Il tesoro della tomba di un guerriero a Pilo

Anello di oro massiccio con scena cretese di salto sul toro (Ministero della cultura greco)
Anello di oro massiccio con scena cretese di salto sul toro (Ministero della cultura greco)
(Ministero della cultura greco)
(Ministero della cultura greco)

A Pilo, in Grecia, gli archeologi hanno scavato la tomba intatta di un ricco re-guerriero dell’Età del Bronzo, sepolto circa 3.500 anni fa. La scoperta, secondo la co-direttrice dello scavo Sharon Stocker, è «una delle più magnifiche esposizioni di ricchezza preistorica scoperte nella Grecia continentale negli ultimi 65 anni».

La tomba conteneva oltre 1.400 oggetti, tra cui una spada lunga 90 cm con impugnatura in avorio, quattro anelli d’oro massiccio (più che in qualunque altra sepoltura della Grecia), pettini in avorio e incisioni raffiguranti grifoni e leoni.

Vi era inoltre un’eccezionale collana di fili dorati, calici d’oro e d’argento, e più di 50 sigilli incisi – in stile minoico – raffiguranti dee, canne, altari, leoni e uomini che saltano sui tori. Continua a leggere “Il tesoro della tomba di un guerriero a Pilo”

Anomalie termiche in quattro piramidi

Le differenza di temperatura (Scan Pyramids)
Le differenza di temperatura nella Piramide di Cheope (Scan Pyramids)

È stata nuovamente sollevata l’ipotesi che dentro la Grande Piramide di Giza (o di Cheope) si celi una tomba nascosta, forse contenente il faraone stesso, sigillato lì dentro per migliaia di anni.

La scoperta di cosiddette anomalie termiche da parte di un team di ricercatori che ha scansionato la piramide, suggerisce uno spazio non ancora identificato e potrebbe indicare una tomba.

Scienziati ed esploratori cercano una tomba perduta nella Piramide di Cheope dal XIX secolo, finora non trovandola. Verso il 1830, un esploratore usò persino la polvere da sparo per cercare tombe e camere segrete. Continua a leggere “Anomalie termiche in quattro piramidi”

Una fossa comune nel sito elamita di Haft Tappeh

Una statuetta femminile rinvenuta a Haft Tappeh, XV secolo a.C. (Behzad Mofidi-Nasrabadi)
Una statuetta femminile rinvenuta a Haft Tappeh, XV secolo a.C. (Behzad Mofidi-Nasrabadi)

I recenti scavi condotti dall’archeologo Behzad Mofidi-Nasrabadi dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza, nel sito di Haft Tappeh in Iran, hanno scoperto un edificio con un prezioso archivio di tavolette d’argilla. L’archivio risale a quando la città era diventata un centro importante nel regno di Elam, e registra l’espansione di commercio, arti e mestieri.

Tuttavia, verso la fine del XIV secolo a.C., la città cominciò a declinare per ragioni sconosciute. Alcuni dei suoi templi e palazzi furono abbandonati, e i loro materiali riutilizzati per costruire delle semplici abitazioni. I resti di diverse centinaia di vittime di un massacro o di una epidemia, risalenti a 3.400 anni fa, sono stati rinvenuti ammucchiati uno sull’altro. Continua a leggere “Una fossa comune nel sito elamita di Haft Tappeh”

Forse rilevata una camera segreta nella tomba di Tutankhamon

(Photograph by Kenneth Garrett, National Geographic Creative)
(Photograph by Kenneth Garrett, National Geographic Creative)

Il Ministero delle Antichità Egiziano ha annunciato che un team di scienziati ha trovato le prime prove di ciò che sembra una camera segreta nella tomba del faraone Tutankhamon.

Un’indagine della tomba è stata condotta usando la termografia all’infrarosso, che misura le distribuzioni di temperatura su una superficie. Secondo il ministro delle antichità Mamdouh el-Damaty, «l’analisi preliminare indica la presenza di un’area dalla diversa temperatura rispetto ad altre parti del muro settentrionale». Una possibile spiegazione è che la variazione nella temperatura sia, in effetti, uno spazio aperto dietro il muro.

La scoperta potrebbe combaciare con la teoria dell’archeologo Nicholas Reeves che, a inizio anno, aveva pubblicato uno studio dove sosteneva l’esistenza di due camere segrete. Continua a leggere “Forse rilevata una camera segreta nella tomba di Tutankhamon”

Scoperte delle statuette di bronzo etrusche a Vetulonia

(A. Faetti)
(A. Faetti)

Sette bronzetti, tra cui figure umane e un cavallo. Scoperta sensazionale a Vetulonia (Grosseto) dove è stato riportato alla luce un vero e proprio tesoro all’interno di un’abitazione importante dell’epoca etrusca, risalente a 2.300 anni fa, la Domus dei Dolia, distrutta da un incendio all’inizio del I secolo a.C.

Il ritrovamento è stato effettuato nel piccolo ambiente che chiudeva ad ovest l’abitazione: quasi al centro della stanza, che conteneva alcune anfore da olio e da vino oltre a un dolio (un grande vaso) ancora in piedi, è stato rinvenuto il gruppo di sette bronzetti figurati. Continua a leggere “Scoperte delle statuette di bronzo etrusche a Vetulonia”

Identificata la fortezza di Acra a Gerusalemme

(Assaf Peretz, courtesy of the Israel Antiquities Authority)
(Assaf Peretz, courtesy of the Israel Antiquities Authority)

Gli archeologi a Gerusalemme potrebbero aver risolto uno dei grandi misteri della città.

Recentemente sono state scavate quelle che sarebbero le rovine di Acra, una fortezza costruita oltre 2000 anni fa dal re dell’impero seleucide Antioco IV Epifane (215-164 a.C.). Occupata da una guarnigione greca e dagli ebrei ellenizzati loro alleati, la fortezza è stata il simbolo del potere seleucide a Gerusalemme, e della violenta repressione greca verso gli ebrei.

L’esistenza di Acra è ben nota nelle fonti storiche, tuttavia l’esatta posizione è rimasta a lungo incerta. Continua a leggere “Identificata la fortezza di Acra a Gerusalemme”

In una mummia dell’XI secolo dei geni resistenti ai moderni antibiotici

A destra, la mummia analizzata (Maria Gloria Roselli/Museum of Anthropology and Ethnology of the University of Florence)
A destra, la mummia analizzata (Gino Fornaciari. Maria Gloria Roselli/Museum of Anthropology and Ethnology of the University of Florence)

Alcuni geni resistenti a dei moderni antibiotici sono stati trovati nel colon e nelle feci di una mummia dell’XI secolo d.C., secoli prima dell’introduzione degli stessi antibiotici.

La scoperta suggerisce che le mutazioni di questi geni avvennero naturalmente nei batteri di 1000 anni fa, e non sono necessariamente correlati all’abuso di antibiotici.

La ricerca, pubblicata su PlosOne, è stata effettuata da un team internazionale di scienziati sul microbioma (il patrimonio genetico) dei resti di una ragazza sulle Ande, mummificatasi naturalmente grazie al clima freddo. Continua a leggere “In una mummia dell’XI secolo dei geni resistenti ai moderni antibiotici”

Trovata una spada vichinga in Norvegia

(Bjarte Brask Eriksen)
(Bjarte Brask Eriksen)

Un escursionista in cammino lungo un’antica strada tra Norvegia occidentale e orientale ha scoperto una spada vichinga di 1.200 anni, dopo essersi seduto a riposare dopo essere andato brevemente a pesca.

La spada, trovata a Haukeli, nel centro della Norvegia, verrà mandata al Museo dell’Università di Bergen per il restauro. Jostein Aksdal, archeologo presso la contea di Hordaland ha detto che la spada era in una così buona condizione che se le si desse una nuova impugnatura e una lucidata, potrebbe essere usata ancora oggi. Continua a leggere “Trovata una spada vichinga in Norvegia”

Una testa di Medusa ad Antiochia ad Cragum

Michael Hoff insieme agli studenti archeologi turchi (Michael Hoff, Hixson-Lied professor of art history, University of Nebraska-Lincoln)
Michael Hoff insieme agli studenti archeologi turchi (Michael Hoff, Hixson-Lied professor of art history, University of Nebraska-Lincoln)

Nelle rovine dell’antica città di Antiochia ad Cragum, in Turchia, gli archeologi hanno scoperto una testa di marmo di Medusa, risparmiata in qualche modo durante una campagna, all’inizio della cristianità, contro l’arte pagana.

Antiochia ad Cragum era stata fondata in epoca ellenistica, ma fiorì sotto l’impero romano di cui conserva ancora i segni: terme, colonnati, mosaici, negozi e una basilica.

Con serpenti come capelli, occhi grandi e bocca aperta, Medusa era un mostro mitologico in grado di pietrificare una persona con il solo sguardo. Ad Antiochia ad Cragum, la scultura di Medusa avrebbe avuto una funzione apotropaica, intesa ad allontanare il male. Più tardi però, il suo aspetto sarebbe considerato idolatra dai cristiani venuti ad abitare nel sito. Continua a leggere “Una testa di Medusa ad Antiochia ad Cragum”

Una ricca tomba scoperta a Cipro

(Kadir Kaba)
(Kadir Kaba)

Un complesso di tombe di 2.400 anni, contenente forse una famiglia aristocratica, è stato scoperto vicino all’antica città di Soli, sull’isola di Cipro.

Il complesso contiene tre camere sepolcrali, due delle quali erano intatte, mentre la terza era stata saccheggiata. Nelle camere intatte, gli archeologi hanno trovato resti umani oltre a gioielli, statuette, armi e una collezione di 16 recipienti utilizzati durante il simposio, un importante evento del mondo antico durante il quale gli uomini bevevano, parlavano e si dedicavano ad intrattenimenti vari.

Una delle camere conteneva un’intricata ghirlanda d’oro a forma di edera. Le bacche d’oro della ghirlanda e le sottili foglie d’oro sono sopravvissute a due millenni di distanza. Continua a leggere “Una ricca tomba scoperta a Cipro”

16 piramidi scoperte a Gematon in Sudan

Una delle 16 piramidi (D. A. Welsby; Copyright SARS NDRS Archive)
Una delle 16 piramidi (D. A. Welsby; Copyright SARS NDRS Archive)

In un cimitero vicino all’antica città di Gematon, in Sudan, sono stati scoperti i resti di 16 piramidi con al di sotto delle tombe.

Risalgono a circa 2.000 anni fa, un’epoca in cui prosperava il regno di Kush, e quando la costruzione di piramidi era diffusa nella regione. Le costruirono fino al crollo del regno, nel IV secolo d.C.

Derek Welsby, curatore presso il British Museum di Londra, e il suo team scavano a Gematon dal 1998, dove hanno scoperto 16 piramidi e molte altre cose. «Finora, ne abbiamo scavate 6 fatte di pietra e 10 fatte di mattoni di terra», dice Welsby. Continua a leggere “16 piramidi scoperte a Gematon in Sudan”

Sequenziato il primo genoma antico di un africano

Un ragazzo di etnia Ari (Ben Pipe/Robert Harding World Imagery/Corbis)
Un ragazzo di etnia Ari. Mota era più vicino agli Ari, un gruppo etnico che vive ancora oggi vicino alle regioni montagnose etiopi (Ben Pipe/Robert Harding World Imagery/Corbis)

L’Africa è la culla della nostra specie e la fonte di antiche migrazioni verso tutto il mondo. Ma finora si è persa una rivoluzione nella comprensione delle origini umane: lo studio del DNA antico. Sebbene i ricercatori siano riusciti a sequenziare i genomi di Neandertal europei, allevatori preistorici asiatici, paleoindiani americani, il clima caldo e umido dell’Africa ha lasciato poco DNA antico e intatto da estrarre. Come risultato, «l’Africa è stata lasciata fuori», dice il genetista Jason Hodgson della Imperial College London.

Finora. Uno studio pubblicato su Science svela il primo genoma preistorico dall’Africa: quello di Mota, un cacciatore-raccoglitore vissuto 4.500 anni fa nelle regioni montagnose dell’Etiopia. Chiamato come la grotta che conteneva i suoi resti, il genoma di Mota «è stata una grande impresa», dice Hodgson, non coinvolto nella ricerca. «Fornisce il nostro primo sguardo su come appariva un genoma africano, prima delle [grandi migrazioni]». E quando paragonato con il DNA degli africani di oggi, ha rivelato qualcosa di sorprendente. Continua a leggere “Sequenziato il primo genoma antico di un africano”