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Cleopatra si suicidò con un cocktail di droga e veleni

luglio 3, 2010

Un nuovo studio sostiene che Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto, morì per aver bevuto un cocktail di droghe letale, e non per un morso di cobra egiziano – il naja haje – come spesso si sostiene.

La morte di Cleopatra dipinta nel 1892 da Reginald Arthur (wiki)

Secondo Christoph Schäfer, storico tedesco e professore presso l’Università di Trier, “non ci fu alcun cobra nella morte di Cleopatra. Lo storico romano Cassio Dione, che scrisse circa 200 anni dopo la morte di Cleopatra, affermò che ella ebbe una morte tranquilla e indolore, [e ciò] non è compatibile con un morso di cobra. Il veleno del serpente avrebbe infatti causato una dolorosa e deturpante morte”: in quel caso, il corpo di Cleopatra sarebbe stato paralizzato e lei, pienamente cosciente, avrebbe provato dolori strazianti.

Per il tossicologo tedesco Dietrich Mebs, uno specialista di veleni coinvolto nello studio, i sintomi che si verificano dopo un morso di serpente velenoso sono molto sgradevoli, e includono vomito, diarrea e insufficienza respiratoria.

I testi antichi narrano pure che con Cleopatra morirono anche due sue ancelle – qualcosa di molto improbabile se lei morì per un morso di serpente, dice Schäfer.

Dietrich Mebs, nel documentario Kleopatras Tod

Cleopatra si suicidò nell’agosto del 30 a.C. all’età di 39 anni, seguendo l’esempio del suo amante Marco Antonio, uccisosi dopo aver perso la battaglia di Azio.

“Il problema principale con qualsiasi morso di serpente sono gli effetti imprevedibili, perché il veleno dei serpenti è altamente variabile. La quantità [di veleno in un morso] potrebbe essere insufficiente [per suicidarsi]. Perché correre [il rischio di] sopravvivere con questi sintomi sgradevoli?”, si chiede Mebs.

Per difendersi, un serpente velenoso è infatti capace di mordere una vittima senza iniettare il veleno. È il cosiddetto dry bite, e permette di non sprecare veleno su una vittima troppo grande per essere mangiata.

Il naja haje (wiki)

Secondo i ricercatori, per un suicidio sicuro e indolore avrebbe funzionato molto meglio una miscela di piante velenose i cui dosaggi e gli effetti erano molto prevedibili.

“Gli antichi papiri mostrano che gli Egizi conoscevano i veleni, e un papiro dice che Cleopatra li provò veramente”, sostiene Schaefer.

Una pagina del famoso papiro Ebers (wiki)

Schaefer e Mebs credono che Cleopatra si suicidò con un cocktail di droghe fatto di oppio, Aconitum e cicuta. A quei tempi, dicono i due ricercatori, era noto che un tale mix avrebbe causato una morte piuttosto indolore in poche ore.

L’oppio avrebbe infatti agito come analgesico, la cicuta avrebbe paralizzato il sistema nervoso fino alla morte per insufficienza respiratoria, mentre l’Aconitum è una pianta estremamente tossica.

Una tale miscela avrebbe potuto tecnicamente funzionare, dice Alain Touwaide, un’autorità internazionale per quanto riguarda le piante medicinali dell’antichità. “Tuttavia”, continua Touwaide, “non era per niente comune mischiare veleni vegetali ai tempi di Cleopatra”.

“Cleopatra è una fonte costante di leggende e teorie, e le viene spesso attribuita la scrittura di trattati su veleni, cosmetici e farmaci. Credo che trovare il suo corpo e applicarvi metodi di analisi forense sia l’unico modo per risolvere il mistero della sua morte”.

La ricerca di Schaefer e Mebs è stata presentata su Adventure Science, trasmesso dall’emittente tedesca ZDF.

Fonti: Discovery, Heritage-Key.

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