Un cane di bronzo romano scoperto col metal detector

statua cane romano lydney park
(Eve Andreski, Portable Antiquities Scheme)

Un’incredibile statua di cane con la lingua di fuori è stata scoperta, insieme ad altri reperti romani del IV secolo d.C., grazie a un metal detector nella contea di Gloucestershire, in Inghilterra.

Il cane di bronzo, nell’atto di leccare, si è conservato intatto e costituisce una scoperta unica nel suo genere nella storia britannica. Gli archeologi ritengono avesse scopi curativi e che provenisse dal tempio romano di Lydney, un tempio di guarigione dove sono state trovate diverse offerte votive, tra cui rappresentazioni di cani che guariscono le ferite che leccano.

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Il primo utilizzo del numero “0” scoperto sul manoscritto di Bakhshali

Il manoscritto di Bakhshali: nell’ultima riga di questa pagina si vede chiaramente il numero zero, indicato ancora come un punto (Bodleian Libraries, University of Oxford)

Un nuovo studio dell’Università di Oxford ha scoperto il più antico utilizzo del numero “0” al mondo. Il numero appare centinaia di volte in un antico testo indiano noto come il manoscritto di Bakhshali.

Il manoscritto consiste di 70 fogli di corteccia di betulla, pieni di testi in sanscrito e di matematica. In precedenza era stato datato intorno al IX secolo, ma la nuova datazione al radiocarbonio ha scoperto che è molto più antico: una sua parte risale tra il 224 e il 383 d.C.

Il testo sembra essere stato un manuale per i mercanti della Via della Seta. Include esercizi di aritmetica e di qualcosa che si avvicina all’algebra.

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Due tombe micenee scavate vicino a Nemea

L’ingresso della tomba sigillato da pietre irregolari (Ministero della Cultura Greco)

In Grecia sono state portate alla luce due nuove tombe a camera presso Aedonia, un sito a soli 10 km dalla famosa città di Nemea. Una tomba, già saccheggiata, è stata datata al Tardo periodo miceneo (1350-1200 a.C.). L’altra, intatta, risale al Primo periodo miceneo.

L’antico cimitero miceneo di Aedonia è costituito quasi esclusivamente da gruppi di tombe a camera. Le tombe sono scavate nella roccia e sono costituite da tre sezioni: il dromos, il corridoio che porta dalla superficie all’apertura sottoterra; lo stomio, l’ingresso della tomba sigillato da pietre irregolari; e la camera funeraria sotterranea.

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Scoperte tre tombe tolemaiche a Samalut, in Egitto

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Una delle camere funebri tagliate nella roccia, completa di nove nicche rettangolari (Ministry of Antiquities, Egypt)

Tre tombe di epoca tolemaica sono state scoperte vicino alla città di Samalut, in Egitto. Le tombe, scavate da una missione archeologica egiziana, contengono sarcofagi di forme e dimensioni diverse.

Al loro interno vi erano anche alcuni frammenti d’argilla che sono stati datati tra la XXVII dinastia d’Egitto e il periodo greco-romano. «Questo fatto suggerisce che l’area sia stata un grande cimitero per un lungo periodo di tempo», ha detto Ayman Ashmawy, a capo del dipartimento dell’Antico Egitto presso il Ministero delle Antichità.

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L’argento iberico rivela l’ascesa di Roma

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Questo denario romano venne coniato nel 108 -107 a.C., probabilmente con l’argento della Spagna sudorientale. I tre segni rossi indicano dove è stato forato per accedere al metallo non eroso (Institute for Archaeological Sciences, Goethe University, Frankfurt)

L’analisi di 70 monete romane ha dimostrato come la sconfitta di Annibale nella seconda guerra punica (218-201 a.C.) abbia comportato enormi ricchezze per i Romani.

Una squadra di scienziati dell’Università Goethe di Francoforte (Germania) ha scoperto che mentre prima le monete venivano coniate con l’argento della regione egea, dopo furono utilizzate le miniere d’argento della Spagna appena conquistata.

Lo studio, dicono i ricercatori, fornisce una testimonianza tangibile del passaggio di Roma da potenza regionale a impero.

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Confermata col LiDAR la fortezza vichinga di Borgring

fortezza Borgring lidar
La fortezza di Borgring, indicata da una freccia (Goodchild et al / Antiquity 2017)

Gli archeologi hanno utilizzato una tecnologia avanzata di telerilevamento per confermare l’esistenza di una fortezza vichinga del X secolo in Danimarca. Sebbene il sito fosse già stato provvisoriamente identificato sin dagli anni ’70, solo ora il sistema LiDAR ha potuto misurare le sottili differenze nel terreno.

In Danimarca esistono solo cinque fortezze circolari vichinghe, note come Trelleborg, e tutte sembrano essere state costruite tra il 975 e il 980 durante il regno di Aroldo “Dente Azzurro” Gormsson, che avrebbe cercato di unificare le fazioni vichinghe contro il Sacro Romano Impero.

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Scoperte tre ricche tombe celtiche in Svizzera

canton vallese svizzera tomba del guerriero
La tomba del guerriero (SBMA / ARIA SA)

Parure di gioielli, armi finemente lavorate, vasellame delicato… Un vero e proprio tesoro archeologico è stato portato alla luce a Sion (Svizzera), durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio sul sito di Don Bosco.

Sono tombe eccezionalmente ricche, appartenenti a una necropoli celtica risalente al primo millennio a.C. L’arredamento che accompagna i defunti riflette la loro importanza sociale. Scoperto nel 1999, il sito di Don Bosco è già stato oggetto di numerose campagne di scavo legate a vari lavori di costruzione.

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Scoperta forse la città biblica di Betsaida Giulia

el-Araj
Vista aerea di el-Araj (Zachary Wong)

Una squadra di archeologi pensa di aver individuato la città romana di Giulia, sulle sponde del Mar di Galilea, in Israele. Giulia venne edificata sopra o vicino Betsaida, il villaggio di pescatori menzionato nel Vangelo, città natale degli apostoli Pietro, Andrea e Filippo e dove Gesù stesso compì un miracolo.

La scoperta più importante sono delle terme romane del I-III secolo d.C. Ma c’è di più: sono state trovate tracce di una chiesa del V secolo che, stando a un resoconto medievale, potrebbe essere sorta proprio sopra la casa dell’apostolo Pietro e di suo fratello Andrea.

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42 urne funerarie e 7 sepolture Sapoá in Nicaragua

Il cimitero di Villa Tiscapa appena scoperto (Ivonne Miranda Tapia, Instituto Nicaragüense de Cultura)

La costruzione di una sottostazione elettrica nei pressi del nuovo Stadio Nazionale di baseball a Managua, capitale del Nicaragua, ha portato alla luce 42 urne funerarie e 7 sepolture individuali di epoca pre-ispanica.

Gli archeologi hanno scavato nel sito di Villa Tiscapa fino alla fine di giugno, facendo “uno dei più importanti ritrovamenti archeologici in Nicaragua, dimostrazione della ricchezza dell’antenata della nostra cultura”, afferma l’Università Nazionale Autonoma del Nicaragua in un comunicato.

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Scoperte 8 navi nell’arcipelago greco di Fourni

(Vasilis Mentogianis)

Una squadra di archeologi subacquei ha scoperto otto navi affondate nei pressi dell’arcipelago di Fourni, un gruppo di isole greche noto per conservare molti relitti di navi antiche.

Le nuove scoperte portano a 53 il numero totale di navi rinvenute a Fourni in un’area di 44 km quadrati. In tempi antichi, l’arcipelago era una tappa comune lungo le rotte commerciali del Mar Egeo dato che, in condizioni normali, i porti delle isole erano sicuri.

I ricercatori pensano che per migliaia di anni ci furono così tante navi ad attraversare la zona, che molte affondarono a causa delle tempeste.

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Scoperti dei mosaici romani ad Auch, in Francia

I mosaici di Augusta Auscorum (Jean-Louis Bellurget, Inrap)

Una squadra di archeologi ha portato alla luce una grande residenza aristocratica romana ad Auch, in Francia. Il sito si trova a meno di cento metri dal foro dell’antica città di Augusta Auscorum, fondata dal popolo gallico degli Ausci col nome di ‘Elimberrum’.

Nella domus sono state rinvenute almeno tre stanze decorate con mosaici policromi e riscaldate dal suolo con un impianto termale. È una scoperta importante, visto che il passato romano di Auch rimane ancora in gran parte da scoprire.

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I nuovi Patrimoni mondiali dell’umanità UNESCO 2017

Afrodisia, in Turchia (© Aphrodisias Museum)

La 41° sessione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità, svoltasi a Cracovia (Polonia) dal 2 luglio, si è chiusa ieri. Durante la sessione sono stati iscritti 21 nuovi siti alla lista dei Patrimoni mondiali dell’UNESCO. 5 siti già presenti sulla lista sono stati invece estesi o modificati.

Le nuove iscrizioni portano a 1073 il numero dei beni protetti. Per la prima volta, Angola ed Eritrea ottengono un patrimonio UNESCO. L’Italia detiene il maggior numero di siti (53), seguita dalla Cina (52).

Quest’anno il Comitato era composto dai seguenti paesi: Angola, Azerbaijan, Burkina Faso, Croazia, Cuba, Finlandia, Indonesia, Giamaica, Kazakistan, Kuwait, Libano, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Corea del Sud, Tunisia, Turchia, Tanzania, Vietnam, Zimbabwe.

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