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Un massacro dell’Età del Ferro in Spagna

ottobre 20, 2020

(© Antiquity Publications Ltd/Photo by T. Fernández-Crespo)

Un brutale attacco a una città nel nord della Spagna, avvenuto tra il 365 e il 195 a.C., lasciò i corpi di oltre una dozzina di uomini, donne e bambini sparsi per strada mentre la città bruciava. Le ferite inflitte furono orribili: una persona venne decapitata, due avevano le braccia mozzate e quasi la metà mostrava segni di mutilazione. Il motivo non fu economico, visto che tutti i beni furono lasciati sul posto; fu forse una vendetta o un fine politico.

Gli scheletri LHY6 e LHY3 (© Antiquity Publications Ltd/Photo by T. Fernández-Crespo)

13 vittime

Il massacro di La Hoya era già noto, ma questo è il primo studio, pubblicato sulla rivista Antiquity, a fare un’analisi dettagliata delle ossa. Il sito ospitava un fiorente e importante insediamento sin dall’Età del Bronzo. Fu occupato dal XV secolo a.C. al III secolo a.C. e al suo apice ospitava circa 1.500 persone. Gli archeologi l’hanno scoperto nel 1935 e gli scavi hanno finora interessato solo il 15,5% del sito. Ciononostante, è stato subito chiaro che accadde qualcosa di terribile. Gli scheletri bruciati, completi o parziali, di almeno 13 individui sono stati trovati nelle strade e all’interno degli edifici. Un uomo era stato decapitato e la sua testa non è stata trovata. I colpi alla sua clavicola destra e all’osso della spalla rivelano che il suo aggressore colpì più di una volta. Le lesioni ossee di un’altra vittima di sesso maschile indicano ripetute pugnalate da dietro. A una ragazza venne amputato un braccio che è stato rinvenuto a breve distanza con ancora indosso cinque braccialetti in lega di rame.

Motivi non economici

Nelle vicinanze non c’erano armi, e i corpi non mostrano particolari segni di difesa. I danni sembrano essere stati inflitti a distanza ravvicinata. Tutti questi indizi indicano un attacco a sorpresa. Vari oggetti sparsi, resti di bestiame e vasi pieni di cereali recentemente raccolti suggeriscono che gli aggressori avessero invaso La Hoya in un giorno di mercato in estate o inizio autunno. Scegliendo deliberatamente un momento in cui gli spazi pubblici sarebbero stati affollati, gli aggressori si sarebbero garantiti un maggiore numero di vittime. Eppure, nonostante la presenza di tutti i beni al momento dell’attacco, la città non venne saccheggiata e le sue ricchezze rimasero intatte. È dunque possibile che le violenze avessero un fine politico, invece che un guadagno economico.

Segni di traumi all’omero e femore destri dell’individuo LHY1 (© Antiquity Publications Ltd/Photo by T. Fernández-Crespo)

Violenza non introdotta dai Romani

Secondo alcuni studiosi, l’occupazione romana dell’Iberia, iniziata nel 218 a.C., fu brutale e avrebbe scatenato una serie di sconvolgimenti regionali ed episodi di violenza. In particolare, nel 150-130 a.C. nel sito di Cerro de la Cruz (Almedinilla) e nel 75 a.C. a La Almoina (Valencia) conservano testimonianze archeologiche di decapitazioni e orrende mutilazioni. Tuttavia, la carneficina di La Hoya è più antica, quindi è possibile che l’instabilità politica e gli scontri tra rivali iberici fossero già in corso prima dell’arrivo delle forze romane. La Hoya era un centro politico ed economico importante, e la sua caduta probabilmente “creò un vuoto di potere o consolidò la posizione di una comunità rivale”, scrivono gli autori dello studio. Poiché i corpi furono lasciati insepolti, il villaggio venne probabilmente abbandonato dopo il massacro. Si era ipotizzato che alcuni abitanti potessero aver continuato a vivere a La Hoya, ma i corpi lasciati per strada rendono questo scenario altamente improbabile.

(© Antiquity Publications Ltd/Photo by T. Fernández-Crespo)

Centri della tribù dei Beroni (linea bianca): 1) La Hoya; 2) Vareia; 3) Tritium Magallum; 4) Libia (© J. Ordoño, Antiquity Publications Ltd/Photo by T. Fernández-Crespo)
Sotto: veduta aerea di La Hoya (Llanos 2005)

(© Antiquity Publications Ltd/Photo by T. Fernández-Crespo)

A sinistra: guerriero inciso su pietra (in rilievo fatto da J. Ordoño); Destra: guerriero sotto forma di pendente di bronzo (Llanos 2005), La Hoya

Live Science

Phys.org

Antiquity

IFLS

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