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L’ISIS distrugge la facciata del teatro romano e il tetrapilo di Palmira

gennaio 20, 2017
(DigitalGlobe)

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I miliziani dell’ISIS hanno distrutto parte dello storico teatro romano e quasi l’intero tetrapilo nell’antica città di Palmira, in Siria.

Le nuove immagini satellitari confermano le devastazioni, dice una dichiarazione rilasciata oggi dal Direttorato Generale delle Antichità e dei Musei (l’equivalente della nostra Sovraintendenza). «Le immagini mostrano danni significativi al tetrapilo e al teatro romano causati dalle distruzioni dell’ISIS», recita il comunicato.

Non è chiaro quando sia avvenuto il danno, tuttavia le fotografie satellitari erano state fatte tra il 26 dicembre 2016 e il 10 gennaio 2017.

Il tetrapilo sembra essere stato distrutto volontariamente usando esplosivi. Rimangono in piedi due colonne, ma la maggior parte della struttura è gravemente danneggiata, e le macerie sono visibili per terra.

Il teatro ha subito danni alla facciata (scaenae frons), principalmente nell’area del porticus. I detriti sono ancora sparsi al centro della scena.

I siti prima della distruzione (DigitalGlobe)

I siti prima della distruzione (DigitalGlobe)

(DigitalGlobe)

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Il gruppo jihadista aveva preso il controllo di Palmira, un sito UNESCO, nel maggio 2015. Le forze del regime siriano, sostenute dai russi, erano poi riuscite a respingerli dalla città l’anno scorso. Palmira è infine caduta nuovamente sotto l’ISIS a dicembre, e le truppe siriane cacciate da oltre 4.000 militanti.

Omar Albenia, portavoce del consiglio di Palmira e Badia (formato da un gruppo d’opposizione che rappresenta le forze tribali) ha condannato l’atto, e allo stesso tempo ha criticato il regime siriano per aver permesso ai jihadisti di reimpossessarsi della città. «È una grande perdita per la popolazione di Palmira e per ciò che Palmira rappresenta nella storia. È un sito importante che si era conservato molto bene negli anni», ha dichiarato alla CNN. «Noi del consiglio di Palmira e Badia condanniamo questo vigliacco attacco terroristico dell’ISIS, e rimproveriamo anche il regime siriano per quello che sta succedendo a Palmira quando la città è cambiata di mano».

Albenia ha aggiunto che il consiglio era rimasto sorpreso dalla decisione del regime siriano di lasciare Palmira nonostante non fosse stata messa in sicurezza. Ha chiesto come l’esercito siriano sia riuscito a riconquistare Aleppo e non la più piccola città di Palmira.

Anche il direttore generale dell’UNESCO, Irina Bokova, ha condannato l’attacco: «Questa distruzione è un nuovo crimine di guerra e una perdita immensa per il popolo siriano e per l’umanità».

Così si presentava il teatro romano (Valery Sharifulin/Getty)

Così si presentava il teatro romano (Valery Sharifulin/Getty)

(Valery Sharifulin/Getty)

Il tetrapilo (Valery Sharifulin/Getty)

L’agenzia di stato Syrian Arab News Agency (SANA) ha riferito anche che ieri, a Palmira, i miliziani dell’ISIS hanno decapitato 4 persone e sparato ad altre 8 fuori da un museo vicino al sito archeologico. L’ISIS aveva già fatto saltare in aria templi, torri funerarie e l’arco di trionfo, ritenendo i santuari e le statue idolatre. Avevano anche distrutto il Tempio di Bel – il grande santuario degli dèi palmireni – uno degli edifici religiosi più importanti del I secolo d.C. in Oriente.

CNN

SANA

4 commenti leave one →
  1. Liutprand permalink
    gennaio 20, 2017 4:36 pm

    L’esercito siriano, con l’aiuto dei russi, era riuscito, non molto tempo or sono, a scacciare le maledettissime belve ringhiose dell’Isis da Palmira.L’incubo sembrava terminato e invece …

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  2. gennaio 22, 2017 6:43 pm

    Allora, ti dico: io per queste distruzioni della memoria non solo dei contemporanei, ma anche delle generazioni future, vorrei che li prendessero vivi a questi bastardi e, mentre la maggiore parte del popolo li vorrebbe inchiodati su una croce (bel paradosso sarebbe), io non gli torcerei un capello o (se calvi) un baffo o pelo di barba.
    Li condannerei a vita a ricostruire ciò che hanno distruttto: pietra su pietra. E quando dico “a vita”, sono letterale.

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  3. Liutprand permalink
    marzo 25, 2017 7:58 am

    Sì, avevo saputo. L’Isis ha riempito di mine la zona archeologica.

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