Ricostituzione dei colori originali di un balestriere inginocchiato dell'esercito di terracotta

Ricostruzione a colori di un guerriero di terracotta

Il famoso esercito di terracotta era in origine colorato in modo vivace. Le statue apparivano in rosso acceso, rosa, blu, verde e altri colori naturali derivati da minerali o piante. Tutti a parte il color porpora che era artificiale, frutto di una reazione chimica, una grande innovazione unica della Cina. Oggi le statue sembrano ocra e grigie, questo perché il contatto con l’aria fa degradare … Continua a leggere Ricostruzione a colori di un guerriero di terracotta

25 nuovi guerrieri di terracotta scoperti in Cina

Gli ultimi 25 guerrieri di terracotta, scoperti nel centro della parte nord della fossa n.1 (Chinanews)

Nel famoso mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang, gli archeologi scoprono regolarmente nuove sculture di terracotta. L’ultimo ritrovamento sono 25 statue che ritraggono soldati e ufficiali di medio e alto rango. In origine l’enorme esercito era interamente dipinto ed era equipaggiato con armi. Dalla scoperta del sito nel 1974 sono state portate alla luce circa 8.000 statue, ma gli esperti ritengono che ce ne siano ancora molte altre sottoterra. La difficoltà di studiarle e preservarle correttamente evita per il momento lo scavo dell’intero sito.

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Il fossile dell’Uomo dragone: forse un Denisova e NON una nuova specie umana

Un teschio massiccio e straordinariamente completo proveniente dalla Cina potrebbe rivelare il volto a lungo cercato di un Denisovano (Xijun Ni)

Ha suscitato una grande eco mediatica l’annuncio dei ricercatori cinesi della riscoperta di un nuovo fossile del genere Homo. La morfologia è simile a quella dell’Homo Sapiens, ed è stato datato tra i 146.000 e i 309.000 anni fa. Non è chiaro a quale specie umana appartenga, e per il momento la datazione del DNA non è prevista. I paleoantropologi cinesi l’hanno ufficialmente denominato “Homo longi” (long significa drago in mandarino), ma vista la forte somiglianza con il fossile di Dali scoperto nel 1978, potrebbe essere un Homo daliensis. Secondo numerosi ricercatori, tra cui il celebre Chris Stringer, potrebbe trattarsi di un eccezionale fossile di uomo di Denisova, un parente dell’Homo Sapiens i cui geni sopravvivono ancora in una parte della popolazione odierna.

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Una nuova maschera d’oro a Sanxingdui

(Xinhua/Shen Bohan)

I resti di una preziosa maschera in lamina d’oro fanno parte di una importante scoperta archeologica nella provincia cinese del Sichuan. Pesante circa 280 grammi e realizzata all’84% in oro, la maschera aveva probabilmente una funzione cerimoniale. Il ritrovamento è stato effettuato nel sito di Sanxingdui, che viene comunemente associato all’antico stato di Shu. Dal 2019 sono state scoperte 6 fosse del III e II secolo a.C. contenenti oltre 500 manufatti in avorio, giada e bronzo. Secondo Tang Fei, l’archeologo a capo delle ricerche, la scoperta di fibre di seta indica come lo stato di Shu “fosse un importante centro di produzione di seta nell’antica Cina”. Sanxingdui si trova sulla lista dei candidati dei patrimoni mondiali dell’UNESCO. I siti archeologici dello stato di Shu sono una testimonianza eccezionale dell’Età del bronzo cinese.

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Il primo consumo di cannabis nella Cina del 500 a.C.

Braciere di legno con le pietre riscaldate, nella tomba M12 del cimitero di Jirzankal (Xinhua Wu)

Oggi più di 150 milioni di persone fumano regolarmente la cannabis, ma finora non era chiaro dove e quando si cominciarono ad apprezzare le proprietà psicoattive dell’erba. Una squadra diretta dagli archeologi Yang Yimin e Ren Meng dell’Accademia cinese delle scienze di Pechino, ha scoperto le prove del suo consumo nell’Asia centrale da parte dell’antica popolazione dei Sogdiani. Durante le cerimonie funerarie avrebbero bruciato la cannabis per i suoi fumi inebrianti, su un remoto altopiano di montagna circa 2500 anni fa.

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160 tombe della dinastia Han a Zhengzhou

Il pavimento rituale di mattoni incisi con piante e animali (Xinhua)

Nel centro della Cina, gli archeologi hanno scoperto un totale di 160 tombe antiche. Risalirebbero alla dinastia Han (202 a.C. – 220 d.C.) e contenevano oltre 1.000 oggetti funerari, tra cui monete, ceramiche, reperti di bronzo e di ferro, e soprattutto un eccezionale pavimento rituale con le incisioni di piante e animali. Nonostante l’abbondanza di manufatti, gli archeologi pensano che le tombe appartenessero alla popolazione comune, e non alle famiglie reali.

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12 tombe a corridoio dei Sedici Regni

Un’offerta rituale in bronzo (Xinhua)

Un antico complesso di tombe è stato scoperto in un villaggio in Cina, nella provincia nordoccidentale dello Shaanxi. Risale all’epoca dei Sedici Regni (304-439 d.C.) e comprende 12 tombe a corridoio disposte su due file. All’interno vi erano numerose offerte funerarie, quali statuette di terracotta e monete di bronzo.

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L’esercito di terracotta di Liu Hong

L’esercito di terracotta di Linzi. Al centro i soldati di fanteria (Chinese Cultural Relics)

Gli archeologi hanno attribuito un esercito di terracotta, scoperto nel 2007 nell’antica città cinese di Linzi, alla tomba di Liu Hong, principe di Qi. Cinquecento tra carri, cavalli, torri, fanti e musicisti lo avrebbero accompagnato nell’aldilà alla sua morte, avvenuta nel 110 a.C. L’esercito è simile ai famosi guerrieri di terracotta di Xian, anche se questi sono molto più piccoli e più recenti di un secolo.

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L’antica piramide cinese di Shimao

La piramide di Shimao prima degli scavi (Zhouyong Sun e Jing Shao)

Gli archeologi cinesi stanno scavando una delle più grandi città neolitiche al mondo, con al centro un’enorme piramide a gradoni di 4.300 anni. Alta almeno 70 metri, la piramide era decorata con simboli di occhi e facce antropomorfe. Tali figure potrebbero averle conferito uno speciale potere religioso.

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Scavate 200 tombe delle dinastie Han e Wei-Jin in Cina

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Un meraviglioso specchio di bronzo recuperato (Imaginechina via AP Images / Gtres)

Una squadra di archeologi cinesi ha scoperto oltre 200 siti di sepoltura contenenti un migliaio di reperti, tra cui oggetti d’oro, d’argento e di bronzo. Le grotte erano state scavate nella falesia davanti al fiume Jinjiang, nel comune di Zhengxing, in Cina.

L’eccezionale raggruppamento di tombe è stato datato all’epoca della dinastia Han (206 a.C.-220 d.C), del regno di Wei (220-265 d.C) e della successiva dinastia Jin (265-420 d.C.).

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90 cavalli e 4 carri dell’antico stato di Zheng scavati in Cina

(Xiao Yu / Imaginechina via AP Images / Gtres)

In Cina, vicino alla città di Xinzheng, è stata scavata un’enorme fossa contenente 90 scheletri di cavalli e 4 carri. Appartenevano probabilmente a un nobile di Zheng, un antico stato vassallo della dinastia Zhou esistito durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni (VIII – V secolo a.C.) e il Periodo dei Regni Combattenti (V – III secolo a.C.).

Il più grande dei carri era decorato con oggetti di bronzo e ossa. I cavalli sarebbero stati sacrificati, posti nella fossa e poi ricoperti coi pezzi dei carri smantellati.

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Un’antica tomba con il dipinto di un ‘mostro blu’ scoperta in Cina

(Chinese Archaeology)

Un mostro blu, un cavallo alato e una divinità nuda conosciuta come il maestro del vento sono solo alcuni esempi delle immagini fantastiche che gli archeologi hanno recentemente scoperto in una tomba di 1.400 anni in Cina.

«Le pitture murali di questa tomba hanno motivi diversi e ricche connotazioni, molte delle quali non presenti in altre tombe dello stesso periodo», ha scritto un team di archeologi in un articolo pubblicato sulla rivista Chinese Archaeology.

Il significato di alcune delle immagini non è totalmente chiaro. Gli archeologi non hanno speculato sul motivo per cui il ‘maestro del vento’ sia mostrato quasi nudo, o quale creatura mostruosa (così la definiscono gli archeologi) sia quella di colore blu.

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