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56 giare egizie per la mummificazione riscoperte a Deir el-Bahari

maggio 24, 2017

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

In Egitto una missione archeologica spagnola dell’Università di Alcalá, diretta da Antonio Morales, ha riscoperto 56 giare usate per l’imbalsamazione ancora piene di materiali per mummificare il defunto.

Risalgono a circa 4.000 anni fa e furono impiegate per il corpo di Ipi, visir d’Egitto e supervisore di Tebe, nonché membro dell’élite durante il regno del faraone Amenemhat I, all’inizio della XII dinastia (1985 a.C. circa).

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

Le giare erano già state scoperte nel 1921 e nel 1922 (l’anno della scoperta della tomba di Tutankhamon) da parte dell’egittologo americano Herbert Eustis Winlock, a Deir el-Bahari, di fronte all’antica città di Tebe, a Luxor. Alcune brocche, scodelle, bisturi e un tavolo per la mummificazione furono inviati al Metropolitan Museum of Art di New York, ma queste 56 giare rimasero in una camera del cortile superiore della tomba di Ipi (TT 135), che col tempo venne sepolta sotto la sabbia.

La scoperta è importante perché getta luce sulle sostanze, sui materiali e sulle tecniche di mummificazione utilizzati all’inizio del Medio Regno. Antonio Morales ha spiegato che tra i materiali impiegati per mummificare Ipi ci sono diversi sudari e teli di lino lunghi quattro metri, rotoli di bende, vari tipi di abiti, stracci e sottili tessuti per coprire dita, mani e altre parti del corpo del defunto.

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

Sacchetto di natron (Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

La specialista Salima Ikram, professoressa di Egittologia presso l’Università Americana del Cairo e membro del team, ha trovato il cuore mummificato di Ipi all’interno di uno dei vasi, una pratica inusuale che richiede ulteriori ricerche. I vasi contenevano 300 sacchetti con natron, olii, sabbia e altre sostanze, oltre ai tappi dei vasi e a uno strumento chirurgico.

I reperti più significativi della collezione includono alcuni vasi con segni e iscrizioni in ieratico, diverse bende lunghe sei metri, un sudario usato per il corpo di Ipi, un tessuto lungo dieci metri, i sacchetti di natron introdotti nel corpo del defunto, bende per avvolgere la mummia e altre bende più sottili per le mani e i piedi.

L’Università di Alcalá coordina la missione archeologica, nota come Middle Kingdom Theban Project e finanziata dalle fondazioni Gaselec e Palarq.

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

Galleria sotterranea della tomba di Ipi (Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

Interno di una giara (Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

(Antonio Morales / Middle Kingdom Theban Project)

Middle Kingdom Theban Project

National Geographic

Al-Ahram

Ministero delle Antichità egiziano

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