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DNA europeo per un fenicio di Cartagine

giugno 9, 2016
Ricostruzione del Giovane uomo di Byrsa (Wikimedia)

Ricostruzione del Giovane uomo di Byrsa (Wikimedia)

Gli scienziati hanno completamente mappato il genoma del “Giovane uomo di Byrsa”, un fenicio vissuto 2.500 anni fa, e i cui resti furono scoperti fuori Cartagine nel 1994. I fenici furono un importante popolo di commercianti, originario del Libano, che colonizzò diversi luoghi sul mar Mediterraneo, inclusa l’odierna Tunisia dove fondarono Cartagine.

Il team, co-diretto dalla genetista dell’Università di Otago Lisa Matisoo-Smith, ha scoperto che l’uomo aveva un raro aplogruppo mitocondriale, che si pensa essere originario non del nord dell’Africa, ma dell’Europa. Il suo DNA combacia moltissimo a quello di un moderno portoghese.

Gli scienziati ipotizzano che il Giovane uomo di Birsa (Young Man of Byrsa) avesse antenati nella penisola iberica, e non in Nordafrica o Vicino Oriente come ci si sarebbe aspettato.

Young Man of Byrsa (AFP, Getty Images)

Young Man of Byrsa (AFP, Getty Images)

«Questo è il primo esempio di antico genoma fenicio», dice a The Independent Lisa Matisoo-Smith, co-autrice dello studio insieme al dott. Pierre Zalloua. L’uomo era stato trovato a Byrsa, una cittadella vicina all’antica Cartagine, oggi vicino a Tunisi.

Sebbene i fenici furono un popolo influente, si sa relativamente poco di loro. Si crede che fossero originari dell’odierno Libano, e si espansero nel mar Mediterraneo fino alla penisola iberica. Lungo la via stabilirono insediamenti e stazioni commerciali. La città di Cartagine, nell’Africa del nord, sarebbe stata fondata come porto fenicio dai coloni provenienti dal Libano.

Tuttavia, il DNA di tipo U5b2c1 non ha corrispondenti nel moderno Libano. Solo una persona – in Portogallo – è stata trovata con esattamente lo stesso genoma.

Trovare un lignaggio europeo in Nordafrica risalente a 2.500 anni fa è stato “molto inaspettato”, dice la professoressa. Gli scienziati si aspettavano di trovare il DNA di indigeni nordafricani (poiché nello stesso luogo), o del Vicino Oriente (per via della storia di Cartagine).

Ciononostante, vista la rete commerciale che collegava Cartagine al resto del Mediterraneo, la scoperta non è inesplicabile, dicono i ricercatori. «È il lignaggio europeo più antico mai registrato nel nord dell’Africa, che dunque non solo ci aiuta a comprendere la storia fenicia, ma ci fa anche ripensare la storia delle migrazioni umane», dice Matisoo-Smith. «Prima, quando guardavano solo il moderno DNA, dovevamo indovinare come e quando apparvero i diversi lignaggi. Questo vuol dire che ci eravamo persi molto della storia della popolazione preistorica, dato che ora sappiamo che molti popoli furono rimpiazzati da nuovi agricoltori e così via. Nelle ricostruzioni della variazione genetica nel Mediterraneo, non c’era stata molta considerazione delle reti commerciali fenicie e della probabilità che le persone si muovessero su lunghe distanze, diffondendo i loro geni».

Come nell’impero romano, la ricerca mostra quanto fossero varie le città fenicie, che spesso stavano al passo delle loro reti commerciali.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Plos One. Matisoo-Smith e il suo team sperano che questa scoperta sia il primo risultato di un grande studio dei resti fenici, in collaborazione con gli archeologi di tutto il Mediterraneo.

(AFP, Getty Images)

(AFP, Getty Images)

The Independent

University of Otago

PLOS ONE

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