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Scoperte 143 nuove linee di Nazca

dicembre 3, 2019

Geoglifo umanoide, lungo 4 metri, scoperto dall’IBM Watson Machine Learning Community Edition (Università di Yamagata)

Oltre 140 nuovi geoglifi noti come linee di Nazca sono stati trovati nel deserto del sud del Perù. Queste misteriose e antiche figure di uomini, animali e oggetti sarebbero state create tra il 100 a.C. e il 300 d.C. e sono così grandi che molte di loro possono essere identificate solo dal cielo. La scoperta è frutto di uno studio dell’Università giapponese di Yamagata iniziato nel 2004. Tra i geoglifi scoperti uno, di forma umanoide, è stato trovato grazie all’uso di un software dell’IBM.

Un geoglifo umanoide, lungo circa 10 metri (Yamagata University)

Indicazioni stradali e luoghi cerimoniali?

Se lo scopo delle linee dell’antica civiltà di Nazca è ancora oggetto di dibattito, come furono disegnate è ormai noto: «Tutte le figure furono create rimuovendo le pietre nere che ricoprono il terreno, esponendo così la sabbia bianca sottostante», hanno spiegato i ricercatori dell’università giapponese. Alcune teorie hanno addirittura ipotizzato che i geoglifi – alcuni enormi, lunghi centinaia di metri – avessero scopi astronomici o dovessero essere visti dalle divinità nel cielo. Nella nuova ricerca, diretta dall’antropologo e archeologo Masato Sakai, la squadra ha analizzato le immagini satellitari ad alta risoluzione della regione di Nazca, oltre a condurre ricerche sul campo, e ha identificato due tipi principali di geoglifi. I più antichi (dal 100 a.C. al 100 d.C.), del Tipo B, tendono ad essere lunghi meno di 50 metri, mentre i più tardivi (dal 100 al 300 d.C.), di Tipo A, si estendono per più di 50 metri. Il più grande geoglifo scoperto in questo studio misura oltre 100 metri. I ricercatori pensano che i più grandi geoglifi di tipo A, spesso a forma di animali, fossero luoghi cerimoniali si effettuavano rituali quali la distruzione di vasi di ceramica. Al contrario, i più piccoli geoglifi di tipo B erano situati lungo alcuni percorsi e forse il loro scopo era indicare la strada ai viaggiatori, magari verso un grande luogo di tipo A.

Un software per scovarli

Alcune delle linee di tipo B sono davvero molto piccole – la più piccola appena scoperta misura meno di 5 metri – il che rende difficile trovarle, specialmente nell’enorme distesa del deserto di Nazca. A tal fine è iniziata nel 2018 una collaborazione coi ricercatori dell’IBM: le due squadre hanno sviluppato un’intelligenza artificiale di apprendimento profondo, che gira su un sistema di analisi geospaziale chiamato IBM PAIRS Geoscope. Il sistema di apprendimento – IBM Watson Machine Learning Accelerator (WMLA) – ha vagliato enormi quantità di immagini di droni e satelliti, alla ricerca di eventuali segni nascosti relativi alle linee di Nazca. Il sistema ha trovato una corrispondenza: il profilo sbiadito di una piccola figura umanoide di tipo B, su due piedi. Il significato simbolico di questo strano e antico personaggio non è ancora chiaro, tuttavia i ricercatori sottolineano che il geoglifo si trovava vicino a un percorso, quindi magari era uno di quegli indicatori “stradali” ipotizzati. In ogni caso, è un grande risultato l’aver creato un’intelligenza artificiale in grado di scoprire le tracce di un antico e insondabile sistema simbolico. Tutto sommato, il notevole mistero delle linee di Nazca è ancora lungi dall’essere risolto, ma ora che la squadra di Yamagata e dell’IBM hanno dichiarato di continuare a lavorare insieme per individuare altri geoglifi, chissà cosa – o chi – verrà scoperto.

Geoglifi di tipo A (100 – 300 d.C.)

Geoglifo di volatile, lungo circa 100 metri (Università di Yamagata)

(Università di Yamagata)

Geoglifi di tipo B (100 a.C. – 100 d.C.)

Figura umanoide (Università di Yamagata)

(Università di Yamagata)

Serpente a due teste, lungo circa 30 metri (Università di Yamagata)

(Università di Yamagata)

Pesce (Università di Yamagata)

(Università di Yamagata)

Geoglifo umanoide, lungo 4 metri, scoperto dall’IBM Watson Machine Learning Community Edition (Università di Yamagata)

Università di Yamagata

Science Alert

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