La morte violenta del faraone Senebkay

Avrà condotto una vita da re, ma le nuove prove forensi raccolte dai resti del faraone Senebkay indicano che il sovrano egizio morì in battaglia – il primo faraone che sappiamo essere morto così – brutalmente attaccato da molteplici assalitori.

L’anno scorso, la tomba di re Senebkay (1650-1600 a.C.) era stata scoperta nel sito di Abydos dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania in collaborazione con le autorità egiziane. Ora il team del Dr. Josef Wegner ha completato lo studio dello scheletro di Senebkay e i resti di diversi altri re le cui tombe sono state scoperte nelle vicinanze.

(Penn Museum)
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700 reperti e una nave medievale recuperati nel fiume Stella

La quarta campagna di ricerche nel fiume Stella del progetto Anaxum, in Friuli, ha portato al ritrovamento di oltre 700 reperti pregiati di epoca romana. Tra questi spiccano una bilancia per beni preziosi, ceramiche d’importazione dal Mediterraneo, e soprattutto il recupero e la messa in sicurezza di una imbarcazione dell’XI secolo.

Scoperto lungo l’argine del fiume nel 2012, il relitto rappresenta un unicum mondiale per i contesti fluviali: rappresenta infatti una forma di transizione tra il modo di costruire antico e quello medievale-moderno.

(Anaxum Project)
(Anaxum Project)

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Operazione Artemide: oltre 2 mila reperti sequestrati

Maxi operazione dei carabinieri del comando tutela patrimonio culturale contro il traffico illecito di reperti, rubati nelle più grandi aree archeologiche italiane tra cui Pompei. 142 gli indagati e più di un centinaio i provvedimenti di perquisizione.

Anfore e vasi a figure rosse, frammenti architettonici, monete italiche. Sono oltre 2 mila i beni archeologici sequestrati dai carabinieri dei beni culturali nella maxi operazione, con 142 decreti di perquisizione emessi dalla Direzione Distrettuale di Napoli ed eseguiti in decine di città e piccoli centri, da Caltanissetta a Pordenone.

(ANSA)
(ANSA)

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Un bottino di monete d’oro fatimidi al largo di Israele

Il più grande tesoro di monete medievali d’oro scoperte in Israele è stato trovato sul fondale marino dell’antico porto di Cesarea. All’inizio, i subacquei del diving club avevano pensato di aver trovato la moneta di un giocattolo. Solo in un secondo momento si sono resi conti di ciò che avevano davanti, e dove aver raccolto alcune monete, sono andati a informare l’Autorità Israeliana per le Antichità.

Ritornati sul posto con l’Unità di Archeologia Marina, i subacquei armati di metal detector hanno portato alla luce quasi 2.000 monete d’oro di diversi tagli: un dinar, mezzo dinar e quarti di dinar, di varie dimensioni e pesi.

(AFP, Getty Images)
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Abbracciati da 5.800 anni

È innegabile: i ritrovamenti di scheletri abbracciati da secoli non smettono mai di emozionare perché sembrano confermare che – quando l’amore è davvero per sempre – il destino è l’unico capace di unire una coppia oltre la morte.

Sembra questo il caso dell’uomo e della donna i cui scheletri, ancora teneramente abbracciati dopo quasi 6000 anni, ovvero dall’epoca del Neolitico, sono stati rinvenuti durante scavi presso la Grotta di Alepotrypa (il “Buco della volpe”), in Grecia. Non si sa ancora come e perché siano morti, ma di certo sappiamo che si amavano.

(AFP, Getty Images)
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Risolto il mistero del teschio bucato

I ricercatori dell’Università di Pisa hanno risolto un mistero di vecchia data intorno al teschio pieno di buchi di uno dei martiri di Otranto – decapitati dagli invasori turchi ottomani del XV secolo per aver rifiutato la conversione all’Islam dopo la caduta della loro città.

Caratterizzata da 16 buchi perfettamente rotondi in varie misure e profondità, il teschio apparteneva a un individuo giustiziato su una collina fuori Otranto, in Puglia, insieme ad altri 800 uomini.

Il teschio bucato (Gino Fornaciari)
Il teschio bucato (Gino Fornaciari)

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Decifrato il ‘Vangelo dei Destini di Maria’

È stato decifrato un libro di 1500 anni che contiene un ‘vangelo’ precedentemente sconosciuto (e da non confondere col Vangelo gnostico di Maria). L’antico manoscritto potrebbe essere stato usato per fornire una guida o un incoraggiamento alle persone che cercavano aiuto per i loro problemi.

Scritto in copto, antica lingua egiziana, l’introduzione recita: “Il Vangelo dei destini di Maria, la madre del Signore Gesù Cristo, lei alla quale l’Arcangelo Gabriele ha portato le buone notizie. Colui che andrà avanti con tutto il suo cuore otterrà ciò che cerca. Solo non siate indecisi”.

Il Vangelo dei destini di Maria (Harvard Art Museums/Arthur M. Sackler Museum, Gift of Mrs. Beatrice Kelekian in memory of her husband, Charles Dikran Kelekian, 1984.669)
Il Vangelo dei destini di Maria (Harvard Art Museums/Arthur M. Sackler Museum, Gift of Mrs. Beatrice Kelekian in memory of her husband, Charles Dikran Kelekian, 1984.669)

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Gli strumenti medici di Barbanera

Gli archeologi stanno scavando la nave ammiraglia del pirata Barbanera, e l’equipaggiamento medico recuperato dal relitto suggerisce che il noto bucaniere doveva faticare per mantenere la sua ciurma in salute.

Barbanera è il pirata più famoso mai vissuto. Il suo vero nome era Edward Teach (o forse Thatch), e la sua ammiraglia, la Queen Anne’s Revenge, in precedenza era una nave francese per il commercio di schiavi chiamata La Concorde de Nantes, che Barbanera catturò nel novembre del 1717. Barbanera poté catturarla facilmente poiché gran parte della ciurma avversaria era ammalata o morta per malattia.

Nel 1718, la Queen Anne’s Revenge si arenò su un banco di sabbia a Topsail Inlet, in America. Barbanera abbandonò molti marinai, lasciando il sito con un gruppo scelto di uomini e la maggior parte del bottino. Venne ucciso in battaglia verso la fine di quell’anno.

(Hulton Archive/Getty Images)
(Hulton Archive/Getty Images)

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Operazione Dedalo: recuperati oltre 1.500 reperti archeologici

Diciotto persone che facevano parte di un’associazione per delinquere finalizzata allo scavo e al traffico internazionale di reperti archeologici sono stati arrestati dai carabinieri nelle province di Caserta, Napoli, Salerno, Frosinone e Latina.

I militari di Caserta e della Tutela del patrimonio culturale hanno recuperato oltre 1.500 reperti archeologici di diversa natura e datazione, (oltre a numerosi falsi) per un valore di 1,6 milioni di euro. I reperti provenivano da importanti giacimenti archeologici campani.

(LaPresse)
(LaPresse)

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Una rara iscrizione a Gebel Silsila

A Gebel Silsila, in Egitto, una missione archeologica svedese ha scoperta una rara stele incisa su una roccia in una cava di arenaria. La stele, grande 46 x 38,5 cm, si trovava a est di una famosa sfinge incompiuta. È stata scoperta dalla squadra del Gebel el Silsila Survey Project (Università di Lund).

La stele presenta un faraone non identificato mentre porge delle offerte agli dei Amon-Ra e Thot, una combinazione raramente raffigurata. La coppia di dei potrebbe derivare da un aspetto lunare del culto presso Gebel el Silsila.

(MSA)
La nuova stele (Gebel el Silsila Survey Project)

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