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Il relitto intatto più antico del mondo

ottobre 30, 2018

La nave mercantile greca risalente al 400 a.C. (Black Sea Maritime Archeology Project/EPA-EFE/Shutterstock)

I resti di una nave mercantile greca sono stati identificati come il più antico relitto intatto al mondo. Scoperta nel 2017 al largo della Bulgaria, la nave giace indisturbata sul fondo del Mar Nero da ben 2.400 anni.

La nave è lunga 23 metri e conserva ancora il suo albero, i timoni e i banchi per i rematori. Si trova a oltre 2 km di profondità nel Mar Nero, dove l’acqua è anossica (senza ossigeno) e può conservare materiale organico per migliaia di anni. «Una nave intatta del mondo classico, a una tale profondità, è qualcosa che non avrei mai creduto possibile», ha dichiarato il professor Jon Adams, a capo del Progetto di Archeologia marittima del Mar Nero (MAP). «Questo cambierà la nostra comprensione della costruzione navale e della navigazione nel mondo antico». «È come vedere un altro mondo», ha aggiunto l’archeologa Helen Farr. «Quando il ROV [sottomarino a comando remoto] è sceso in profondità e abbiamo visto apparire la nave, così ben conservata, è sembra di tornare indietro nel tempo. Ora è al sicuro, non si sta deteriorando ed è improbabile che attiri tombaroli».

Secondo i ricercatori si tratta di una nave mercantile greca, la cui tipologia finora era stata vista solo sulle antiche ceramiche greche come il ‘Vaso della Sirena’ nel British Museum. Il relitto era stato lasciato sul posto dopo la scoperta, solo un piccolo pezzo era stato rimosso per datarlo al radiocarbonio nei laboratori dell’Università di Southampton. I risultati l’hanno datato al 400 a.C., confermando che è il più antico relitto intatto noto all’umanità. In tre anni di ricerche, il programma MAP ha rinvenuto 67 relitti nel Mar Nero e scavato un insediamento dell’Età del bronzo presso la foce del fiume Ropotamo, in Bulgaria. All’epoca si trovava sulla costa, ma l’innalzamento del livello del mare ne portò l’abbandono, e oggi le sue vestigia si trovano a 2,5 metri sotto il fondo del mare. Alle missioni partecipa una squadra internazionale di archeologi, scienziati e ricercatori marittimi, le cui scoperte vanno da una flotta di incursori cosacchi del XVII secolo a navi commerciali romane e greche.

Il Vaso delle sirene, datato al 480-470 a.C., raffigura Odisseo e le sirene (The Trustees of the British Museum)

The Guardian

Università di Southampton

BBC

3 commenti leave one →
  1. ottobre 31, 2018 1:51 am

    Straordinario e al momento raro ritrovamento…l’integrità del relitto ci fa ben sperare su nuove conoscenze del grandioso popolo Greco…!!!

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  2. bruno permalink
    ottobre 31, 2018 11:48 am

    verisssimo , sig. Giuseppe , condivido con lei perche’ anch’io sono un appassionato di storia antica e moderna . peccato che antichi popoli come quello Greco e Romano si siano ridotti cosi’… oggi . saluti bruno da viareggio (lu)

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  3. SALVATORE MELORIO permalink
    novembre 6, 2018 10:26 am

    QUESTE SCOPERTE CI DEVONO FAR RIFLETTERE NEL SENSO CHE FRA 2000 ANNI LA NOSTRA CIVILTA’ APPARENTEMENTE PERFETTA SARA’ CONSIDERATA SORPASSATA AMMESSO CHE SE NE TROVERANNO LE TRACCE VISTO CHE NON AFFIDIAMO PIU’ LA REGISTRAZIONE DEGLI EVENTI AI ROTOLI DI PERGAMENA,ALLE LASTRE DI MARMO O TERRACOTTA ,MA A DEI CHIP SALVATORE

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