La bufala che Gesù fu padre e marito

Un nuovo libro afferma che Gesù sposò Maria Maddalena ed ebbe due figli da lei. Il libro, intitolato “The Lost Gospel” (Il Vangelo Perduto) sostiene anche che Gesù scampò a un tentativo di assassinio all’età di venti anni, e che fosse legato a delle potenti figure politiche dell’impero romano.

Il libro è opera di Simcha Jacobovici, scrittore e produttore israelo-canadese, e di Barrie Wilson, docente di studi religiosi all’Università di York a Toronto. Segue il filone, iniziato col Codice Da Vinci e L’ultima tentazione di Cristo, nel quale Gesù sarebbe stato marito di Maria Maddalena.

Gesù e Maria interpretati nel film Il messia
Gesù e Maria interpretati nel film Il messia

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Trappole per demoni scoperte in Inghilterra

Durante alcuni lavori di restauro, diversi segni contro la stregoneria sono stati scoperti in una stanza costruita per ospitare l’allora re d’Inghilterra Giacomo I, nella residenza di Knole House, in Inghilterra.

I simboli erano stati incisi nei mesi successivi alla Congiura delle polveri, un fallito complotto progettato da un gruppo di cattolici inglesi contro il re protestante. Le incisioni avrebbero dovuto tenere lontano gli spiriti malefici; sono stati datati con la dendrocronologia all’inizio del 1606.

Una trappola per i demoni
Una trappola per i demoni

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Scoperto il relitto di una nave da guerra olandese

Il relitto di una nave da guerra olandese del XVII secolo è stato scoperto al largo della costa di Tobago, una piccola isola nel Mar dei Caraibi. Gli archeologi ritengono che possa essere la Huis de Kreuningen, affondata durante un sanguinoso conflitto tra i coloni francesi e olandesi.

Il 3 marzo del 1677, la marina francese lanciò un violento attacco contro gli olandesi nella baia di Rockley, a Tobago. I coloni europei bramavano Tobago per la sua posizione strategica. Non a caso, l’isola ha cambiato proprietario oltre 30 volte dopo l’arrivo di Colombo.

Un sommozzatore misura un cannone nella baia di Rockley (University of Connecticut)
Un sommozzatore misura un cannone nella baia di Rockley (University of Connecticut)

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Trovati a Pompei decine di vasi in argilla cruda

A Pompei, per la prima volta, sono stati ritrovati alcuni vasi in argilla cruda, pronti per essere infornati nella fornace della bottega di un vasaio e bloccati dalla furia dell’eruzione. Un’istantanea di quella fatale eruzione del 79 d.C. che interruppe bruscamente la vita dei pompeiani, intenti alle più svariate attività quotidiane.

E quanto è stato scoperto nel corso delle recenti indagini di studio condotte dalla Soprintendenza con la collaborazione del Centre Jean Bérard e dell’École Française de Rome in un’area nei pressi della necropoli Porta Ercolano, immediatamente fuori le mura della città.

(MiBACT)
(MiBACT)

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Il tonico a base di cenere dei gladiatori

Una nuova indagine condotta sulle ossa di alcuni guerrieri trovati in un cimitero ad Efeso, nell’odierna Turchia, ha rivelato che questi gladiatori romani seguivano principalmente una dieta vegetariana e usavano una bevanda a base di cenere come tonico.

Le fonti storiche riportano che i gladiatori avessero una propria dieta, comprensiva di legumi e cereali. Le fonti contemporanee li chiamavano “hordearii”, mangiatori di orzo.

Pietra tombale per un gladiatore scavata nel cimitero (PLOS ONE)
La pietra tombale di un gladiatore scavata nel cimitero (PLOS ONE)

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Una preghiera alla Grande Madre sul Disco di Festo?

Il famoso ed enigmatico ‘Disco di Festo’, datato ad almeno 4000 anni prima dello sviluppo della scienza informatica, non sarebbe altro che il primo CD-Rom mai realizzato e – secondo gli scienziati che sostengono di averlo finalmente decifrato – conterrebbe una preghiera alla Grande Madre, la divinità più diffusa in quell’epoca nel bacino Mediterraneo.

A sostenere questa nuova teoria è, come riferisce il sito Proto Thema, il dottor Gareth Owens, dell’Istituto di studi tecnologici (Ted) di Creta, che afferma di aver finalmente decodificato i segni che vi sono incisi.

(PRA/WikiCommons)
(PRA/WikiCommons)

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Quando gli europei cominciarono a bere il latte

Per le antiche popolazioni dell’Europa centrale, l’inizio del Neolitico, dell’Età del Rame e dell’Età del Bronzo fu accompagnato da altrettanti cambiamenti genomici, segno che le innovazioni materiali furono associate al mescolamento di popolazioni diverse. E’ quanto emerge dal sequenziamento di 13 genomi di individui vissuti nell’arco di 5000 anni, che mostra inoltre che in queste popolazioni la pelle divenne più chiara tra 19.000 e 11.000 anni fa, e la capacità di digerire il latte negli adulti comparve solo con l’Età del bronzo.

Sepoltura risalente all'Età del Bronzo nel sito di Ludas-Varjú-dulo, in Ungheria, e datato al 1200 a.C. (Janos Dani/Deri Museum, Debrecen, Hungary)
Sepoltura risalente all’Età del Bronzo nel sito di Ludas-Varjú-dulo, in Ungheria, e datato al 1200 a.C. (Janos Dani/Deri Museum, Debrecen, Hungary)

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Un calendario solare e lunare della cultura di Srubna

Secondo un nuovo studio, una strana lastra di roccia scoperta in Russia oltre 20 anni fa, sembra essere la combinazione di un orologio solare e lunare dell’Età del Bronzo.

La lastra è segnata con dei buchi rotondi incisi su un cerchio. Un’analisi astronomica suggerisce che tali segni coincidano con eventi celesti, inclusi il sorgere di Sole e Luna.

L’orologio solare potrebbe essere “la prova dei tentativi degli antichi di comprendere gli schemi degli apparenti moti celesti e la natura del tempo”, spiega la ricercatrice Larisa Vodolazhskaya, del Centro di Ricerca Archeoastronomico presso la Southern Federal University in Russia.

(Larenok P.A.)
(Larenok P.A.)

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Nella tomba di Anfipoli scavato un mosaico con Persefone rapita da Ade

La tomba di Kasta, la monumentale struttura risalente a 2.300 anni che si scava da mesi ad Anfipoli, nella Grecia settentrionale, rappresenta per gli studiosi un enigma da risolvere: chi è stato sepolto sotto il grande tumulo?

Quello che sembra un unico grande mausoleo, di ciclopiche proporzioni, quasi 500 metri di circonferenza, 87 di diametro, costruito in marmo di Thassos, è il sepolcro più grande finora scoperto in Grecia ed è circa dieci volte più grande della tomba di Verghina attribuita a Filippo II.

Il ritrovamento del mosaico con Persefone rapita da Ade, è rivelatore dell'appartenenza della tomba alla famiglia reale macedone (Ministero della Cultura della Grecia)
Il ritrovamento del mosaico con Persefone rapita da Ade, è rivelatore dell’appartenenza della tomba alla famiglia reale macedone (Ministero della Cultura della Grecia)

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Due relitti romani pieni di anfore alle Eolie

Verrebbe quasi da definirlo un “cimitero subacqueo delle anfore”, ad evocare l’imponenza di due relitti romani affondati oltre duemila anni fa. È la sorpresa che, a oltre 120 metri di profondità, nelle acque delle isole Eolie, tra Lipari e Panarea, gli archeologi subacquei si sono trovati di fronte.

Nel mese di settembre l’équipe di tecnici della Soprintendenza del Mare, capitana da Sebastiano Tusa e Roberto La Rocca con l’ausilio di Salvo Emma, ha effettuato una serie sistematica di immersioni nei siti subacquei di Capistello, per indagare i relitti Panarea II e Panarea III già individuati negli ultimi quattro anni. Ma stavolta è stata la collaborazione con la Global Underwater Explorers (GUE) nell’ambito del progetto “Project Baseline”, a dare una svolta alle ricerche, grazie a due sommergibili “Triton submersibles” biposto dotati di braccio meccanico e attrezzature di documentazione videofotografiche. L’area dei relitti, a 120 metri di profondità, è stata così indagata in modo più approfondito con importanti risultati.

(Il Messaggero)
(Il Messaggero)

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Un tesoro nel relitto di Anticitera. E forse una seconda nave

Dopo tre settimane di immersioni al largo dell’isola di Anticitera, una spedizione internazionale ha prodotto i risultati sperati: prove che il relitto del 70 a.C. contiene ancora molti dei suoi tesori, e l’autorizzazione per continuare gli scavi archeologici.

Forse la cosa più interessante è stato scoprire che ci sono due relitti sul fondo del mare, non solo uno. Il relitto principale proviene da una nave molto grande per l’epoca (50 metri). Il secondo possibile relitto si trova a circa 200 metri.

Edward O'Brien, della Woods Hole Oceanographic Institution, scende nel mare con la "Exosuit" (Brett Seymour, Return to Antikythera 2014)
Edward O’Brien, della Woods Hole Oceanographic Institution, scende nel mare con la “Exosuit” (Brett Seymour, Return to Antikythera 2014)

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