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Il primo studio del DNA di mummie reali egizie/3

giugno 27, 2010

Gli scienziati tedeschi del Bernhard Nocht Institute (BNI) for Tropical Medicine di Amburgo hanno sollevato dubbi sulle conclusioni del grande studio del DNA condotto su 16 mummie reali egizie (il primo mai effettuato, vedi qui e qui) conclusosi lo scorso febbraio riguardo la precoce morte del faraone Tutankhamon.

La maschera funebre d'oro di Tutankhamon (Kenneth Garrett, National Geographic)

Secondo quello studio la causa principale della morte di Tutankhamon fu l’incesto dei genitori che aggravò il sistema immunitario e causò deformazioni quali piede equino e morbo di Köhler. Una situazione poi aggravata da malaria e frattura del femore.

I ricercatori tedeschi del BNI, Christian Timmann e Christian Meyer, sostengono invece che ad uccidere Tutankhamon fu probabilmente una ereditaria anemia drepanocitica, una malattia genetica del sangue che può provocare le deturpazioni ossee trovate sui suoi resti.

Ricostruzione facciale di Tutankhamon (Supreme Council of Antiquities, Egypt, and National Geographic Society, 2005)

Nella lettera da loro mandata al Journal of the American Medical Association viene detto che da un esame più attento “sembra improbabile che la precoce morte di Tutankhamon sia stata causata da una combinazione di malaria e morbo di Köhler”.

“Noi mettiamo in dubbio l’attendibilità dei dati genetici presentati nello studio [degli egiziani] e perciò anche della validità delle conclusioni degli autori”, dicono. “I segni radiologici sono compatibili con le lesioni osteopatologiche [tipiche dell’] anemia drepanocitica (e non, quindi, del morbo di Köhler, che pure sarebbe anch’esso compatibile), una malattia ematologica [presente nel 9-22%] degli abitanti delle oasi egiziane”.

“La predisposizione genetica per l’anemia drepanocitica può essere trovata nelle regioni dove la malaria è diffusa, incluso l’antico e il moderno Egitto”, spiega Meyer.

Timmann aggiunge: “Per chi studia le malattie tropicali è risaputo che nelle aree dove si muore di malaria, si muore più frequentemente nell’infanzia”, fino ai 6-9 anni di età.

Considerando che Tutankhamon morì a 19 anni e che le “complicazioni fatali” dell’anemia drepanocitica si manifestano tra infanzia e prima età adulta, è più probabile che il faraone morì per quest’ultima malattia.

La stessa anzianità raggiunta dai suoi genitori e parenti – vissuti fino ai 50 anni – significa che essi possano esser stati altamente resistenti alla malaria e aver posseduto quella malattia del sangue: essa infatti riduce la mortalità nei soggetti affetti da malaria, mentre i suoi effetti si manifestano solo se la possiedono entrambi i genitori. Esattamente la situazione di Tutankhamon, i cui genitori erano molto probabilmente fratelli.

In ogni caso, ulteriori analisi del DNA del faraone potranno facilmente chiarire chi abbia ragione, dicono i ricercatori tedeschi.

Fonti: AFP, Heritage-Key.

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