108 petroglifi antichi scoperti in Messico

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(Ana María Jarquín, INAH)

Un totale di 108 incisioni rupestri di dimensioni, iconografie e civiltà diverse, che coprono un arco temporale di quasi 3000 anni, sono stati trovati dagli archeologi dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) nel sito archeologico di La Campana, presso la città di Colima, in Messico.

La scoperta rende La Campana non solo uno dei luoghi più ricchi di petroglifi, ma anche uno dei pochi con le tracce di tutte le fasi culturali della Mesoamerica, dal periodo Preclassico (1700 a.C.) al Postclassico (900 – 1521 d.C.).

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I sacerdoti del dio Thot trovati in una necropoli egizia intatta

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(Samer Abdallah / picture-alliance / dpa / AP Images / Gtres)

In Egitto è stata scoperta una necropoli precedentemente sconosciuta, intatta da millenni. Risale al Periodo tardo dell’Egitto (672-332 a.C.) e alla dinastia tolemaica (332-30 a.C.), e contiene almeno 8 tombe, ciascuna con più sarcofagi.

Il complesso tombale sotterraneo si trova a soli sei chilometri da Tuna el-Gebel, la necropoli della città egizia di Khmun, centro del culto del dio Thot. Il complesso ha un gran numero di pozzi funerari, e al suo interno vi sono diverse tombe familiari.

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Due guanti da boxe Romani scoperti a Vindolanda

Gli unici guanti da boxe sopravvissuti dell’Impero romano. Agli occhi moderni appaiono più come “protezioni per le mani” che “guanti” (The Vindolanda Trust)

Nel sito archeologico di Vindolanda, gli archeologi hanno scoperto due eccezionali guanti da boxe in cuoio, probabilmente gli unici esemplari di epoca romana sopravvissuti. Risalgono al 120 d.C. e sono così ben conservati da poter essere ancora indossati; uno di loro conserva addirittura l’impressione delle nocche del suo antico indossatore.

Vindolanda si trova a sud del Vallo di Adriano, vicino alla città di Hexham (Inghilterra). Fu un forte di truppe ausiliarie, oggi famoso per la quantità di ritrovamenti di oggetti personali e militari lasciati dai soldati e dalle loro famiglie circa 2000 anni fa.

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Scavate 200 tombe delle dinastie Han e Wei-Jin in Cina

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Un meraviglioso specchio di bronzo recuperato (Imaginechina via AP Images / Gtres)

Una squadra di archeologi cinesi ha scoperto oltre 200 siti di sepoltura contenenti un migliaio di reperti, tra cui oggetti d’oro, d’argento e di bronzo. Le grotte erano state scavate nella falesia davanti al fiume Jinjiang, nel comune di Zhengxing, in Cina.

L’eccezionale raggruppamento di tombe è stato datato all’epoca della dinastia Han (206 a.C.-220 d.C), del regno di Wei (220-265 d.C) e della successiva dinastia Jin (265-420 d.C.).

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Scoperte 60.000 strutture Maya sotto la giungla in Guatemala

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Il sito archeologico di El Zotz coperto dalla vegetazione e visto col lidar (PACUNAM / Garrison / Proyecto Arqueológico El Zotz)

Un’indagine aerea sul Guatemala settentrionale ha rivelato oltre 60.000 nuove strutture Maya, tra cui piramidi, strade rialzate, fondazioni di case e fortificazioni difensive. È una scoperta enorme che ha già portato gli archeologi a scavare ed esplorare i nuovi siti.

«Le immagini LiDAR chiariscono quanto l’intera regione fosse un sistema di insediamenti, le cui dimensioni e densità di popolazione sono state largamente sottostimate», ha dichiarato l’archeologo Thomas Garrison.

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Decifrato uno degli ultimi Rotoli del Mar Morto

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Il Rotolo ricostruito agli infrarossi (University of Haifa)

I ricercatori dell’Università di Haifa sono riusciti a restaurare e decifrare uno degli ultimi Rotoli del Mar Morto non ancora tradotti. Scritto con un codice ebraico, il rotolo riporta un particolare calendario di 364 giorni utilizzato dalla comunità locale. Al suo interno sono annotati gli inizi delle stagioni – chiamati tekufah – e diverse feste religiose, come il Vino Nuovo, l’Olio Nuovo e il Nuovo Raccolto, tutte collegate alla festa ebraica dello Shavuot.

La collezione dei 900 Manoscritti del Mar Morto, scoperti nelle grotte di Qumran (Cisgiordania) oltre 70 anni fa, è avvolta nel mistero sin dalla sua scoperta.

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Trovata una stele di Ramses II a Tanis

(Ministry of Antiquities)

Gli scavi archeologici nell’antica città di Tanis, nel nord dell’Egitto, hanno portato alla luce una grande stele in granito rosso della XIX dinastia (1292-1189 a.C.). Le immagini scolpite raffigurano Ramses II, terzo faraone della dinastia, mentre esegue delle offerte rituali a una divinità ancora da identificare.

Tanis era già nota per i ritrovamenti di numerose rappresentazioni di Ramses. Soprannominata “Tebe del Nord”, fu un’importante città egizia fino alla fine dell’età tolemaica.

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Una rete di fortificazioni militari dell’Età del Bronzo scoperta in Siria

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Vista, verso Est, del muro settentrionale a Qal’at al-Rahiyya (M.-O. Rousset mission Marges arides)

Un’eccezionale rete militare dell’Età del Bronzo Medio (II millennio a.C.), completa di fortezze e torri, è stata scoperta nel Nord della Siria da missione archeologica franco-siriana.

La struttura, eccezionale per la sua estensione, fu eretta per proteggere le aree urbane e le terre circostanti. È la prima volta che in questo territorio viene scoperto un sistema fortificato così esteso.

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Scoperti oltre 1.000 sigilli romani a Dolico

(Asia Minor Research Centre)

Più di 1.000 sigilli di ceramica romani sono stati scoperti nell’antica Dolico, nel sud della Turchia, da una squadra di ricercatori dell’Università di Münster (Germania). Questi reperti provenienti dall’archivio municipale «gettano luce sul pantheon greco-romano locale, da Zeus ed Era a Giove Dolicheno, che da questo sito è diventato una delle più importanti divinità romane», dice Engelbert Winter, direttore del scavi. «Il fatto che le autorità amministrative abbiano sigillato centinaia di documenti con le immagini di divinità, dimostra la forza delle credenze religiose nella vita quotidiana».

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Un blocco di pietra romano scoperto a Magonza

(Andreas Arnold / picture-alliance / dpa / AP Images / Gtres)

Un imponente blocco di pietra di epoca romana, del I o II secolo d.C., è apparso durante i lavori di costruzione e restauro nel palazzo della Deutschhaus a Magonza (Germania), oggi sede del parlamento statale della Renania-Palatinato.

Il blocco proveniva da un edificio monumentale, ma venne riutilizzato dai Romani per costruire le mura dell’antica città di Mogontiacum. Tra gli altri reperti di valore scoperti, figurano una moneta d’oro romana e altri reperti medievali.

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Scoperte due tombe della XVIII dinastia egizia nella necropoli di Tebe

Pittura murale della Kampp 161 (Hamada Elrasam / AP Photo / Gtres)

Il Ministero egiziano delle Antichità ha annunciato la scoperta di una tomba (Kampp 161) e la riscoperta di un’altra (Kampp 150) nella necropoli di Dra Abu el-Naga, nell’antica città di Tebe.

Entrambe le tombe furono individuate negli anni novanta dall’egittologa tedesca Friederike Kampp. Tuttavia la Kampp 161 non venne mai scavata, mentre della Kampp 150 l’archeologa poté esplorare solo l’ingresso. Le due tombe, risalenti al Nuovo Regno, erano intatte.

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Esposto al pubblico Little Foot, l’hominine più completo al mondo

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Lo scheletro dell’Australopithecus prometheus “Little Foot” in mostra (AP)

Dopo 20 anni di pazienti e attenti scavi, è stato svelato al pubblico lo scheletro dell’hominine più completo al mondo, nonché il più antico mai trovato in Sud Africa – 3,67 milioni di anni fa. Il suo nome è Little Foot (“piccolo piede”) perché la sua scoperta era iniziata con quattro piccole ossa di un piede.

«È uno dei ritrovamenti fossili più straordinari mai fatti nella ricerca delle origini umane. È un privilegio poter rivelare oggi una scoperta di tale importanza», ha detto il paleontologo Ronald J. Clarke, che 20 anni fa ha scoperto lo scheletro.

Little Foot, identificato da Clarke come un Australopithecus prometheus, è ora esposto nell’Istituto di studi evoluzionistici dell’Università di Witwatersrand, a Johannesburg.

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