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Risolto il mistero del teschio bucato

febbraio 20, 2015

I ricercatori dell’Università di Pisa hanno risolto un mistero di vecchia data intorno al teschio pieno di buchi di uno dei martiri di Otranto – decapitati dagli invasori turchi ottomani del XV secolo per aver rifiutato la conversione all’Islam dopo la caduta della loro città.

Caratterizzata da 16 buchi perfettamente rotondi in varie misure e profondità, il teschio apparteneva a un individuo giustiziato su una collina fuori Otranto, in Puglia, insieme ad altri 800 uomini.

Il teschio bucato (Gino Fornaciari)

Il teschio bucato (Gino Fornaciari)

(Atlantide Phototravel, Corbis)

La cattedrale di Otranto (Atlantide Phototravel, Corbis)

Il teschio fu poi forato, molto probabilmente per ottenere polvere di ossa per trattare malattie come paralisi, colpi apoplettici ed epilessia, che erano ritenute nascere da influenze magiche o demoniache.

(Museum of Pharmacy, Cracovia)

(Museum of Pharmacy, Cracovia)

Beatificati nel 1771 e canonizzati da Papa Francesco il 12 maggio 2013, i cosiddetti “martiri di Otranto”, le cui identità sono largamente sconosciute, sono ora i santi patroni della città di Otranto.

Morirono tutti il 14 agosto del 1480, dopo un assedio di 15 giorni da parte degli Ottomani comandati da Gedik Ahmet Pascià. Durante il loro assalto, tutti gli uomini di Otranto sopra i 15 anni furono massacrati, mentre le donne e i bambini furono uccisi o venduti alla schiavitù albanese. Ai superstiti e al clero rifugiatisi nella cattedrale – 800 sopravvissuti esausti – fu detto di convertirsi all’Islam. Al loro rifiuto, furono portati su una collina e decapitati uno a uno.

La cattedrale di Otranto (Gino Fornaciari)

La cattedrale di Otranto (Gino Fornaciari)

I resti dei martiri sono ora esposti dietro a cinque grandi teche di vetro nella Cattedrale di Otranto. In particolare, i teschi sono meticolosamente allineati in file orizzontali, con le ossa facciali girate verso i visitatori.

(Gino Fornaciari)

(Gino Fornaciari)

Tuttavia, in una lunga fila della finestra centrale, un teschio è posizionato con il viso rivolto verso il tetto e il cranio verso i visitatori. “L’esemplare venne probabilmente posto in questa maniera per mostrare una serie di buchi della volta cranica”, spiegano Gino Fornaciari, professore di storia della medicina e paleopatologia all’Università di Pisa, e i suoi colleghi sul Journal of Ethnopharmacology.

Sebbene la finestra non possa essere aperta e quindi il teschio non possa essere rimosso per lo studio, i ricercatori hanno notato che i buchi sono caratterizzati da una forma regolare, tondeggiante. Dei 16 buchi, otto sono risultati essere delle perforazioni complete, coinvolgendo l’osso in tutta il suo spessore e producendo un buco a forma conica e tonda.

Dice Fornaciari: “La forma perfettamente a coppa delle perforazioni incomplete ci porta a ipotizzare l’uso di un particolare tipo di trapano, con una lama a forma di mezzaluna o un po’ tonda; uno strumento di questo tipo non potrebbe produrre dischi di osso, ma solo polvere di ossa”.

(Gino Fornaciari)

(Gino Fornaciari)

Discovery News

Journal of Ethnopharmacology

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