Quasi tutti gli esseri umani non africani risalgono alla stessa migrazione

Eske Willerslev (a sinistra) incontra gli anziani aborigeni durante la sua ricerca (Science)
Eske Willerslev (a sinistra) incontra gli anziani aborigeni durante la sua ricerca (Preben Hjort, Mayday Film)

Tre nuovi studi genomici hanno delineato un preciso quadro su come gli esseri umani si diffusero sul pianeta.

Dall’Africa, la culla dell’Homo Sapiens, gli uomini probabilmente migrarono più volte in diverse ondate, ma fu soltanto una la migrazione da cui tutti gli euroasiatici viventi oggi discendono: avvenne tra i 50.000 e i 60.000 anni fa, e ci ha dato più del 90% della nostra ascendenza.

Le ricerche sottolineano inoltre la grande particolarità degli aborigeni australiani: sono loro il popolo geneticamente più antico della Terra, praticamente immutato da circa 50.000 anni. Non a caso l’Autralia conserva alcune delle testimonianze più antiche dell’Homo Sapiens al di fuori dell’Africa.

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Trovate quattro monete Romane in un castello medievale in Giappone

(Uruma Board of Education)
Il dritto della moneta romana (Uruma Board of Education)

Quando l’archeologo Hiroyuki Miyagi aveva sentito che erano state scoperte delle monete Romane e Ottomane tra le rovine di un vecchio castello di Okinawa, in Giappone, all’inizio aveva pensato a una bufala.

«Non riuscivo a credere che avessero trovato delle monete dell’Impero romano nel castello di Kasturen», ha dichiarato Miyagi, che lavora presso l’Università Internazionale di Okinawa, alla CNN. «Ho pensato che fossero delle repliche lasciate dai turisti».

E invece le monete erano vere. È la prima volta che tali oggetti vengono scoperti in Giappone.

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Le ultime ricerche su Ötzi: una morte inaspettata, i contatti con la Toscana e una voce profonda

La mummia nel luogo di ritrovamento (Paul Hanny)
La mummia nel luogo di ritrovamento (Paul Hanny)

In occasione dei 25 anni dal suo ritrovamento, a Bolzano è stato dedicato un congresso internazionale – dal 19 al 21 settembre – a Ötzi, la famosa Mummia del Similaun, durante il quale sono stati presentati delle nuove ricerche a lui dedicate.

Tra i principali risultati scientifici, è stato scoperto che il rame con cui è stata costruita l’ascia che portava con se potrebbe non provenire dalle Alpi, come ritenuto finora, ma dai giacimenti della Toscana meridionale. Ötzi inoltre non si dedicava alla lavorazione del rame, come invece avevano fatto pensare le tracce di arsenico e rame trovate nei suoi capelli. E il suo assassinio potrebbe essere legato ad una situazione di conflitto accaduta qualche giorno prima della sua morte.

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Scoperta una rara moneta d’oro romana con l’immagine di Nerone

Una squadra di archeologi americani ha scoperto un aureo, una preziosa moneta d’oro all’epoca dei Romani. Porta l’immagine dell’imperatore Nerone, ed è stata trovata vicino alle rovine di una villa del I secolo sul Monte Sion, a Gerusalemme in Israele. «La moneta è eccezionale, perché è la prima volta che una moneta di questo tipo viene rinvenuta a Gerusalemme in uno scavo scientifico. Di solito, … Continua a leggere Scoperta una rara moneta d’oro romana con l’immagine di Nerone

Come i gatti hanno conquistato il mondo (e alcune navi vichinghe)

Un gatto mummificato dell'Antico Egitto
Un gatto mummificato dell’Antico Egitto

Migliaia di anni prima che i gatti arrivassero a dominare internet, si erano diffusi nell’antica Eurasia e in Africa, portati dai primi agricoltori, dai marinai e persino dai Vichinghi.

La ricerca, riportata dalla rivista scientifica Nature, è stata presentata a una conferenza lo scorso 15 settembre.

È il primo studio su larga scala mai effettuato sul DNA antico dei gatti. Per farlo, gli studiosi hanno sequenziato il DNA di oltre 200 gatti vissuti tra i 15.000 anni fa e il XVIII secolo d.C.

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Trovato uno scheletro umano sul relitto di Antikythera

Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)
Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Una squadra internazionale di ricercatori ha scoperto uno scheletro umano durante gli scavi del famoso relitto di Anticitera. La buona condizione dei resti scheletrici dell’uomo potrebbe fornire la prima traccia di DNA recuperata da una nave affondata nell’antichità.

I subacquei hanno scoperto i resti scheletrici dell’uomo, forse un membro dell’equipaggio, il 31 agosto. È qui, nel Mar Egeo, vicino all’isola greca di Anticitera, che è stato trovato il misterioso meccanismo, un avanzatissimo calcolatore astronomico. Il naufragio della nave, forse una nave greca mercantile, sarebbe avvenuto nel I secolo a.C.

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Ritrovata la HMS Terror, l’altra nave della spedizione perduta di Franklin

Il ponte della HMS Terror (Arctic Research Foundation)
Il ponte della HMS Terror (Arctic Research Foundation)

La nave perduta dell’esploratore britannico Sir John Franklin, la HMS Terror, è stata trovata in ottime condizioni sul fondo di una baia del Mar Artico, una scoperta che mette in discussione la storia di uno dei più profondi misteri della spedizione polare.

Il 12 settembre del 1846 la HMS Terror e la nave ammiraglia di Franklin, la HMS Erebus (trovata nel 2014), furono abbandonate tra i ghiacci nel corso della sfortunata spedizione per cercare il Passaggio a Nord Ovest.

Tutti i 129 uomini della spedizione Franklin morirono, fu il più grande disastro nella lunga storia delle spedizioni polari della Royal Navy. Le ricerche di soccorso continuarono per 11 anni senza trovare tracce, e il destino di quegli uomini rimase un enigma che interessò generazioni di storici, archeologi e avventurieri.

Ora il mistero sembra essere stato risolto, grazie a una missione di intrepidi esploratori e all’improbabile consiglio di un Inuit.

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Scoperta a Çatalhöyük una eccezionale statuetta femminile neolitica

La statuetta rinvenuta (Catalhoyuk Research Project)
La statuetta rinvenuta (Catalhoyuk Research Project)

Nel sito neolitico di Çatalhöyük, in Turchia, gli archeologi hanno portato alla luce una “eccezionale” statuetta femminile, perfettamente conservata. Misura 17 cm e pesa un chilo. Secondo il Ministero della Cultura e del Turismo turco, risale al 8.000 – 5.500 a.C. circa.

La statuetta di marmo farebbe parte di una deposizione rituale. È stata scoperta da un team internazionale di archeologi diretti dal professor Ian Hodder, antropologo presso l’Università statunitense di Stanford.

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Scoperte due statue di Afrodite a Petra

Le due statue di Afrodite (Tom Parker)
Le due statue di Afrodite (Tom Parker)

Due statue di marmo che rappresentano Afrodite/Venere, la dea dell’amore, della bellezza e della fertilità, sono state recentemente trovate a Petra, in Giordania.

Le statue risalgono al II secolo d.C. e sono quasi intatte e molto ben conservate, con ancora delle tracce di pittura visibili. Sono state scoperte dagli archeologi americani in collaborazione con il Dipartimento delle Antichità della Giordania.

Scolpite in stile chiaramente romano, le statue testimoniano l’influenza di Roma sulla cultura locale di Petra, in seguito all’annessione del 106 d.C. della Nabatea – il preesistente regno arabico.

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Scoperto il nome della dea Uni in un tempio etrusco

(Mugello Valley Project)
(Mugello Valley Project)

In una rarissima iscrizione trovata sul muro di un antico tempio etrusco, gli archeologi hanno scoperto il nome di Uni, la suprema dea del Pantheon etrusco.

La scoperta indica che Uni, una divinità della fertilità e forse una dea madre in questo luogo, potrebbe essere stata la dea venerata nel santuario di Poggio Colla, un insediamento chiave della civiltà etrusca.

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