I magazzini navali al Wadi Gawasis e la Terra di Punt
Gli scavi al Wadi Gawasis, in Egitto, condotti dall’archeologa Kathryn Bard (Università di Boston) e dall’italiano Rodolfo Fattovich (Università l’Orientale di Napoli) continuano a portare alla luce nuove testimonianze archeologiche dei viaggi egizi verso la Terra di Punt.
Dal 2004, la spedizione ha cominciato a scoprire una serie di grotte sotterranee scavate dall’uomo, dei magazzini collegati tra di loro dove sono stati trovati pezzi di navi, ancore e anche i resti di una fune.

Parte di una nave scoperta a Wadi Gawasis (C. Ward - U. of Naples L Orientale / Boston U. Wadi Gawasis Proj.)

Frammenti di legno datati all inizio della XII dinastia (U. of Naples L Orientale / Boston U. Wadi Gawasis Proj.)
Lo scorso 29 dicembre è stata localizzata l’ottava grotta, forse risalente a più di 4000 anni, al cui interno sono stati rinvenuti altre parti di navi, giare e geroglifici.
Secondo una teoria basata su dati archelogici, gli Egizi costruivano le loro navi sulle rive del Nilo, vicino all’antica Gebtu (odierna Qift), utilizzando del legname proveniente dalle montagne del Libano.
“Le navi venivano smontate e trasportate, con tutte le vettovaglie, attraverso il deserto sul dorso degli asini, un viaggio di 10 giorni” per raggiungere il Wadi Gawasis, dice Bard. All’epoca questo sito dava su una laguna dove i resti del porto sono ancora visibili con le immagini satellitari. Da qui partivano i viaggi verso la terra di Punt, così costosi e impegnativi (probabilmente coinvolgevano migliaia di lavoratori, scribi, quartiermastri, marinai e animali da soma) che verosimilmente ne venivano fatti poche volte al secolo.

L iscrizione su questa stele rinvenuta al Wadi Gawasis menziona due spedizioni a Punt e Bia-Punt durante il regno di Amenemhat III, della XII dinastia (ajaonline.org)
Ad oggi, l’esatta localizzazione della terra di Punt rimane un mistero.
Fonte: The Boston Globe.




