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Gli errori del film ‘Pompei’

marzo 20, 2014
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Il nuovo film in 3D su Pompei, uscito a inizio anno al cinema, ci ha mostrato una delle peggiori catastrofi della storia: l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che seppellì la città e i suoi abitanti sotto una montagna di cenere vulcanica.

Ma quanto di quello visto è realmente accaduto?

“Ovviamente è un film, non un documentario”, dice il regista Paul Anderson, “ma la storia di Pompei è così notevole che non c’è bisogno di abbellirla”.

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L’eruzione

Il regista ha catturato la sequenza di eventi – terremoto, seguito da esplosioni e poi nubi di ceneri – abbastanza bene, dice Rosaly Lopes, vulcanologa della NASA (non coinvolta nel film). “Non è che il vulcano esplose all’improvviso e morirono tutti”.

Sebbene le fonti suggeriscano che molte persone riuscirono a scappare prima della distruzione, la maggior parte dei morti vennero probabilmente uccisi dal caldo del flusso piroclastico. La pioggia seppellì i corpi, che poi si decomposero e lasciarono i calchi. Quando gli archeologi scavarono Pompei, riempirono questi calchi con del gesso per produrre i famosi stampi delle persone ‘congelate’ mentre morivano.

I personaggi

I personaggi nel film si basano su alcuni di questi calchi. Gli amanti nel film si ispirano al calco di due persone che si abbracciano (anche se in verità la coppia potrebbe essersi abbracciata per il terrore piuttosto che per amore), e il personaggio del gladiatore africano si è basato sul calco di un grande uomo che potrebbe essere arrivato dal Nord Africa.

Anderson si è preso però alcune licenze artistiche.

Palle di fuoco

Il film mostra bombe di lava che piovono sulla città, ma “quel tipo di eruzione non aveva bombe di lava”, dice Lopes. Se ci fosse stata, i danni alla città sarebbero stati evidenti.

Il film raffigura anche un grande tsunami che si solleva sul porto, trasportando una nave nelle strade sopra un fiume d’acqua. Gli studi indicano che potrebbe esserci stato un piccolo tsunami, spiega Lopes, ma non ci sono prove che fosse così potente.

La città

La rappresentazione di Pompei è di grande effetto, secondo Sarah Yeomans, archeologa all’University of Southern California (non coinvolta nel film). Come il film fa vedere, Pompei era abitata dall’élite romana, e i giochi gladiatori erano diffusi.

Gli autori del film hanno usato il lidar (una tecnologia laser per rilevazioni a distanza) per ricreare la topografia della città. Le foto aeree di Pompei erano vere fotografie dall’elicottero con della grafica computerizzata proiettata sopra, dice Anderson.

Edifici, strade e oggetti nel mercato si basano anch’essi su quelli veramente conservati nella cenere, mentre i vestiti dei personaggi riprendono quelli dei dipinti e dei mosaici.

“Penso che Anderson abbia fatto un buon lavoro avvicinandosi a come sarebbe stata la città”, afferma Yeomans, facendo notare l’attenzione per i dettagli come le pietre rialzate nelle strade o i graffiti politici sugli edifici. L’anfiteatro dove hanno luogo le scene coi gladiatori è anch’esso fatto bene.

Le donne

Tuttavia, il film si discosta dalla documentazione storica nella sua raffigurazione delle donne. “Le donne di ceto elevato non avrebbero gironzolato per le strade da sole, e certamente non sarebbero state coinvolte nelle attività politiche”, dice Yeomans, “né avrebbero avuto le braccia nude o gli spacchi sugli abiti”.

Comunque, il film ha ragionevolmente dipinto le tensioni tra i cittadini di Pompei e il governo romano. Roma aveva annesso Pompei nel I secolo a.C., e i resoconti scritti suggeriscono che le tensioni persistettero fino all’epoca dell’eruzione.

Un’altra Pompei?

Se Anderson ha un messaggio per il pubblico, è che eventi come Pompei potrebbero succedere ancora.

Il regista crede che il film sia importante per tutti noi: “Parla molto della hýbris della condizione umana”, dice.

Eruzioni come quella di Pompei sono successe più volte nella storia, come nel 1883 a Krakata o nel 1980 a Mount St. Helens. Il Vesuvio eruttò ancora nel 1631, uccidendo almeno 3.000 persone, e oggi più di un milione di pesone vivono nelle vicinanze del vulcano.

Sebbene si tratti di un film, esso umanizza il disastro in un modo che i resoconti storici non fanno, dice Yeomans: “Quando ti lasci andare e guardi il film, crei una connessione umana con quelle che erano persone reali durante una tragedia reale”.

LiveScience

Huffington Post

One Comment leave one →
  1. robi79 permalink
    aprile 20, 2016 8:28 am

    bella analisi!

    Mi piace

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