La Domus della tartaruga: una ricca casa di Pompei

L’ultima campagna di scavo presso le terme Stabiane di Pompei ha portato alla luce le vestigia di una opulenta domus, presso il cui ingresso è stato trovato un curioso carapace di testuggine femmina. Il sito si trova in via dell’Abbondanza, e per qualche motivo venne rasa al suolo dai Romani stessi, che estesero le terme adiacenti già esistenti e costruirono alcune botteghe. Tra i reperti più affascinanti figurano un prezioso mosaico, una maschera di terracotta, due frammenti di muro affrescato e addirittura l’offerta di fondazione. La testuggine arrivò molto dopo, quando la villa era già stata distrutta e parte della bottega sovrastante era crollata in seguito al terremoto del 62 d.C. Non riuscì a partorire e forse fu questo il motivo del suo decesso.

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Un nuovo anfiteatro nella città romana di Augusta Raurica in Svizzera

In Svizzera una squadra di archeologi si è imbattuta nelle rovine di un piccolo anfiteatro di epoca romana, la cui esistenza era finora sconosciuta. Il sito è l’antica Augusta Raurica, una importante città di frontiera che dove sono ancora visibili le rovine di un teatro e di un grande anfiteatro ad arcate del III secolo d.C. La recente costruzione di una rimessa per barche ha … Continua a leggere Un nuovo anfiteatro nella città romana di Augusta Raurica in Svizzera

Mappa del tempio di Giove Casio

Zeus-Kasios era una divinità orientale, il cui culto era una combinazione tra il dio Zeus e il monte Casio (Kasios o Kasion per i Greci). Le origini sono misteriose, ma deriverebbe da Baal Saphon, una divinità cananea protettrice del commercio marittimo, attestata già nel II millennio a.C. nel regno di Ugarit (Siria). I Greci ne vennero in contatto in epoca ellenistica e l’associarono a Zeus … Continua a leggere Mappa del tempio di Giove Casio

Scavato dopo un secolo il tempio di Zeus-Kasios in Egitto

Nel delta del Nilo sorge l’importante sito archeologico di Tell el-Farama, abitato già dagli antichi Egizi. Una missione archeologica ha finalmente scavato le rovine di un tempio dedicato a Zeus-Kasios, dopo che all’inizio del ‘900 l’archeologo francese Jean Cledat ne aveva scoperto dei resti nelle vicinanze. Sono state rinvenute colonne di granito rosa e iscrizioni che menzionano l’imperatore Adriano (regnante dal 117 al 138 d.C.). … Continua a leggere Scavato dopo un secolo il tempio di Zeus-Kasios in Egitto

Il mosaico di un triclinio romano nell’antica Londra: una villa o una mansio?

Il mosaico romano di una mansio fuori Londinium (© Andy Chopping/MOLA)
Il mosaico romano di una mansio fuori Londinium (© Andy Chopping/MOLA)

Vicino a uno dei monumenti più famosi di Londra è stato inaspettatamente rinvenuto un bellissimo mosaico romano, datato tra il II e III secolo d.C. Si pensa che il mosaico abbia adornato i pavimenti di una sala da pranzo – un triclinium – di una villa o forse di una mansio (una stazione di tappa) poco fuori dalla città romana di Londinium. Oggi si trova vicino allo Shard, l’edificio più alto della capitale, vicino al London Bridge.

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La scoperta della stanza degli schiavi a Pompei getta luce sulla vera vita romana

(@Parco archeologico di Pompei)

In un sobborgo dell’antica città romana di Pompei è stata scoperta una stanza perfettamente intatta, abitata da schiavi. È falso dire che sono stati scoperti tre letti e il timone di un carro intatti. È vero invece che gli archeologi hanno fatto un lavoro straordinario per ricostruirli con dei calchi di gesso partendo dalle cavità lasciate nella roccia vulcanica (cinerite). Un vaso da notte, anfore e una cassa in legno contenente oggetti in metallo e tessuto sono gli altri elementi che occupavano l’angusto alloggio della grande villa suburbana a Civita Giuliana, circa 700 metri a nord-ovest dalle mura di Pompei. In questa villa erano stati scoperti in precedenza una stalla con tre cavalli, un carro cerimoniale e i resti di due vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., forse un padrone e un suo schiavo.

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La tomba di Marcus Venerius Secundio a Pompei, un ex schiavo diventato sacerdote di Augusto

(Cesare Abbate/ANSA)

L’ultimo eccezionale ritrovamento a Pompei è la sepoltura di Marco Venerio, un ex schiavo pubblico e custode del tempio di Venere, divenuto in tarda età un sacerdote Augustale. La sua tomba risale agli ultimi decenni di vita della città (I secolo d.C.). Reca la sua epigrafe e conserva pitture di piante verdi su sfondo blu. I suoi resti si sono mummificati, capelli e un orecchio sono ancora visibili. La tomba si trova presso la necropoli di Porta Sarno, a est di Pompei.

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Riscoperto l’anfiteatro romano di Mastaura

L’anfiteatro di Mastaura

Gli archeologi in Turchia stanno scavando i resti di una “magnifica” arena di epoca romana, dove circa 15.000 spettatori applaudivano e si godevano i combattimenti dei gladiatori e le lotte con gli animali selvatici. L’anfiteatro era stato individuato nel 1837 dall’esploratore britannico William John Hamilton, ma il sito fu dimenticato e nel corso dei secoli venne ricoperto dalla vegetazione. «La maggior parte dell’anfiteatro si trova sottoterra e la parte visibile è in gran parte coperta da arbusti e alberi selvatici», dice Sedat Akkurnaz, direttore dello scavo. Le parti più esterne si sono sgretolate, ma si possono ancora vedere file di sedili, l’arena centrale e i muri di sostegno. L’edificio risale al III secolo d.C.: si trovava sulle colline dell’antica città di Mastaura, nella Turchia occidentale.

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Una carrozza da cerimonia nella Villa del Sauro Bardato a Pompei

(@ Luigi Spina)

Poco al di fuori delle mura di Pompei, gli archeologi hanno fatto una scoperta unica in Italia. Per la prima volta è stato trovato un pilento, una carrozza a quattro ruote utilizzata dalle matrone romane nei giorni di festa, come ai matrimoni. Il veicolo è quasi integro, miracolosamente sfuggito agli scavi clandestini. Si trovava nel portico di una villa dove nel 2018 in una stalla erano emersi i resti di 3 cavalli (di cui uno riccamente bardato) e gli scheletri di due uomini l’anno scorso.

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Il bancone di un “bar” a Pompei interamente affrescato

(Luigi Spina)

Un nuovo scavo a Pompei ha portato alla luce un thermopolium, una sorta di “bar” che serviva pasti veloci e bevande calde o fredde. Le eleganti decorazioni mostrano alcuni dei cibi che si potevano acquistare nel locale. La scoperta era stata fatta l’anno scorso, col ritrovamento dell’ingresso e del bancone affrescato da una ninfa marina. Lo scavo di quest’anno ha invece riguardato il resto dell’ambiente. Il termopolio si apriva su una piazzetta molto frequentata dai pompeiani: qui vi erano anche una fontana e la cosiddetta Taverna dei gladiatori combattenti rinvenuta nel 2019.

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Trovati due abitanti di Pompei nella Villa del Sauro Bardato

I calchi in gesso dei due pompeiani (Luigi Spina/Parco Archeologico/EPA)

Lo scavo di ​​una grande villa alla periferia di Pompei ha restituito gli scheletri di due uomini, morti insieme mentre si riparavano dalla catastrofica eruzione del Vesuvio avvenuta il giorno prima, il 24 ottobre del 79 d.C. È possibile che i due uomini fossero uno schiavo e il suo padrone. Massimo Osanna, direttore del parco ad interim, ha dichiarato: «È uno scavo importantissimo, restituisce al patrimonio una villa suburbana meravigliosa, ma anche scoperte toccanti di grande emotività e impatto». Gli scavi stanno interessando un sito che in passato è stato gravemente rovinato dai tombaroli.

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