Cleopatra si suicidò con un cocktail di droga e veleni

Un nuovo studio sostiene che Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto, morì per aver bevuto un cocktail di droghe letale, e non per un morso di cobra egiziano – il naja haje – come spesso si sostiene. Secondo Christoph Schäfer, storico tedesco e professore presso l’Università di Trier, “non ci fu alcun cobra nella morte di Cleopatra. Lo storico romano Cassio Dione, che scrisse circa 200 anni … Continua a leggere Cleopatra si suicidò con un cocktail di droga e veleni

Rassegna stampa archeologica/42

Sono stati analizzati e datati gli alveari rinvenuti nel 2007 nel sito dell’Età del bronzo e del ferro di Tel Rehov, in Israele. Si tratta dei più antichi alveari conosciuti: vengono datati al X-inizio IX secolo a.C., cioè a circa 3000 anni fa. La struttura consiste di trenta cilindri d’argilla bucati su due lati (uno per la circolazione delle api, l’altro per la raccolta del … Continua a leggere Rassegna stampa archeologica/42

Il primo studio del DNA di mummie reali egizie/3

Gli scienziati tedeschi del Bernhard Nocht Institute (BNI) for Tropical Medicine di Amburgo hanno sollevato dubbi sulle conclusioni del grande studio del DNA condotto su 16 mummie reali egizie (il primo mai effettuato, vedi qui e qui) conclusosi lo scorso febbraio riguardo la precoce morte del faraone Tutankhamon. Secondo quello studio la causa principale della morte di Tutankhamon fu l’incesto dei genitori che aggravò il … Continua a leggere Il primo studio del DNA di mummie reali egizie/3

Kadanuumuu, un australopiteco che camminava in posizione eretta

Un team di antropologi guidato da Yohannes Haile-Selassie, del Cleveland Museum of Natural History, ha studiato lo scheletro di un Australopithecus afarensis scoperto nel 2005 che, secondo la loro analisi, camminava in posizione eretta. Soprannominato Kadanuumuu (nella lingua Afar: “big man”, grande uomo), la creatura visse 3.6 milioni di anni fa nell’area di Woranso-Mille, nella depressione di Afar, in Etiopia – a 50 km di … Continua a leggere Kadanuumuu, un australopiteco che camminava in posizione eretta

Una cronologia “esatta” per l’Antico Egitto

Gli scienziati hanno stabilito per la prima volta delle date precise per le dinastie regnanti dell’Antico Egitto grazie alla datazione al radiocarbonio di residui vegetali. I risultati – frutto di uno studio di centinaia di manufatti durato tre anni – forzeranno gli storici a rivedere i propri dati, sperando di metter fine una volta per tutte al dibattito (cronologico) tra gli egittologi, le cui datazioni si … Continua a leggere Una cronologia “esatta” per l’Antico Egitto

I primi abitanti dell’America/4

Una nuova analisi degli scheletri dei primi americani ha concluso che la grande differenza anatomica presente tra gli antichi e gli attuali Nativi americani è spiegabile prendendo in considerazione due colonizzazioni del Nuovo Mondo. Inoltre, lo studio suggerisce che l’ultimo antenato comune tra i primi e gli ultimi gruppi di Nativi americani doveva trovarsi al di fuori del continente. In altre parole: prima dell’arrivo degli … Continua a leggere I primi abitanti dell’America/4

Rassegna stampa archeologica/41

Uno studio sui gusci di ostriche ha confermato che i primi coloni di Jamestown – il primo insediamento inglese permanente nel Nuovo Mondo – arrivarono in un periodo di siccità record. Le poche risorse alimentari disponibili e l’ostilità degli Indiani d’America potrebbero anche spiegare perchè la metà dei coloni morì dopo il primo inverno. La ricerca, condotta dal Virginia Institute of Marine Science, conferma quella … Continua a leggere Rassegna stampa archeologica/41

Ardi è un antenato degli scimpanzé, non dell’uomo

Lo scorso autunno uno scheletro fossile di Ardipithecus ramidus (noto come “Ardi”) scosse il campo dell’evoluzione umana. Datato a 4.4 milioni di anni fa, l’ominide venne trovato nello stesso sito (la depressione di Afar, in Etiopia) in cui fu recuperata Lucy, il più famoso esemplare di Australopithecus afarensis datato a 3.2 milioni di anni fa. Da qui l’ipotesi avanzata dal co-direttore dello studio su Ardi, … Continua a leggere Ardi è un antenato degli scimpanzé, non dell’uomo

Una nuova specie ominide: l’Australopithecus sediba/2

L’8 aprile scorso il paleoantropologo Lee Berger aveva annunciato la scoperta di una nuove specie ominide: l’Australopithecus sediba. Questa sarebbe stata una forma di transizione tra l’Australopithecus africanus (genere Australopithecus) e l’Homo habilis o il più tardo Homo erectus (genere Homo, il nostro). La recente identificazione dell’Homo gautengensis – considerato dal suo “scopritore” Darren Curnoe la prima specie del genere Homo finora ritrovata – ha … Continua a leggere Una nuova specie ominide: l’Australopithecus sediba/2

Una nuova specie: L’Homo gautengensis

Le analisi di diversi frammenti fossili scoperti decenni fa nelle grotte di Sterkfontein, in Sud Africa, hanno portato all’identificazione di un’altra specie del genere Homo: l’Homo gautengensis. La creatura sarebbe la più antica del genere Homo, utilizzava strumenti di pietra e forse anche il fuoco. L’identificazione è basata su frammenti di tre crani, diverse mascelle, denti e altre ossa appartenuti in totale a circa 6 … Continua a leggere Una nuova specie: L’Homo gautengensis

I Mesoamericani perfezionarono la produzione della gomma

Nel XVI secolo gli esploratori spagnoli incontrarono nel Mesoamerica una civiltà avanzata che aveva un sacco di cose di cui stupirsi e una di queste era qualcosa che non avevano mai visto prima: la palla di gomma. Nessun materiale esistente nel Vecchio Mondo rimbalzava in quel modo. Una nuova ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) in pubblicazione sul Latin American Antiquity indica che le … Continua a leggere I Mesoamericani perfezionarono la produzione della gomma

Rassegna stampa archeologica/39

Alcune delle bende utilizzate per mummificare Tutankhamon sono esposte al Metropolitan Museum of Art di New York, nella mostra dedicata al faraone: “Tutankhamon’s Funeral“. I 50 pezzi di lino (4.70 metri x 39 centimetri) erano finora conservati nel museo in un piuttosto trascurato “deposito” di vasi di ceramica. Questi, scoperti tra il 1907 e il 1908 da Theodore M. Davis, all’epoca furono considerati reperti di … Continua a leggere Rassegna stampa archeologica/39