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Il tesoro della tomba di un guerriero a Pilo

novembre 22, 2015
Anello di oro massiccio con scena cretese di salto sul toro (Ministero della cultura greco)

Anello di oro massiccio con scena cretese di salto sul toro (Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

A Pilo, in Grecia, gli archeologi hanno scavato la tomba intatta di un ricco re-guerriero dell’Età del Bronzo, sepolto circa 3.500 anni fa. La scoperta, secondo la co-direttrice dello scavo Sharon Stocker, è «una delle più magnifiche esposizioni di ricchezza preistorica scoperte nella Grecia continentale negli ultimi 65 anni».

La tomba conteneva oltre 1.400 oggetti, tra cui una spada lunga 90 cm con impugnatura in avorio, quattro anelli d’oro massiccio (più che in qualunque altra sepoltura della Grecia), pettini in avorio e incisioni raffiguranti grifoni e leoni.

Vi era inoltre un’eccezionale collana di fili dorati, calici d’oro e d’argento, e più di 50 sigilli incisi – in stile minoico – raffiguranti dee, canne, altari, leoni e uomini che saltano sui tori.

(Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

La scoperta ha stupito ed emozionato la comunità archeologica, sia per la rara ricchezza sia per le informazioni che potrà svelare sul mondo antico all’alba della civiltà europea.

«Non ci aspettavamo di certo di trovare qualcosa del genere», dice Sharon Stocker che, insieme al marito Jack Davis, ha condotto il team dell’Università di Cincinnati. «Non cercavamo tombe, e trovarne una intatta è così estremamente raro. È davvero fenomenale».

Specchio in bronzo con impugnatura in avorio (Università di Cincinnati)

Specchio in bronzo con impugnatura in avorio (Università di Cincinnati)

Vicino al Palazzo di Nestore

Il team stava scavando a circa 150 metri dal Palazzo di Nestore nell’antica Pilo, un importante centro della Grecia micenea, menzionata anche nell’Odissea, quando si sono imbattuti in una tomba che è più antica del palazzo di diversi secoli.

La ricchezza degli oggetti rinvenuti – in un’area dove i siti con più sepolture erano la norma – è «una situazione praticamente unica nell’intero mondo egeo», dice Davis alla CNN.

Il ritrovamento promette di gettare luce su come la civiltà minoica dell’isola di Creta – la prima civiltà “avanzata” d’Europa – avesse influenzato quella che sarebbe diventata la cultura dei palazzi micenei sulla terraferma.

Per esempio, la gran quantità di sigilli rinvenuti sembra essere stata prodotta a Creta, dove essi avevano un ruolo importante e funzionale per la burocrazia dell’isola. La loro presenza sulla terraferma, secoli prima della civiltà micenea, suggerisce che per il re-guerriero avessero un diverso significato, ed erano probabilmente raccolti «per la loro preziosa natura, la natura esotica e il contenuto ideografico», dice Davis.

«È l’informazione contestuale – cos’è stato trovato e dove e con cosa – che ci dà gli strumenti necessari per capire il significato di questi oggetti per la comunità che li seppellì».

(Ministero della cultura greco)

Sigillo in stile minoico, incisione di tori dalle corna lunghe (Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

Chi era?

Quindi, chi era l’uomo nella tomba?

«Al momento non ne abbiamo idea», confessa Stocker, a parte il fatto che era qualcuno molto importante e molto ricco.

«In quel periodo, in Grecia le persone venivano solitamente sepolte con oggetti di ceramica, ma quest’uomo era così ricco che non ci sono ceramiche. Venne seppellito con bronzo, argento e oro».

Le sue ossa mostrano che era di natura robusta. Considerando anche gli oggetti nella tomba, Stocker pensa fosse un guerriero, sebbene avesse anche potuto essere un sacerdote, visti i numerosi oggetti di valore rituale recuperati.

La scoperta ha anche offerto indizi per capire i sessi all’epoca. «Qui abbiamo un uomo sepolto con pettini, collane e uno specchio di bronzo. Se fosse stata una tomba multipla contenente donne, penseremmo che questi oggetti appartenevano alle donne», dice Stocker.

(Ministero della cultura greco)

Uno dei sei pettini d’avorio (Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

(Università di Cincinnati)

(Università di Cincinnati)

(Jennifer Stephens)

(Jennifer Stephens)

(Ministero della cultura greco)

Impugnatura d’avorio ricoperta d’oro (Ministero della cultura greco)

(Università di Cincinnati)

(Università di Cincinnati)

(Jennifer Stephens)

(Jennifer Stephens)

(Ministero della cultura greco)

(Ministero della cultura greco)

Sharon Stocker e Jack Davis (Università di Cincinnati)

Sharon Stocker e Jack Davis (Università di Cincinnati)

CNN

Università di Cincinnati

Ministero della cultura greco

New York Times

3 commenti leave one →
  1. robi79 permalink
    novembre 23, 2015 8:53 am

    WOWWW!

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  2. novembre 25, 2015 12:13 am

    Qualcuno si chiedeva in una recente scoperta, penso sia la stessa di qualche settimana fa, ma la notizia è vecchia (postata solo il 22 qui su fatto storico) di come gli archeologi possano sedersi sui reperti mentre scavano una tomba.

    Ok, eravamo su facebook, ma ho notato che vari erano stupiti e allucinati da quello che vedevano. Mettere il proprio sedere o piedi sulla tomba è sbagliato? (immagino di si) ma allora perché lo fanno? E a parte questo, quali sarebbero i giusti modi allora? Bisogna avere una carrucola, restare appesi tutto il tempo con una gru che ci porta a pelo da terra ad esempio? O fare degli scavi laterali e lavorare quindi da dove “non c’è nulla” solo con gli arti protesi e sospesi verso dove c’è il materiale da scavare?

    Oppure altri metodi?
    E’ inutile commentare negativamente come avevo visto fare altrove e poi non dare delle valide alternative. Quando si argomenta si spiega per filo e per segno alternative al pensiero oggetto della propria critica.

    Spero che possa avere qualche delucidazione.

    Eppure anche in queste foto gli archeologi, studiosi e ricercatori sono in piedi sopra…

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  3. veronica permalink
    febbraio 26, 2016 7:58 pm

    Ma perché queste persone si chiedono cose demenziali sulla presunta profanazione di tombe mentre non hanno nessun rispetto per la coltura la religione e, si anche le abitudini sessuali, di loro contemporanei…non sanno cosa sia l emozione e la gioia di chi dopo giorni,anzi mesi di paziente e talvolta pesante lavoro trovano un corredo funebre magari fatto solo di un vaso di coccio con un disegno particolare e raro..e poche perline .non sempre è la tomba di tutankamoon,ma ha lo stesso una magica atmosfera che ci fa comunicare con queste persone che non profani ma fai rivivere..per chi come te può capire conoscere e amare…Una ormai vecchia signora che vorrebbe ancora poter scavare con voi .
    Grazie, Veronica

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