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Gli strumenti medici di Barbanera

febbraio 12, 2015

Gli archeologi stanno scavando la nave ammiraglia del pirata Barbanera, e l’equipaggiamento medico recuperato dal relitto suggerisce che il noto bucaniere doveva faticare per mantenere la sua ciurma in salute.

Barbanera è il pirata più famoso mai vissuto. Il suo vero nome era Edward Teach (o forse Thatch), e la sua ammiraglia, la Queen Anne’s Revenge, in precedenza era una nave francese per il commercio di schiavi chiamata La Concorde de Nantes, che Barbanera catturò nel novembre del 1717. Barbanera poté catturarla facilmente poiché gran parte della ciurma avversaria era ammalata o morta per malattia.

Nel 1718, la Queen Anne’s Revenge si arenò su un banco di sabbia a Topsail Inlet, in America. Barbanera abbandonò molti marinai, lasciando il sito con un gruppo scelto di uomini e la maggior parte del bottino. Venne ucciso in battaglia verso la fine di quell’anno.

(Hulton Archive/Getty Images)

(Hulton Archive/Getty Images)

Rappresentazione della Queen Anne's Revenge

Rappresentazione della Queen Anne’s Revenge

Il relitto della Queen Anne’s Revenge fu riscoperto nel 1996 ed è stato scavato dal Queen Anne’s Revenge Project. Gli archeologi hanno recuperato molti manufatti, tra cui una serie di strumenti medici. Questi oggetti, insieme ai resoconti storici, dipingono un capitano pirata che provava a tenere la sua ciurma in forma per il combattimento.

“Trattare gli ammalati e i feriti in una comunità in mezzo al mare era impegnativo nel migliore del casi”, ha scritto Linda Carnes-McNaughton, archeologa e curatrice con il Dipartimento della Difesa, in uno studio presentato recentemente presso l’incontro annuale della Society for Historical Archaeology.

Le persone su una nave come quella di Barbanera avrebbero dovuto affrontare molte malattie, tra le quali “malattie croniche e periodiche, ferite, amputazioni, mal di denti, ustioni e altre malattie indescrivibili”, dice Carnes-McNaughton.

I chirurghi di Barbanera

In verità, mantenere la salute della ciurma era così importante che quando Barbanera fece della Queen Anne’s Revenge la sua nave ammiraglia, rilasciò la maggior parte dei marinai francesi che aveva catturato, ma forzò i tre chirurghi a restare, insieme a pochi altri lavoratori specializzati come falegnami e il cuoco.

Non a caso, fa notare Carnes-McNaughton, “il vademecum dell’uomo di mare” del 1707, che conteneva le regole che i marinai dovevano seguire, aveva una condizione secondo cui i chirurghi non potevano lasciare la loro nave fino a quando il viaggio non era stato completato.

Equipaggiamento medico

Le ricerche della Queen Anne’s Revenge hanno portato alla luce una serie di strumenti medici. Alcuni hanno dei marchi di fabbricazione della Francia, segno che probabilmente Barbanera se ne impadronì quando catturò i tre chirurghi.

Tra questi vi sono una siringa uretrale che secondo le analisi chimiche conteneva in origine del mercurio. Secondo Carnes-McNaughton, sarebbe stata usata per curare la sifilide, una malattia sessualmente trasmessa. “Alla fine è il mercurio a ucciderti”, dice, spiegando che il paziente potrebbe aver sofferto di avvelenamento da mercurio.

La siringa uretrale (North Carolina Department of Cultural Resources)

La siringa uretrale (North Carolina Department of Cultural Resources)

Gli archeologi hanno anche recuperato i resti di due clisteri a pompa. Non è chiaro che tipo di fluido contenessero, ma le future analisi cercheranno di scoprire quale materiale fosse contenuto.

Un clistere a pompa (North Carolina Department of Cultural Resources)

Un clistere a pompa (North Carolina Department of Cultural Resources)

È stato poi trovato uno strumento a forma di scodellina con manici, che potrebbe essere stato usato per i salassi. Nel XVIII secolo infatti, le persone credevano che i salassi di sangue potessero curare alcune malattie, e una forma moderna del trattamento è ancora usata in alcuni casi.

Gli archeologi hanno poi recuperato un pestello e un mortaio di ottone e arnesi che potrebbero essere stati usati per preparare le medicine. I resti della cucina di bordo sarebbero inoltre stati impiegati per conservare balsami e altre pozioni.

Il mortaio e il pestello (North Carolina Department of Cultural Resources)

Il mortaio e il pestello (North Carolina Department of Cultural Resources)

(North Carolina Department of Cultural Resources)

(North Carolina Department of Cultural Resources)

 Altri oggetti avrebbero potuto avere una funzione medica, come un ago d’argento e i resti di una forbice, magari utilizzati durante le operazioni chirurgiche. Dei set di viti in ottone potrebbero aver fatto parte di una sorta di laccio emostatico, un dispositivo medico che serve a limitare il sanguinamento durante le amputazioni.

(North Carolina Department of Cultural Resources)

L’ago (North Carolina Department of Cultural Resources)

Le forbici (North Carolina Department of Cultural Resources)

Le forbici (North Carolina Department of Cultural Resources)

Frammento di un vasetto (North Carolina Department of Cultural Resources)

Frammento di un vasetto (North Carolina Department of Cultural Resources)

Procurarsi le medicine

Nonostante i chirurghi catturati avessero l’equipaggiamento medico, Barbanera avrebbe avuto comunque bisogno di scorte di medicine per trattare la sua ciurma. Ne ottenne alcune nel 1718, dopo una settimana di blocco del porto di Charleston, nella Carolina del Sud. Barbanera catturò delle navi che provavano a oltrepassare il blocco, prendendo come ostaggi le ciurme.

Quando andò a trattare col governatore della Carolina del Sud, venne richiesta una cassa di medicine. Barbanera minacciò di “assassinare tutti i prigionieri, mandare le teste al governatore, e bruciare le navi catturate”, se il governatore non avesse consegnato una cassa di medicine, scrisse il capitano Charles Johnson in un resoconto su Barbanera nel 1724. Il governatore comunque soddisfò subito le richieste, e i prigionieri furono rilasciati.

Alla fine, gli sforzi di Barbanera per mantenere in salute i suoi uomini non cambiarono il fato del pirata, che venne ucciso dalla Royal Navy.

Barbanera era in forma abbastanza buona al punto che si dice abbia cominciato un tremendo combattimento finale cercando di abbordare una nave nemica. “Non indietreggiò e combatté con grande furia, fino a quando non ricevette 25 ferite, di cui 5 da arma da fuoco”, scrive Johnson. “Precisamente, come stava caricando un’altra pistola, dopo averla scaricata più volte sparando prima, cadde per terra morto”.

(North Carolina Department of Cultural Resources)

(North Carolina Department of Cultural Resources)

Live Science

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