Un massacro dell’Età del Ferro in Spagna

(© Antiquity Publications Ltd/Photo by T. Fernández-Crespo)

Un brutale attacco a una città nel nord della Spagna, avvenuto tra il 365 e il 195 a.C., lasciò i corpi di oltre una dozzina di uomini, donne e bambini sparsi per strada mentre la città bruciava. Le ferite inflitte furono orribili: una persona venne decapitata, due avevano le braccia mozzate e quasi la metà mostrava segni di mutilazione. Il motivo non fu economico, visto che tutti i beni furono lasciati sul posto; fu forse una vendetta o un fine politico.

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Un carico di tegole romane

(Sebastià Munar / Consell de Mallorca)

Gli archeologi subacquei hanno scoperto i resti di una nave commerciale del I-II secolo d.C. nelle acque di Maiorca, in Spagna. Il carico – tegole e altri materiali da costruzione – non arrivò mai a destinazione poiché probabilmente la nave venne sorpresa da una tempesta e si schiantò sugli scogli vicino alla costa.

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Sfruttamento di pellicce di gatto nell’Iberia medievale

(L. Lloveras et al./International Journal of Osteoarchaeology)

In Spagna sono state scoperte delle possibili prove di commercio di pellicce di gatto, se non addirittura tracce di riti pagani. In una fattoria medievale gli archeologi hanno rinvenuto circa 900 ossa di gatto domestico che presentano tagli e fratture compatibili con la pratica di spellamento.

La maggior parte dei gatti aveva tra i 9 e i 20 mesi di età alla morte, probabilmente perché gli animali sarebbero stati già abbastanza grandi mentre la loro pelliccia era ancora relativamente intatta.

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Due muli di bronzo di epoca romana scavati in Spagna

(Mauri / Ajuntament de Tarragona)

Due sculture romane in bronzo, che rappresentano le teste di muli, sono state scoperte durante gli scavi archeologici nella ex caserma della Guardia Civil a Tarragona, in Spagna, nella centralissima via López Peláez, dove stanno costruendo alcune case.

I due pezzi, datati tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., facevano parte di un lectus tricliniaris, una sorta di letto che i Romani utilizzavano per mangiare. Le sculture di mulo erano elementi decorativi delle spalliere, chiamate fulcra.

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Un sesterzio cambia la datazione dell’acquedotto di Segovia

(A. M.)
L’acquedotto di Segovia, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO (A. M.)

Uno dei monumenti più conociuti della Spagna è più recente di quanto si pensasse. I nuovi studi archeologici hanno posto la data costruzione dell’acquedotto di Segovia nel II secolo, tra il 112 e il 116 d.C. La data tradizionale attribuita a questa opera era del 98 d.C.

In risposta alla scoperta, l’ufficio del turismo di Segovia ha già ordinato una nuova edizione delle brochure turistiche con la nuova data.

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Scoperte 50 eccezionali incisioni rupestri in Spagna

(HO / Diputacion Foral de Bizkaia / AFP)
(HO / Diputacion Foral de Bizkaia / AFP)

Nella grotta di Armintxe, nel nord della Spagna, sono state trovate circa 50 nuove incisioni rupestri. Risalgono al Paleolitico superiore, tra i 12 e i 14.500 anni fa.

Le immagini includono bisonti, capre e cavalli, uno dei quali misura ben un metro e mezzo. I ricercatori hanno anche identificato due leoni, finora mai rinvenuti nei Paesi Baschi, e dei semicerchi e delle linee simili a quelle trovate nei Pirenei francesi.

«È una meraviglia, un tesoro dell’umanità», ha commentato Unai Rementeria, deputato generale della Biscaglia.

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Trovati 600 kg di monete romane in Spagna

(Paco Puentes)
(Paco Puentes)

Pesano tra gli otto e i dieci grammi, se ne contano decine di migliaia ed erano contenute in 19 anfore. Fatte di bronzo, sono coperte di terra, polvere e storia. Delle opere di canalizzazione nel comune di Tomares, in Spagna, hanno portato alla luce 600 chilogrammi di monete romane coniate dal II al IV secolo d.C.

«Si tratta di una scoperta che possiamo già qualificare di enorme importanza. È un ritrovamento unico con pochissimi casi analoghi. Certamente, nella storia dell’impero romano e del basso impero romano in Spagna, non conosciamo niente di simile», assicura Ana Navarro, direttrice del Museo Archeologico di Siviglia, dove sono ora conservate le monete.

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