Statue e un disco di bronzo nel relitto di Antikythera

(Brett Seymour/EUA/ARGO 2017)

Gli archeologi marini hanno recuperato nuovi preziosi reperti nell’antico relitto di Anticitera. Tra questi vi sono pezzi di statue di bronzo e di marmo, il coperchio di un sarcofago e un misterioso disco di bronzo decorato con un toro.

I manufatti erano intrappolati sotto alcuni massi in una parte inesplorata del mare davanti all’isola di Anticitera, in Grecia. I ricercatori pensano che gran parte di almeno sette statue siano ancora sepolte nelle vicinanze.

Il relitto è famoso in tutto il mondo per il ritrovamento del meccanismo di Anticitera: un complesso dispositivo di bronzo in grado di predire le eclissi e di mostrare i movimenti di Sole, Luna e pianeti.

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Un cane di bronzo romano scoperto col metal detector

statua cane romano lydney park
(Eve Andreski, Portable Antiquities Scheme)

Un’incredibile statua di cane con la lingua di fuori è stata scoperta, insieme ad altri reperti romani del IV secolo d.C., grazie a un metal detector nella contea di Gloucestershire, in Inghilterra.

Il cane di bronzo, nell’atto di leccare, si è conservato intatto e costituisce una scoperta unica nel suo genere nella storia britannica. Gli archeologi ritengono avesse scopi curativi e che provenisse dal tempio romano di Lydney, un tempio di guarigione dove sono state trovate diverse offerte votive, tra cui rappresentazioni di cani che guariscono le ferite che leccano.

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L’argento iberico rivela l’ascesa di Roma

denario romano argento spagna annibale
Questo denario romano venne coniato nel 108 -107 a.C., probabilmente con l’argento della Spagna sudorientale. I tre segni rossi indicano dove è stato forato per accedere al metallo non eroso (Institute for Archaeological Sciences, Goethe University, Frankfurt)

L’analisi di 70 monete romane ha dimostrato come la sconfitta di Annibale nella seconda guerra punica (218-201 a.C.) abbia comportato enormi ricchezze per i Romani.

Una squadra di scienziati dell’Università Goethe di Francoforte (Germania) ha scoperto che mentre prima le monete venivano coniate con l’argento della regione egea, dopo furono utilizzate le miniere d’argento della Spagna appena conquistata.

Lo studio, dicono i ricercatori, fornisce una testimonianza tangibile del passaggio di Roma da potenza regionale a impero.

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Scoperta forse la città biblica di Betsaida Giulia

el-Araj
Vista aerea di el-Araj (Zachary Wong)

Una squadra di archeologi pensa di aver individuato la città romana di Giulia, sulle sponde del Mar di Galilea, in Israele. Giulia venne edificata sopra o vicino Betsaida, il villaggio di pescatori menzionato nel Vangelo, città natale degli apostoli Pietro, Andrea e Filippo e dove Gesù stesso compì un miracolo.

La scoperta più importante sono delle terme romane del I-III secolo d.C. Ma c’è di più: sono state trovate tracce di una chiesa del V secolo che, stando a un resoconto medievale, potrebbe essere sorta proprio sopra la casa dell’apostolo Pietro e di suo fratello Andrea.

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Scoperti dei mosaici romani ad Auch, in Francia

I mosaici di Augusta Auscorum (Jean-Louis Bellurget, Inrap)

Una squadra di archeologi ha portato alla luce una grande residenza aristocratica romana ad Auch, in Francia. Il sito si trova a meno di cento metri dal foro dell’antica città di Augusta Auscorum, fondata dal popolo gallico degli Ausci col nome di ‘Elimberrum’.

Nella domus sono state rinvenute almeno tre stanze decorate con mosaici policromi e riscaldate dal suolo con un impianto termale. È una scoperta importante, visto che il passato romano di Auch rimane ancora in gran parte da scoprire.

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Scoperte 25 tavolette Romane a Vindolanda

vindolanda tavoletta masclus
Una delle tavolette appena scoperte (The Vindolanda Trust)

Nel forte romano di Vindolanda, in Inghilterra, gli archeologi hanno fatto una delle loro scoperte più importanti dal 1992: 25 nuove tavolette di legno, scritte direttamente dai soldati verso la fine del I secolo d.C.

I documenti sono grandi quanto una cartolina e contengono lettere, liste e corrispondenza personale. In una lettera ricompare il nome di un uomo chiamato Masclus, già noto grazie ad altre tavolette scoperte in precedenza.

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Un tesoro di 41 monete d’oro del Tardo Impero Romano scoperto nei Paesi Bassi

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Le monete di Lienden (Rob Reijnen)

Gli archeologi hanno fatto una scoperta eccezionale nella città di Lienden, nei Paesi Bassi: ben 41 monete d’oro risalenti al Tardo Impero romano.

Il tesoro sarebbe stato sepolto da un capo militare franco nella seconda metà del V secolo d.C., quando l’area faceva ancora parte dell’Impero romano d’Occidente, solo pochi anni prima della sua fine nel 476 d.C.

La moneta più recente porta l’effige di Maggioriano, uno degli ultimi imperatori romani, che regnò dal 457 fino alla sua morte nel 461. «Su tale base riteniamo che questo tesoro sia stato sepolto intorno al 460», ha detto Nico Roymans, professore di archeologia presso la Vrije Universiteit di Amsterdam.

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Due muli di bronzo di epoca romana scavati in Spagna

(Mauri / Ajuntament de Tarragona)

Due sculture romane in bronzo, che rappresentano le teste di muli, sono state scoperte durante gli scavi archeologici nella ex caserma della Guardia Civil a Tarragona, in Spagna, nella centralissima via López Peláez, dove stanno costruendo alcune case.

I due pezzi, datati tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., facevano parte di un lectus tricliniaris, una sorta di letto che i Romani utilizzavano per mangiare. Le sculture di mulo erano elementi decorativi delle spalliere, chiamate fulcra.

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Scoperti dei mosaici romani a Ucetia, in Francia

I mosaici costituivano il pavimento di un grande edificio a quattro stanze (Denis Gliksman, Inrap 2017)

A circa dieci chilometri da Avignone, nella città di Uzès (Francia), uno scavo ha portato alla luce degli eccezionali mosaici romani, risalenti all’epoca della conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare.

«Prima del nostro lavoro, sapevamo che c’era una città romana chiamata Ucetia solo perché il suo nome era menzionato su una stele a Nimes. Probabilmente era una città secondaria, sotto l’autorità di Nimes», ha dichiarato Philippe Cayn, archeologo e responsabile delle operazioni.

In totale, gli archeologi hanno portato alla luce resti antichi dal I secolo a.C. al VII secolo d.C. e oltre, fino al Medioevo.

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Scavata una casa romana a Omrit, in Israele

(Dan Schowalter)
(Dan Schowalter)

Una casa costruita tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C. è stata scoperta nel sito archeologico di Omrit, in Israele. Una squadra diretta dall’archeologo Daniel Schowalter (Carthage College) ha scavato l’edificio e rinvenuto degli elaborati affreschi con scene di natura. Le immagini sopravvissute raffigurano immagini di alberi, arbusti, volatili, pesci e piante; un affresco in particolare mostra due anatre l’una vicina all’altra.

Schowalter crede che la casa sia stata costruita per un ufficiale romano, ma è anche possibile che un ricco abitante del luogo ci vivesse e vi fece commissionare degli affreschi in stile romano. Gli archeologi hanno anche ritrovato diversi amuleti a forma di fallo.

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Scoperto il nome di un governatore romano della Giudea: Gargilius Antiquus

 Il blocco di pietra, trovato a 1,5 metri sott'acqua ed esposto grazie a una tempesta (Ehud Arkin Shalev)
Il blocco di pietra, trovato a 1,5 metri sott’acqua ed esposto grazie a una tempesta (Ehud Arkin Shalev)

I ricercatori dell’Università israeliana di Haifa hanno fatto un’eccezionale scoperta: una rara iscrizione di poco precedente alla rivolta di Simon Bar Kokhba permette per la prima volta l’identificazione definitiva di Gargilius Antiquus come un governatore romano della Giudea all’epoca.

L’iscrizione è stata trovata durante gli scavi sottomarini dentro e intorno al sito di Tel Dor. «Per la prima volta, possiamo affermare con certezza il nome del prefetto romano della Giudea durante il periodo critico sfociato nella rivolta di Bar Kokhba. Inoltre è solo la seconda volta che il nome “Giudea” appare in qualunque iscrizione del periodo romano», hanno commentato il direttore degli scavi Assaf Yasur-Landau e lo storico Gil Gambash.

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Trovata una misteriosa pentola Romana in Svizzera

(Aargau canton archeology department)
(Aargau canton archeology department)

Gli archeologi hanno fatto una curiosa scoperta nel campo legionario romano di Vindonissa, in Svizzera. È stata scavata una pentola di terracotta piena di 22 lampade ad olio, ognuna delle quali era decorata con un’immagine della dea Luna, un gladiatore, un leone, un pavone o una scena erotica. Ogni lucerna conteneva una moneta di bronzo del I secolo d.C.

La pentola conteneva anche dei resti carbonizzati di ossa animali. «Quello che ci ha stupito è stata la quantità e la combinazione di monete e lampade», racconta l’archeologo Georg Matter. «Le intenzioni dietro questa sepoltura per il momento restano un enigma».

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