandria, in Egitto, una missione archeologica del Ministero delle Antichità ha portato alla luce una tomba scavata nella roccia databile al periodo ellenistico (323-30 a.C.).

Lo studio dello stile architettonico e dei reperti di ceramica mostra che la tomba risale al tempo dell’occupazione greca in Egitto.

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Scoperte ad Assuan 10 tombe del Periodo tardo dell’Egitto

Periodo tardo Egitto tomba assuan
Uno dei sarcofagi dorati rinvenuti (Ministry of Antiquities)

Una missione archeologica egiziana ha portato alla luce dieci tombe tagliate nella roccia durante gli scavi vicino al mausoleo di Aga Khan, ad Assuan, in Egitto.

Le tombe possono essere datate al Periodo tardo dell’Egitto (672-332 a.C.). Precedenti studi rivelano che il sito era probabilmente un prolungamento della necropoli di Assuan sulla riva ovest del Nilo, dove si trovano una serie di tombe appartenute ai supervisori di Assuan dell’Antico, Medio e Nuovo Regno.

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Il DNA di 90 mummie svela la storia degli antichi Egizi

sarcofago Abusir el-Meleq
Un sarcofago da Abusir el-Meleq (bpk/Aegyptisches Museum und Papyrussammlung, SMB/Sandra Steiss)

Le mummie egizie conservano molti dettagli dei defunti: tratti del viso, segni di malattia e persino tatuaggi. Ma il DNA era così difficile da estrarre che molti scienziati si erano convinti che il clima caldo del deserto, l’umidità delle tombe e le sostanze chimiche usate nella mummificazione, avessero distrutto il materiale genetico da tanto tempo.

Ora una squadra di specialisti di DNA antico ha sequenziato con successo i genomi di 90 mummie egizie risalenti tra il 1.388 a.C. e il 426 d.C. È la prima volta che gli scienziati possono esaminare degli Egizi comuni, che sorprendentemente sarebbero cambiati poco nonostante secoli di conquiste.

Secondo i risultati, questi individui assomigliavano alle popolazioni antiche del Vicino Oriente e a quelle neolitiche di Anatolia e Europa. Tuttavia, negli ultimi 1.500 anni, negli egiziani moderni c’è stato un incremento di DNA dall’Africa subsahariana.

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Scoperto un cartiglio del faraone Sesostri II a Eracleopoli

Sesostri II egitto cartiglio
(Ministry of Antiquities, Egypt)

Una missione archeologica spagnola ha trovato un grande architrave di granito rosso durante gli scavi nell’antica città di Eracleopoli (odierna Ihnasya el Madina), in Egitto.

La scoperta è “molto importante” poiché vi sono incisi due cartigli col ​​nome di Sesostri II, il quarto faraone della XII dinastia, regnante tra il 1.895 e il 1.889 a.C. circa.

L’architrave è stato trovato nel tempio dedicato a Hershef, una divinità egizia locale raffigurata come un uomo con la testa di ariete.

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56 giare egizie per la mummificazione riscoperte a Deir el-Bahari

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

In Egitto una missione archeologica spagnola dell’Università di Alcalá, diretta da Antonio Morales, ha riscoperto 56 giare usate per l’imbalsamazione ancora piene di materiali per mummificare il defunto.

Risalgono a circa 4.000 anni fa e furono impiegate per il corpo di Ipi, visir d’Egitto e supervisore di Tebe, nonché membro dell’élite durante il regno del faraone Amenemhat I, all’inizio della XII dinastia (1985 a.C. circa).

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