Camere segrete nella Piramide di Cheope? I primi dubbi

Comparazione tra le muografie delle strutture note e non (Simulation by K. Morishima (Nagoya University) and Benoit Marini for ScanPyramids, results by K. Morishima (Nagoya University) for ScanPyramids)
Comparazione tra le muografie delle strutture note e non (Simulation by K. Morishima (Nagoya University) and Benoit Marini for ScanPyramids, results by K. Morishima (Nagoya University) for ScanPyramids)

Un gruppo di scienziati ha annunciato di aver scoperto due spazi o cavità sconosciute dentro la Grande piramide di Giza, la più grande piramide d’Egitto. Tali cavità potrebbero essere i segni di sepolture nascoste o stanze e, per questo motivo, i media di tutto il mondo hanno dato molto risalto a questa “scoperta”. Alcuni quotidiani hanno addirittura scritto che sono state trovate delle “stanze segrete” dentro la piramide.

Tuttavia, un altro gruppo di scienziati che sovrintendono questo progetto, tra cui il famoso egittologo Zahi Hawass, non pensa che siano state scoperte delle cavità o degli spazi abbastanza grandi.

Ritenuta costruita dal faraone Cheope verso il 2560 a.C., la Grande Piramide è la più grande struttura del suo genere in Egitto, e una delle tre piramidi di Giza. La costruzione originale raggiungeva i 146,6 metri di altezza mentre oggi, a causa dell’usura e delle estrazioni, si erge per 138 metri. È una delle sette meraviglie del mondo antico, ed è stato l’edificio più alto del mondo fino al completamento della Cattedrale di Lincoln in Inghilterra nel XIV secolo.

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Scoperte centinaia di scarpe nel forte romano di Vindolanda

(Vindolanda Trust)
(Vindolanda Trust)

Nel forte romano di Vindolanda, oggi in Inghilterra, sono state scoperte nel corso dell’estate oltre 400 scarpe per uomini, donne e bambini, portando il totale delle scarpe rinvenute in questo sito a oltre 7.000. Gli archeologi hanno praticamente trovato tutti i tipi di calzature possibili.

Plausibilmente alcune delle scarpe appena scoperte appartenevano a una singola persona. Andrew Birley, CEO del Vindolanda Trust e direttore degli scavi, ha parlato di un «censimento incredibile e senza paralleli di una comunità in guerra. La quantità di calzature è fantastica, vista la sua grande diversità persino per un sito come Vindolanda, che ha conservato più scarpe romane che in qualunque altro luogo dell’impero».

Le calzature sono state trovate in un fossato difensivo, insieme a reperti di ceramica e resti di cani e gatti.

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Nella tomba del guerriero di Pilo, gli anelli del potere

(Department of Classics/University of Cincinnati)
Uno dei sei pettini d’avorio rinvenuti (Department of Classics/University of Cincinnati)

Lo studio sull’eccezionale scoperta fatta un anno fa in Grecia – la tomba intatta di un guerriero a Pilo – ha ipotizzato che il ricchissimo corredo funerario potesse essere il prodotto di quella stessa comunità, e non un bottino razziato alla vicina isola di Creta.

In particolare, dicono gli archeologi, gli anelli d’oro erano anelli del potere, degli oggetti riservati solo ai governanti.

La tomba getta luce su un importante processo storico, l’estensione della cultura minoica dall’isola di Creta alla Grecia meridionale, dove formò le basi per la successiva civiltà micenea, la prima avanzata del continente europeo.

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Scoperta una porta-santuario della città biblica di Tel Lachish

(Israel Antiquities Authority)
(Israel Antiquities Authority)

Secondo la Bibbia Ebraica, re Ezechia, 12′ re del regno di Giuda, era il figlio pio di un padre non religioso, re Acaz. Appena succeduto al trono, Ezechia condusse una battaglia contro l’idolatria, ordinando che tutti i falsi idoli – oggetti, animali o altre divinità che le persone veneravano – fossero distrutti.

Ora gli archeologi al lavoro nell’anticà città di Tel Lachih, in Israele, credono di aver scoperto delle prove di questa guerra: una porta-santuario a forma di torre, un importante luogo di incontro e di culto, venne incredibilmente dissacrata dal suo stesso re con una latrina.

Non solo: nei dintorni sono state rinvenute tracce della successiva conquista della città, nel corso della famosa guerra tra regno d’Assiria e regno di Giuda, conclusasi con l’assedio di Gerusalemme.

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Trovate quattro monete Romane in un castello medievale in Giappone

(Uruma Board of Education)
Il dritto della moneta romana (Uruma Board of Education)

Quando l’archeologo Hiroyuki Miyagi aveva sentito che erano state scoperte delle monete Romane e Ottomane tra le rovine di un vecchio castello di Okinawa, in Giappone, all’inizio aveva pensato a una bufala.

«Non riuscivo a credere che avessero trovato delle monete dell’Impero romano nel castello di Kasturen», ha dichiarato Miyagi, che lavora presso l’Università Internazionale di Okinawa, alla CNN. «Ho pensato che fossero delle repliche lasciate dai turisti».

E invece le monete erano vere. È la prima volta che tali oggetti vengono scoperti in Giappone.

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Scoperta una rara moneta d’oro romana con l’immagine di Nerone

Una squadra di archeologi americani ha scoperto un aureo, una preziosa moneta d’oro all’epoca dei Romani. Porta l’immagine dell’imperatore Nerone, ed è stata trovata vicino alle rovine di una villa del I secolo sul Monte Sion, a Gerusalemme in Israele. «La moneta è eccezionale, perché è la prima volta che una moneta di questo tipo viene rinvenuta a Gerusalemme in uno scavo scientifico. Di solito, … Continua a leggere Scoperta una rara moneta d’oro romana con l’immagine di Nerone

Come i gatti hanno conquistato il mondo (e alcune navi vichinghe)

Un gatto mummificato dell'Antico Egitto
Un gatto mummificato dell’Antico Egitto

Migliaia di anni prima che i gatti arrivassero a dominare internet, si erano diffusi nell’antica Eurasia e in Africa, portati dai primi agricoltori, dai marinai e persino dai Vichinghi.

La ricerca, riportata dalla rivista scientifica Nature, è stata presentata a una conferenza lo scorso 15 settembre.

È il primo studio su larga scala mai effettuato sul DNA antico dei gatti. Per farlo, gli studiosi hanno sequenziato il DNA di oltre 200 gatti vissuti tra i 15.000 anni fa e il XVIII secolo d.C.

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Trovato uno scheletro umano sul relitto di Antikythera

Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)
Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Una squadra internazionale di ricercatori ha scoperto uno scheletro umano durante gli scavi del famoso relitto di Anticitera. La buona condizione dei resti scheletrici dell’uomo potrebbe fornire la prima traccia di DNA recuperata da una nave affondata nell’antichità.

I subacquei hanno scoperto i resti scheletrici dell’uomo, forse un membro dell’equipaggio, il 31 agosto. È qui, nel Mar Egeo, vicino all’isola greca di Anticitera, che è stato trovato il misterioso meccanismo, un avanzatissimo calcolatore astronomico. Il naufragio della nave, forse una nave greca mercantile, sarebbe avvenuto nel I secolo a.C.

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Ritrovata la HMS Terror, l’altra nave della spedizione perduta di Franklin

Il ponte della HMS Terror (Arctic Research Foundation)
Il ponte della HMS Terror (Arctic Research Foundation)

La nave perduta dell’esploratore britannico Sir John Franklin, la HMS Terror, è stata trovata in ottime condizioni sul fondo di una baia del Mar Artico, una scoperta che mette in discussione la storia di uno dei più profondi misteri della spedizione polare.

Il 12 settembre del 1846 la HMS Terror e la nave ammiraglia di Franklin, la HMS Erebus (trovata nel 2014), furono abbandonate tra i ghiacci nel corso della sfortunata spedizione per cercare il Passaggio a Nord Ovest.

Tutti i 129 uomini della spedizione Franklin morirono, fu il più grande disastro nella lunga storia delle spedizioni polari della Royal Navy. Le ricerche di soccorso continuarono per 11 anni senza trovare tracce, e il destino di quegli uomini rimase un enigma che interessò generazioni di storici, archeologi e avventurieri.

Ora il mistero sembra essere stato risolto, grazie a una missione di intrepidi esploratori e all’improbabile consiglio di un Inuit.

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Scoperta a Çatalhöyük una eccezionale statuetta femminile neolitica

La statuetta rinvenuta (Catalhoyuk Research Project)
La statuetta rinvenuta (Catalhoyuk Research Project)

Nel sito neolitico di Çatalhöyük, in Turchia, gli archeologi hanno portato alla luce una “eccezionale” statuetta femminile, perfettamente conservata. Misura 17 cm e pesa un chilo. Secondo il Ministero della Cultura e del Turismo turco, risale al 8.000 – 5.500 a.C. circa.

La statuetta di marmo farebbe parte di una deposizione rituale. È stata scoperta da un team internazionale di archeologi diretti dal professor Ian Hodder, antropologo presso l’Università statunitense di Stanford.

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Scoperte due statue di Afrodite a Petra

Le due statue di Afrodite (Tom Parker)
Le due statue di Afrodite (Tom Parker)

Due statue di marmo che rappresentano Afrodite/Venere, la dea dell’amore, della bellezza e della fertilità, sono state recentemente trovate a Petra, in Giordania.

Le statue risalgono al II secolo d.C. e sono quasi intatte e molto ben conservate, con ancora delle tracce di pittura visibili. Sono state scoperte dagli archeologi americani in collaborazione con il Dipartimento delle Antichità della Giordania.

Scolpite in stile chiaramente romano, le statue testimoniano l’influenza di Roma sulla cultura locale di Petra, in seguito all’annessione del 106 d.C. della Nabatea – il preesistente regno arabico.

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Scoperto il nome della dea Uni in un tempio etrusco

(Mugello Valley Project)
(Mugello Valley Project)

In una rarissima iscrizione trovata sul muro di un antico tempio etrusco, gli archeologi hanno scoperto il nome di Uni, la suprema dea del Pantheon etrusco.

La scoperta indica che Uni, una divinità della fertilità e forse una dea madre in questo luogo, potrebbe essere stata la dea venerata nel santuario di Poggio Colla, un insediamento chiave della civiltà etrusca.

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