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La top 10 delle scoperte bibliche del 2019

dicembre 31, 2019

(Shutterstock)

La rivista Live Science ha selezionato le dieci scoperte più importanti dell’anno legate alla Bibbia. Israele e i suoi vicini sono un ricco terreno archeologico. Non passa quasi mai un mese senza che uno scavo non porti un superficie un pezzo della millenaria storia umana. L’anno scorso non ha fatto eccezione: gli archeologi hanno scoperto nuovi mosaici, altari, chiese e villaggi legati agli antichi testi ebraici e biblici. Hanno anche trovato nuovi segreti nei testi stessi. Ecco alcune delle scoperte bibliche più intriganti del 2019.

Di Stephanie Pappas

L’altare di Ataroth

(Adam Bean)

Un altare in pietra scoperto ad Ataroth, in Giordania, è inciso con indizi interessanti riguardo una ribellione di oltre 2.800 anni fa. La ribellione è menzionata nella Bibbia ebraica, che narra di una rivolta del regno di Moab contro il regno di Israele. Secondo il racconto biblico, Moab pagava un tributo a Israele sotto forma di agnelli e lana. Questo accordo frustrò molto il re di Moab, Mesha, che quindi sollevò un esercito contro Israele. Una stele scoperta nel 1868 a Dhiban, in Giordania, riporta che Mesha riuscì a conquistare la città di Ataroth controllata da Israele. L’altare, scavato per la prima volta nel 2010, è stato analizzato e il suo contenuto è stato riportato sulla rivista Levant quest’anno. La sua iscrizione – in parte scritta nella lingua di Moab – conferma che Mesha e il suo esercito conquistarono Ataroth, menzionando il bottino di bronzo proveniente dalla città sconfitta. Un’altra porzione dell’iscrizione descrive 4.000 uomini stranieri “dispersi e abbandonati in gran numero” e menziona una città “desolata”.

La chiesa degli apostoli?

(Zachary Wong)

Una chiesa di epoca bizantina scoperta nel nord di Israele potrebbe essere un luogo di culto perduto da tempo, costruito sopra la casa degli apostoli Pietro e Andrea. La struttura è stata scoperta quest’anno vicino al Mar di Galilea. Risale a circa 1.400 anni fa e conserva ancora i resti di intricati mosaici e marmi scolpiti. I suoi scopritori ritengono che la chiesa potrebbe trovarsi sul sito del villaggio di pescatori ebraico di Betsaida, la città vicino alla quale Gesù effettuò il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci secondo il Vangelo di Luca. In tal caso, la chiesa potrebbe essere la leggendaria “Chiesa degli Apostoli”, costruita per onorare due discepoli originali di Gesù, uno dei quali (Pietro) sarebbe diventato il primo capo della chiesa paleocristiana. L’affermazione, tuttavia, è contestata da altri ricercatori, i quali sostengono di aver scavato Betsaida in un sito vicino chiamato et-Tell (ma anche el-Araj e el-Mesydiah).

L’origine dei Filistei

Due ricercatori scavano un cimitero filisteo ad Ashkelon (Melissa Aja, Leon Levy Expedition to Ashkelon)

Una delle scoperte bibliche più intriganti del 2019 non è avvenuta nelle sabbie del deserto, ma nel DNA di antichi individui sepolti nel primo cimitero filisteo mai scoperto (svelato nel 2016). L’analisi del DNA suggerisce che i Filistei discesero da persone che emigrarono nel Levante (un’area che abbraccia il Mediterraneo orientale) dalla Grecia, dalla Sardegna o dalla penisola iberica circa 3000 anni fa. I filistei sono un popolo più volte menzionato nella Bibbia ebraica e anche negli scritti degli antichi Egizi. Questi testi hanno portato gli archeologi nella città di Ashkelon, in quella che oggi è Israele, dove hanno trovato reperti che ricordano quelli dell’Età del bronzo in Grecia. La nuova analisi genetica consolida questi legami, dimostrando che queste reliquie culturali sono state portate dai migranti nel Levante.

Balak: mito o leggenda?

La stele di Mesha, IX secolo a.C. (Wikimedia Commons)

Ricordate la stele di Dhiban, in Giordania, che raccontava la storia del re Mesha che sconfigge gli israeliti ad Ataroth? Bene, quella stessa stele è stata al centro di un’altra controversia biblica nel 2019: la sua iscrizione conferma forse l’esistenza di un re Moab di nome Balak. Balak viene menzionato nel Libro dei Numeri della Bibbia ebraica, ma non c’è alcuna fonte extra biblica che ne confermi l’esistenza. Quest’anno, i ricercatori dell’Università di Tel Aviv in Israele hanno cercato di decifrare alcune delle parti più difficili da leggere della stele di Mesha (che è rotta e conservata al Louvre in Francia) usando un ricalco della stele fatto prima che si rompesse. Hanno concluso che un frammento conteneva una B, che potrebbe significare Balak… o qualcosa di completamente diverso. «Possiamo leggere una lettera, B, che suppongono possa stare per Balak, anche se mancano le lettere successive», ha detto a Live Science Ronald Hendel, professore di Bibbia ebraica e studi ebraici all’Università della California, Berkeley (non coinvolto nello studio). «È solo una supposizione. Potrebbe essere Bilbo o Barack, per quanto ne sappiamo».

Un villaggio collegato alla crocifissione di Gesù

Gli scavi indicano che queste fortificazioni a Kiriath-jearim furono potenziate circa 2,200 anni fa (The Shmunis Family Excavations at Kiriath-jearim)

Il Vangelo di Luca nel Nuovo Testamento racconta la storia del ritorno di Gesù dopo la crocifissione. Gesù appare a due discepoli sulla strada di Emmaus, che è a 11 chilometri da Gerusalemme. Quest’anno, gli archeologi hanno riferito di aver scoperto Emmaus, sebbene l’identificazione rimanga controversa. Israel Finkelstein, professore emerito presso l’Istituto di archeologia dell’Università di Tel Aviv in Israele, e Thomas Römer, professore di studi biblici al Collège de France, sostengono che il sito archeologico di Kiriath-Jearim (o Qiryat-Yéarim), situato alla giusta distanza dalla Città Vecchia di Gerusalemme, sia in realtà Emmaus. Le fortificazioni scoperte corrispondono a ciò che è noto dai documenti scritti di Emmaus. Ma ci sono altri siti che contendono la vera posizione di Emmaus, quindi non è ancora chiaro se Kiriath-Jearim sia il luogo esatto.

Mosaico miracolato

(University of Haifa)

Un incendio del settimo secolo potrebbe aver distrutto un’elaborata chiesa nell’antica città di Hippos, ma non spazzò via un mosaico raffigurante uno dei miracoli di Gesù. Gli archeologi hanno trovato il mosaico sotto uno strato di ceneri nell’antica chiesa che si affacciava sul Mar di Galilea. Venne costruito nel quinto o sesto secolo. In una sezione il mosaico mostra cinque pagnotte di pane e due pesci, mentre in altre si vedono ceste traboccanti di pagnotte e pesci – un riferimento al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci per 5.000 persone.

Il viale di Ponzio Pilato

L’antica strada di Ponzio Pilato finisce vicino a questa scalinata, all’estremità meridionale del Muro Occidentale (Shutterstock)

Ponzio Pilato passò alla storia biblica come il prefetto romano che supervisionò il processo e la crocifissione di Gesù. Forse sarebbe stato più felice di essere ricordato per le sue opere pubbliche. Gli archeologi hanno scoperto un viale lungo 600 metri costruito da Pilato. La sua costruzione impiegò 10.000 tonnellate di pietra calcarea e probabilmente avrebbe collegato la piscina di Siloam a Gerusalemme al Monte del Tempio, un luogo sacro in cui gli antichi pellegrini ebrei andavano a pregare. L’esistenza della strada potrebbe indicare che Ponzio Pilato non fu così insensibile ai suoi sudditi ebrei come la storia lo ha dipinto: «Non è più possibile vedere questo primo periodo di governo romano in Giudea esclusivamente come caratterizzato da interesse personale e corruzione», hanno scritto gli archeologi dell’Università di Tel Aviv.

Il segreto del Rotolo del Tempio

Il Rotolo del Tempio (The Israel Museum, Jerusalem)

I Rotoli del Mar Morto sono un miracolo archeologico. Pur non essendo altro che pergamena, questi antichi testi sono sopravvissuti per 2000 anni nelle grotte del deserto vicino al sito archeologico di Qumran. Quest’anno, i ricercatori hanno scoperto il segreto per la conservazione di uno dei rotoli più intatti, il Rotolo del Tempio. Questa pergamena è intrisa di minerali salati che non provengono dalla grotta dove è stata trovata; né i minerali sono stati individuati su altri frammenti di pergamena. Il Rotolo del tempio, hanno concluso, potrebbe essere stato deliberatamente conservato con un metodo diverso da quello utilizzato su altri rotoli contemporanei. La preparazione personalizzata di sali potrebbe aver contribuito a mantenere il rotolo in ottime condizioni per migliaia di anni.

Torre di guardia antica

(Valdik Lifshitz)

A maggio, i paracadutisti delle forze di difesa israeliane hanno scoperto le prove delle fortificazioni dei loro antenati: una torre di guardia risalente all’VIII secolo a.C. Secondo il quotidiano Haaretz, i soldati stavano prendendo parte allo scavo all’interno di un programma di conservazione militare. La torre di guardia misurava 5 x 3 m alla base, e in origine avrebbe raggiunto i 2 metri di altezza. Probabilmente era una torre a due piani. Le ceramiche sul sito datano la torre all’epoca di Ezechia, che governò il regno di Giuda a partire dal 715 a.C. circa.

Messaggio in codice nell’epica cristiana

(Gustave Dore, DigitalVision Vectors, Getty)

Il poeta inglese John Milton era noto per aver messo messaggi nascosti nel suo poema epico Paradiso perduto (Paradise Lost). Leggendo le prime lettere di ogni linea di poesie in questo racconto della tentazione di Adamo ed Eva da parte di Satana, era già noto che in alcune sezioni riportavano parole come “Satana” e “Marte”. Quest’anno, una studentessa di nome Miranda Phaal dell’Università di Tufts ha scoperto un paio di questi acrostici, mai notati finora. Nelle sezioni del poema in cui Adamo ed Eva discutono su cosa fare di Satana, Milton aveva scritto FALL e FFAALL. Il primo è probabilmente un riferimento alla caduta di Satana dal cielo, e il secondo è probabilmente un riferimento alla doppia caduta dell’umanità rappresentata da Adamo ed Eva.

Live Science

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