Un’antica città sotto il limo del Nilo

Un team di archeologi coordinato dal Centro Archeologico Italiano-egiziano, con le Università di Padova e Siena ed in collaborazione con il ministero dell’Antichità egiziane, ha scoperto i resti di una città sepolta sotto il limo del Nilo nella regione di Beheira. Il progetto sotto la direzione del professor Mohamed Kenawi, Cristina Mondin, Giorgia Marchiori e con la direzione scientifica dei Prof. E. Papi e P. Zanovello, è stata finanziata in parte dal National Geographic/Waitt grants program.

La campagna di ricerca si è svolta a circa 25 km a sud della città di Rosetta, la città dove venne rinvenuta la celebre “stele” che ha permesso di decifrare l’antica lingua egiziana, e 16 km a nord di Damanhur (Hermopolis Parva), nell’area archeologica di Kom Wasit.

(Henrik Brahe)
(Henrik Brahe)
(Henrik Brahe)
(Henrik Brahe)

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Il clima e l’evoluzione del genere Homo

Fra 2,5 e 1,5 milioni di anni fa la forte instabilità climatica che regnava in Africa orientale avrebbe portato all’evoluzione di numerose specie e sottospecie coesistenti di ominini, ciascuna caratterizzata da tratti utili per una differente strategia di sopravvivenza.

Proprio questo complesso mosaico avrebbe permesso lo sviluppo del genere Homo, caratterizzato dalla capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali, più che dall’adattamento a un qualsiasi ambiente.

(RossellaApostoli/iStockphoto.com)
(RossellaApostoli/iStockphoto.com)

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Una tribù incontattata esce dall’isolamento

Un gruppo di Indiani incontattati estremamente vulnerabili è uscito dalla foresta amazzonica del Brasile, vicino al confine con il Perù, ed è entrato in contatto con una comunità indigena stanziale.

Solo pochi giorni fa il FUNAI, il Dipartimento brasiliano agli Affari Indigeni, e Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, avevano denunciato il grave rischio che ciò potesse accadere a causa dell’incapacità delle autorità peruviane di fermare il disboscamento dilagante nell’area di confine.

Gli Indiani incontattati si stavano avvicinando sempre più alla comunità stanziale degli Asháninka, che vive lungo il fiume Envira.

(Gleison Miranda/FUNAI/Survival)
Una delle tribù incontattate nell’Amazzonia, ripresa nel 2011 (Gleison Miranda/FUNAI/Survival)
L’uomo, con il corpo dipinto con l’annatto, è nell’orto della comunità, in mezzo ai banani (Gleison Miranda/FUNAI/Survival)
L’uomo, con il corpo dipinto con l’annatto, è nell’orto della comunità, in mezzo ai banani (Gleison Miranda/FUNAI/Survival)

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L’eredità dell’uomo di Denisova nei tibetani

La mutaziona genetica che ha permesso ai tibetani di adattarsi brillantemente alla vita in alta quota è stata probabilmente ereditata grazie a un incrocio dei loro lontani antenati con qualche gruppo di antichi umani noti come denisoviani. L’uomo di Denisova è una specie umana arcaica – strettamente imparentata con quella dei neanderthaliani, e come questa estinta – che, migrata dall’Africa in epoca molto remota (si stima quasi mezzo milione di anno fa) ha popolato parte dell’Asia, e soprattutto diverse regioni della Siberia.

(Beijing Genomics Institute)
(Beijing Genomics Institute)

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Scoperto un campo militare a Carnunto

In Austria, gli archeologi hanno scoperto uno dei primi accampamenti militari romani a Carnunto, sulle sponde del Danubio.

Il ritrovamento del campo, grande complessivamente 57 km², è stato effettuato grazie ai rilevamenti georadar che possono rilevare oggetti nelle profondità del suolo.

La ricostruzione del campo (7reasons, M.Klein)
La ricostruzione del campo (7reasons, M.Klein)
(7reasons, M.Klein)
(7reasons, M.Klein)

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I nuovi patrimoni dell’umanità 2014

L’iscrizione del 1000° sito e del primo patrimonio della Birmania nella lista dei beni protetti dall’UNESCO, sono stati alcuni dei momenti più rilevanti della 38° sessione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità. Durante i dieci giorni di assemblea a Doha, in Qatar (15 – 25 giugno), il Comitato ha aggiunto 26 nuovi siti alla lista: ora i beni protetti sono saliti a 1007, e si trovano in 161 paesi.

La sessione, presieduta da Sheikha Al Mayassa Bint Hamad Bin Khalifa Al Thani, si è aperta con l’annuncio del primo ministro del Qatar, Abdullah bin Nasser bin Khalifa Al Thani, di una donazione da 10 milioni di dollari a un nuovo fondo per proteggere i Patrimoni UNESCO colpiti da conflitti o disastri naturali.

Il Comitato quest’anno era composto dai seguenti paesi: Algeria, Colombia, Croazia, Finlandia, Germania, India, Giamaica, Giappone, Kazakistan, Libano, Malesia, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Qatar, Corea del Sud, Senegal, Serbia, Turchia, Vietnam.

Il millesimo sito iscritto sulla lista è il Delta dell’Okavango, in Botswana.

In giallo i siti culturali 2014; in verde quelli naturali (UNESCO)
In giallo i siti culturali 2014; in verde quelli naturali (UNESCO)

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Tracce di abitazioni medievali nel Colosseo

Da spettacolare arena dei gladiatori a “condominio” con stalle, case private e laboratori di artigiani. La “seconda vita” del Colosseo, e cioè la sua fase medievale, si svela grazie agli scavi condotti dalla Soprintendenza archeologica in collaborazione con l’università di Roma Tre.

Se la storia del Colosseo come Anfiteatro è certamente più nota, la sua fase “residenziale” “è però più lunga  –  spiega Rossella Rea, direttrice del monumento  –  perché parte dalla fine del IX secolo e dura almeno fino al terremoto del 1349”.

(Yara Nardi, F3Press)
(Yara Nardi, F3Press)
(Yara Nardi, F3Press)
(Yara Nardi, F3Press)

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Due carri in un kurgan dell’Età del Bronzo

Un’antica sepoltura contenente carri, manufatti d’oro e forse sacrifici umani, è stata scoperta dagli archeologi in Georgia, vicino alla città di Lagodekhi, in un kurgan individuato nel 2012.

Il sito funebre risale all’Antica Età del Bronzo: avrebbe oltre 4.000 anni, dice Zurab Makharadze, capo del Centro di Archeologia presso il Museo Nazionale Georgiano.

(Zurab Makharadze)
(Zurab Makharadze)
(Zurab Makharadze)
Il tetto della camera funeraria (Zurab Makharadze)
Sezione di Kurgan (wikipedia)
Sezione di Kurgan (wikipedia)

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In Egitto tracce dell’Epidemia di San Cipriano

Oltre quindici anni di scavi nel complesso funerario di Harwa e Akhimenru a Luxor (Egitto) hanno condotto alla scoperta della cosiddetta “Epidemia di San Cipriano”: tracce di resti umani e oggetti legati ad una grave epidemia simile a quella del vaiolo o del morbillo che colpì l’antico Egitto e l’Impero romano tra il 251 e il 270 d.C. e che arrivò a mietere 5.000 vittime al giorno nella sola Roma.

(N. Cijan, Associazione Culturale per lo Studio dell’Egitto e del Sudan ONLUS)
(N. Cijan, Associazione Culturale per lo Studio dell’Egitto e del Sudan ONLUS)

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Una rara moneta d’oro a Vindolanda

In Inghilterra, gli archeologi hanno trovato una preziosa moneta con incisa l’immagine dell’imperatore Nerone. Datata tra il 64 e il 65 d.C., si trovava tra le rovine del forte romano di Vindolanda, vicino al Vallo di Adriano. Il volontario francese Marcel Albert, che prende parte agli scavi a Vindolanda dal 2008, ha descritto la sua scoperta semplicemente come ‘magnifica’, e con la consapevolezza che sebbene … Continua a leggere Una rara moneta d’oro a Vindolanda

Un parassita in una tomba di Tell Zeidan

Una delle prime testimonianze di infezione parassitica sull’uomo è stata rinvenuta in una tomba di 6.200 anni fa, in un sito funerario a Tell Zeidan, nell’attuale Siria. L’uovo di un verme del genere Schistosoma – responsabile della schistosomiasi, un’infezione parassitaria che ogni anno colpisce 200 milioni di persone nel mondo – è stato ritrovato nel terreno di sepoltura di un bambino appartenente a un’antica comunità agricola.

La sepoltura e l'uovo di Schistosoma (Piers Mitchell; inset - Gil Stein, Oriental institute, University of Chicago)
La sepoltura e l’uovo di Schistosoma (Piers Mitchell; inset – Gil Stein, Oriental institute, University of Chicago)

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Le armi “sottomarine” di Napoleone

Il Ministro delle Antichità e del Patrimonio egiziano Mamdouh El Damaty ha annunciato la scoperta di armi del XVIII secolo, essenzialmente delle pistole e dei fucili, appartenuti all’esercito napoleonico. Le armi sono state ritrovate sul fondo del mar Mediterraneo, vicino al porto moderno di Alessandria durante una missione archeologica sottomarina russa, in cooperazione col Ministero delle Antichità egiziano.

(Luxor Times)
(Luxor Times)
(Luxor Times)
(Luxor Times)

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