8 famosi capi barbari

Sacco di Roma ad opera dei Visigoti in un quadro di JN Sylvestre del 1890 (Wikimedia)
Sacco di Roma ad opera dei Visigoti in un quadro di JN Sylvestre del 1890 (Wikimedia)

Dal III al V secolo d.C., diversi eserciti stranieri – tra i quali Goti, Vandali e Unni – penetrarono nell’impero Romano. Visti dai Romani come brutali, violenti e non civilizzati, queste popolazioni barbariche si rivelarono dei formidabili avversari sul campo di battaglia, e alla fine fecero crollare l’Impero Romano d’Occidente.

Conosciamo meglio otto dei più famosi capi barbari, le loro origini, le loro imprese militari e i regni romano-germanici che molti di loro fondarono alla fine del periodo romano e oltre.

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Trovate probabilmente le più antiche impronte dell’Homo Erectus

(Sapienza, Università di Roma)
(Sapienza, Università di Roma)

La “Eritrean-Italian Danakil Expedition”, un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Sapienza, ha scoperto una superficie di impronte fossili di circa 800 mila anni fa nel sito di Aalad-Amo, in Eritrea.

Se la datazione fosse confermata, si tratterebbe delle più antiche impronte di Homo Erectus, l’unica specie di ominidi che abitava l’area in quel periodo.

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Scoperto un tesoro d’oro degli Sciti con tracce di droghe

(National Geographic)
(National Geographic)

Una tomba dei guerrieri nomadi Sciti, piena di oggetti d’oro, è stata scavata ai piedi delle montagne del Caucaso, in Russia. Il tesoro è composto da due vasi, tre coppe, un anello, due collari e un bracciale – tutto in oro, per un peso complessivo di oltre tre chili e duecento grammi.

Il ritrovamento è stato così incredibile che all’inizio gli esperti del museo dell’Ermitage di San Pietroburgo non pensavano fossero autentici. «Dicevano che era incredibile», racconta l’archeologo che ha scavato la tomba, Andrey Belinski. «All’inizio dicevano che erano dei falsi, ma poi hanno capito che erano stati trovati in un sito durante gli scavi. Se questi oggetti fossero emersi dal mercato nero, sarebbero stati certamente bollati come falsi moderni». Aggiunge Anton Gass, suo collega: «Una scoperta del genere avviene ogni 50 anni. La qualità di questi oggetti, il livello artistico, sono quasi unici».

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Scoperto un nuovo tipo di proiettile per le fionde dei Romani?

Proiettili a forma di ghianda, di limone, e forati (John Reid, Trimontium Trust)
Proiettili a forma di ghianda, di limone, e forati (John Reid, Trimontium Trust)

Circa 1.800 anni fa, le truppe romane usavano dei proiettili per fionde che “fischiavano” come “arma di terrore” contro i nemici barbari, dicono gli archeologi che hanno trovato dei proiettili di piombo in un sito in Scozia.

Pesanti 30 grammi, ognuno dei proiettili era stato forato con un buco di 5 millimetri. I ricercatori pensano che lo scopo fosse quello di produrre un ronzio nitido quando venivano tirati.

I proiettili sono stati recentemente trovati a Burnswark Hill, dove un imponente attacco romano contro un forte in cima a una collina ebbe luogo nel II secolo d.C.

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Le popolazioni sul mar Egeo introdussero l’agricoltura in Europa

    Una sepoltura nel sito di Paliambela, in Grecia (K. Kotsakis and P. Halstead, Paliambela Excavation Project Archive)
Una sepoltura nel sito di Paliambela, in Grecia (K. Kotsakis and P. Halstead, Paliambela Excavation Project Archive)

Uno studio genetico ha scoperto nuovi dettagli riguardo l’introduzione dell’agricoltura in Europa nell’Età della Pietra, e sui primi europei in generale.

La teoria è che l’agricoltura venne introdotta in Europa circa 8.500 anni fa da diverse popolazioni neolitiche provenienti dalla regione del mar Egeo, e che queste arrivarono nel nostro continente (allora ancora dominato da cacciatori-raccoglitori) in due ondate diverse, tramite l’Europa centrale e meridionale.

Le scoperte si basano sui campioni genetici di antiche comunità agricole di Germania, Ungheria e Spagna. Confrontando queste con i genomi rinvenuti nei siti di Grecia e Turchia nordoccidentale, dove l’agricoltura veniva praticata secoli prima, i ricercatori sono stati in grado di tracciare una linea genetica che collega le popolazioni dell’Egeo a quelle dell’Europa.

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Chi era Sattjeni? Trovata la tomba di una potente nobile egizia

(Alejandro Jiménez Serrano)
(Alejandro Jiménez Serrano)

Due occhi dipinti su una bara egizia recentemente scoperta sembrano fissare lo sguardo anche dopo millenni, come se conservassero in qualche modo i segreti dell’antica nobiltà egizia.

La bara, scoperta quest’anno nella necropoli di Qubbet el-Hawa, davanti alla città di Assuan, apparteneva a un’importante donna locale, Sattjeni, figlia di un governatore (un nomarca), moglie di un altro e madre di altri due, dice l’archeologo a capo degli scavi Alejandro Jiménez-Serrano (Università di Jaén, Spagna).

Il corpo mummificato di Sattjeni era sepolto in due bare di legno di cedro importato dal Libano. Sebbene la bara esterna si sia degradata nei 4.000 anni passati dalla morte di Sattjeni, la bara interna è stata trovata in condizioni eccellenti.

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Decifrati i testi sul meccanismo di Antikythera

La macchina di Anticitera (Greek Reporter)
La macchina di Anticitera (Greek Reporter)

Un team internazionale di scienziati ha presentato l’analisi completa delle iscrizioni trovate sul famoso meccanismo di Anticitera, un piccolo oggetto considerato il primo computer meccanico al mondo. Nel corso di un evento tenutosi ad Atene lo scorso giovedì, sono stati esposti i risultati frutto di oltre 10 anni di lavoro.

Il loro studio riafferma molto di quanto sapevamo già, ma fornisce anche nuovi interessanti dettagli.

Per oltre un secolo dalla sua scoperta in un relitto, l’esatto funzionamento del meccanismo era stato un bel rompicapo. Da alcune parole decifrate sui contorti, corrosi frammenti di lamine e ingranaggi di bronzo, gli esperti avevano intuito che era uno strumento astronomico. Ma molto altro rimaneva nascosto alla vista. Ora finalmente i ricercatori sono riusciti a leggere i circa 3.500 caratteri di testo sopravvissuti sul meccanismo.

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Scoperto un nuovo monumento a Petra

L'edificio scoperto si trova a circa 800 metri dal centro di Petra (I. LaBianca, National Geographic)
L’edificio scoperto si trova a circa 800 metri dal centro di Petra (I. LaBianca, National Geographic)

Sarah Parcak dell’Università dell’Alabama a Birmingham, e Christopher Tuttle, direttore esecutivo del Council of American Overseas Research Centers, hanno individuato un nuovo edificio monumentale a Petra, un’antica città nabatea nel sud della Giordania, usando immagini satellitari ad alta risoluzione e fotografie aeree.

Il monumento possiede una forma unica a Petra, e potrebbe aver avuto scopi cerimoniali o pubblici durante il primo periodo del regno nabateo. Dice Tuttle: «Ho lavorato a Petra per 20 anni, e sapevo che là c’era qualcosa, ma è sicuramente legittimo chiamare questa una scoperta».

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DNA europeo per un fenicio di Cartagine

Ricostruzione del Giovane uomo di Byrsa (Wikimedia)
Ricostruzione del Giovane uomo di Byrsa (Wikimedia)

Gli scienziati hanno completamente mappato il genoma del “Giovane uomo di Byrsa”, un fenicio vissuto 2.500 anni fa, e i cui resti furono scoperti fuori Cartagine nel 1994. I fenici furono un importante popolo di commercianti, originario del Libano, che colonizzò diversi luoghi sul mar Mediterraneo, inclusa l’odierna Tunisia dove fondarono Cartagine.

Il team, co-diretto dalla genetista dell’Università di Otago Lisa Matisoo-Smith, ha scoperto che l’uomo aveva un raro aplogruppo mitocondriale, che si pensa essere originario non del nord dell’Africa, ma dell’Europa. Il suo DNA combacia moltissimo a quello di un moderno portoghese.

Gli scienziati ipotizzano che il Giovane uomo di Birsa (Young Man of Byrsa) avesse antenati nella penisola iberica, e non in Nordafrica o Vicino Oriente come ci si sarebbe aspettato.

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La tomba di Aristotele non è stata scoperta: i dubbi degli archeologi

(Greek Reporter)
La presunta tomba di Aristotele (Greek Reporter)

La scorsa settimana, un archeologo ha annunciato la scoperta della tomba di Aristotele a Stagira, un’antica città dove il filosofo greco visse gran parte della sua vita.

Tuttavia, diversi altri archeologi sostengono che ci sono ben poche prove che quella sia veramente la tomba di Aristotele, ed è probabile che non ci sia modo di confermarlo.

Lo stesso Konstantinos Sismanidis, l’archeologo che ha scoperto la tomba in questione, ha detto alla stampa di non essere certo dell’attribuzione della tomba ad Aristotele. Continua a leggere “La tomba di Aristotele non è stata scoperta: i dubbi degli archeologi”

La lama del pugnale di Tutankhamon veniva da un meteorite

(ANSA)
(ANSA)

È di origine meteoritica il metallo della lama di uno dei due pugnali trovati con la mummia di Tutankhamon.

Un’analisi diretta da Daniela Comelli, docente di Fisica sperimentale presso il Politecnico di Milano, ha dimostrato infatti che la lama contiene il 10% di nickel e lo 0,6% di cobalto, una composizione chimica molto simile a quella rilevata su altri 11 meteoriti metallici. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Meteoritics and Planetary Science, e si avvale di un’analisi non invasiva condotta nel 2014 con la tecnica della fluorescenza di raggi X.

Lo studio conferma inoltre come gli antichi Egizi attribuissero un grande valore al ferro di origine meteoritica, usandolo per la produzione di oggetti preziosi. Continua a leggere “La lama del pugnale di Tutankhamon veniva da un meteorite”

Una caserma imperiale romana scoperta vicino al Campo di Marte

(ANSA)
(ANSA)

Una nuova, eccezionale scoperta è stata annunciata ieri a Roma. Gli scavi per la Metro C hanno portato alla luce dei castra, 39 ambienti che costituivano gli alloggi militari di un edificio grandissimo e di cui a tutt’oggi si ignorano le reali dimensioni. Si trovano alle pendici meridionali del Celio, e conservano ancora alcuni affreschi e mosaici.

I ritrovamenti occupano un’area di 1.753 metri quadrati e risalgono alla prima metà del II secolo, probabilmente all’epoca dell’imperatore Adriano (76-138 d.C.).

Una scoperta di enorme interesse per la storia di Roma: qui alloggiavano i soldati che andavano ad allenarsi nel vicino Campo di Marte, oggi piazza San Giovanni. Lì ogni anno, tra febbraio e marzo, si festeggiava Marte, dio della guerra, e si allenavano le milizie e la cavalleria imperiale.

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