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Kadanuumuu, un australopiteco che camminava in posizione eretta

giugno 25, 2010

Un team di antropologi guidato da Yohannes Haile-Selassie, del Cleveland Museum of Natural History, ha studiato lo scheletro di un Australopithecus afarensis scoperto nel 2005 che, secondo la loro analisi, camminava in posizione eretta.

Soprannominato Kadanuumuu (nella lingua Afar: “big man”, grande uomo), la creatura visse 3.6 milioni di anni fa nell’area di Woranso-Mille, nella depressione di Afar, in Etiopia – a 50 km di distanza da dove venne trovato il più famoso individuo di Australopithecus afarensis: Lucy.

Un osso dello scheletro di Kadanuumuu (KSD-VP-1/1) scoperto nel 2005 (Yohannes Haile-Selassie, Cleveland Museum of Natural History)

Korsi Dora è la località in cui è stato scavato lo scheletro (PNAS)

Gli australopitechi condividono alcuni tratti sia con gli scimpanzé (per esempio, visi “sporgenti” e cervelli piccoli) che con gli umani. Più importante, il loro scheletro sembra essere adatto alla camminata in posizione eretta.

Finora sono più di 30 gli ossi di Kadanuumuu ad esser stati scoperti. Tra questi, quelli degli arti, clavicole, scapole, gabbia toracica e bacino.

La sorprendente somiglianza delle caratteristiche delle sue ossa con quelle degli uomini moderni, dice Haile-Selassie, suggerisce che gli odierni scimpanzé non siano dei buoni modelli per lo studio dei primi antenati umani.

Per esempio, la scapola di Kadanuumuu è molto meno simile a quella delle scimmie antropomorfe di quanto si pensasse basandosi sui frammenti scheletrici di Lucy.

Anzi, se ne evincerebbe che l’Australopithecus afarensis non fosse né migliore né peggiore nell’arrampicarsi sugli alberi di quanto non faccia oggi l’essere umano.

Il parziale scheletro di Kadanuumuu (CMNH/PNAS)

Lo studio, pubblicato su PNAS, sostiene che Kadanuumuu fosse più adatto alla camminata in posizione eretta di quanto non fosse la stessa Lucy, che pure è più giovane di circa 400000 anni. In particolare è stata notata la maggiore lunghezza degli arti inferiori di Kadanuumuu rispetto a quelli di Lucy, una caratteristica che avrebbe reso più facile la camminata.

Quando venne trovata Lucy, gli scienziati pensarono che la sua specie fosse nel mezzo di una transizione dall’arrampicata sugli alberi e la camminata in posizione eretta.

Lo scheletro di Kadanuumuu suggerisce invece che questa transizione avvenne già centinaia di migliaia di anni prima, dice Haile-Selassie.

Ma allora perché Lucy sembrerebbe meno adatta alla camminata in posizione eretta?

Riproduzione di Lucy (Dave Einsel/Getty Images)

Perché eccezionalmente piccola, risponde Haile-Selassie.

Negli ultimi 35 anni, infatti, sono stati trovati altri campioni di Australopithecus afarensis che suggeriscono una corporatura più grande di quella di Lucy (alta 1.1 metri) e persino di quella di Kadanuumuu (alto 1.5 – 1.8 metri) – bisogna però considerare che significative differenze nella grandezza tra individui di Australopithecus afarensis sono state trovate anche a seconda del sesso.

L’essersi basati essenzialmente su Lucy, il cui scheletro rimane il più completo della sua specie, potrebbe aver condotto diversi scienziati a interpretazioni sbagliate.

Queste conclusioni sono inoltre compatibili con le famose impronte fossili di Laetoli, scoperte nel 1976 in Tanzania. Lasciate circa 3.6 milioni di anni fa da tre individui, probabilmente Australopithecus afarensis, queste impronte mostrano un’andatura in posizione eretta – molto prima, dunque, del tempo di Lucy.

I calchi dell'Olduvai gorge museum, in Tanzania (docnico/flickr)

“Ciò che abbiamo adesso sono le prove scheletriche che integrano quelle orme”, dice Haile-Selassie.

Un punto su cui concorda anche Donald Johanson, il paleoantropologo dell’Università dell’Arizona che scoprì Lucy nel 1974: “Ciò supporta molto di quello che già conoscevamo” (riguardo all’abilità dell’australopiteco di camminare in posizione verticale).

Egli non è tuttavia convinto che Kadanuumuu fosse più adatto di Lucy per farlo.

Altra raffigurazione di Lucy (Tim Boyle, Getty Images)

Lo studio potrebbe insomma indurre gli antropologi a guardare molto più indietro per cercare quando i primi ominidi iniziarono a camminare su due gambe in posizione eretta.

Forse cominciò già l’Australopithecus anamensis, vissuto nell’Africa orientale tra i 4.2 e i 3.9 milioni di anni fa. Oppure, addirittura, l’Ardipithecus ramidus (anche se al riguardo esistono diversi dubbi), abitante dell’Etiopia 4.4 milioni di anni fa.

Fonti: MSNBC, National Geographic.

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