Scavato un palazzo o un tempio Idumeo in Israele

(Clara Amit, Israel Antiquities Authority)

Un raro palazzo o tempio del popolo degli Idumei, uno dei pochissimi ancora esistenti, è stato portato alla luce nel sito di Horvat ‘Amuda, in Israele. Le immagini aeree di un drone avevano infatti indicato i possibili resti di un edificio di epoca ellenistica, durante una ricerca nell’area compresa tra i siti di Beit Guvrin-Maresha e Amatzia.

«Questa tecnologia ci ha aiutato a scegliere dove concentrare gli scavi e, in effetti, è emersa molto rapidamente una scoperta unica», hanno dichiarato i direttori degli scavi, Oren Gutfeld (Università Ebraica di Gerusalemme), e Pablo Betzer e Michal Haber dell’Autorità per le Antichità di Israele (IAA).

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Tracce tossiche di antimonio nelle acque di Pompei

antimonio pompei
Condutture del sistema idrico romano (Photo by PHAS/UIG via Getty Images)

Una squadra di scienziati ha scoperto livelli altamente tossici di antimonio nel frammento di un tubo di piombo in una casa di Pompei. Le conseguenze sono ancora da dimostrare ma potenzialmente erano gravi: intossicazione da antimonio, diarrea, vomito, disidratazione e, col tempo, danni al fegato e ai reni.

Pompei avrebbe pure avuto la sfortuna di trovarsi vicino al Vesuvio, dato che l’antimonio si trova in maggiori quantità nelle acque sotterranee vicine ai vulcani.

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Il primo ginnasio ellenistico in Egitto scoperto a Philoteris

(Ministry of Antiquities, Egypt)

Una missione archeologica tedesco-egiziana ha scoperto il primo ginnasio ellenistico conosciuto in Egitto. Gli scavi hanno portato alla luce una pista da corsa e una palestra, oltre a giardini e altri luogi di ritrovo.

L’edificio si trovava nell’antico villaggio di Philoteris, odierna Medinat Watfa, a nord-ovest dell’oasi del Fayyum. Philoteris venne fondata nel III secolo a.C. dal macedone Tolomeo II, faraone d’Egitto, il quale le diede il nome di sua sorella Filotera.

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90 cavalli e 4 carri dell’antico stato di Zheng scavati in Cina

(Xiao Yu / Imaginechina via AP Images / Gtres)

In Cina, vicino alla città di Xinzheng, è stata scavata un’enorme fossa contenente 90 scheletri di cavalli e 4 carri. Appartenevano probabilmente a un nobile di Zheng, un antico stato vassallo della dinastia Zhou esistito durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni (VIII – V secolo a.C.) e il Periodo dei Regni Combattenti (V – III secolo a.C.).

Il più grande dei carri era decorato con oggetti di bronzo e ossa. I cavalli sarebbero stati sacrificati, posti nella fossa e poi ricoperti coi pezzi dei carri smantellati.

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Una straordinaria pietra minoica nella tomba del guerriero di Pilo

L’agata del combattimento di Pilo (CreditJeff Vanderpool/University of Cincinnati)

Il restauro di un oggetto scavato nella tomba del cosiddetto Guerriero del Grifone, nel sito di Pilo in Grecia, ha rivelato una pietra di agata finemente scolpita. Reca l’immagine di un combattimento tra un guerriero che trafigge un nemico con la spada, mentre un terzo giace a terra già sconfitto.

Gli archeologi Jack L. Davis e Sharon R. Stocker dell’Università di Cincinnati dicono che la pietra sia un capolavoro probabilmente importato dai Minoici dell’isola di Creta. L’uomo sepolto potrebbe essere stato un capo locale minoico, oppure un miceneo influenzato dalla cultura minoica, vissuto intorno al 1450 a.C.

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Zahi Hawass: «Lo spazio vuoto dentro la Grande Piramide non è una nuova scoperta»

Zahi Hawass

La cavità che gli scienziati di ScanPyramids hanno rilevato dentro la Piramide di Cheope “non è una nuova scoperta”, ha dichiarato il famoso egittologo Zahi Hawass, ex Ministro delle Antichità.

Secondo Hawass la piramide è piena di buchi già noti, e comunque non è corretto parlare di nuovi passaggi o camere segrete, ma solo di anomalie o cavità.

«Non è chiaro cosa ci sia all’interno di quello spazio, a cosa servisse, o se si tratti di uno o di più spazi», ha dichiarato Hawass, oggi a capo proprio del comitato scientifico che supervisiona il progetto ScanPyramids per conto del Ministero egiziano delle Antichità.

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I raggi cosmici rivelano un possibile spazio vuoto nella Grande Piramide di Giza

(ScanPyramids mission)

Una squadra di fisici ha utilizzato i raggi cosmici per rivelare una grande spazio vuoto di 30 metri all’interno della Piramide di Cheope, in Egitto. Come scritto dagli stessi ricercatori sulla rivista Nature, NON si parla di una stanza segreta, ma di un generico spazio le cui forma e dimensione non sono state ancora definite.

Diversi egittologi si sono inoltre dimostrati critici sui risultati dello studio: «Non c’è alcuna possibilità di trovare una camera nascosta» afferma Aidan Dodson, egittologo dell’Università di Bristol. Ancora più duro Zahi Hawass, famoso egittologo ed ex ministro egiziano dell’antichità: «È chiarissimo che il vuoto che hanno scoperto non significhi niente. Ci sono molti vuoti nella piramide per motivi di costruzione».

Tuttavia gli esperti sperano di scoprire nuovi, preziosi dettagli per quanto riguarda la costruzione della piramide. La Grande Piramide sarebbe stata costruita dal faraone Cheope, re dal 2509 al 2483 a.C. È la più grande delle piramidi egizie e l’unica meraviglia del mondo antico sopravvissuta. Non si trovavano nuovi spazi o passaggi dentro la piramide sin dall’Ottocento.

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Scoperte in Iraq 93 tavolette cuneiformi dell’Impero assiro

(Peter Pfälzner, University of Tübingen)

Gli archeologi dell’Università di Tubinga (Germania) hanno fatto un ritrovamento sensazionale in Kurdistan, nel nord dell’Iraq: un archivio di 93 tavolette di argilla cuneiformi risalenti al 1250 a.C. – all’epoca del Medio Impero assiro.

Sessanta tavolette furono poste in un recipiente di ceramica, probabilmente nascosto dopo la distruzione di un edificio adiacente. «Forse le informazioni contenute dovevano essere protette e conservate per i posteri», dice il direttore della missione archeologica Peter Pfälzner.

Cosa ci sia scritto su queste tavolette per ora è un mistero, ma una prima decifrazione ha scoperto il nome di un tempio dedicato a Gula, dea della medicina.

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Scavate 15 tombe merovingie con cavalli, guerrieri e una donna

(ZB)

Una spada, una lancia e gioielli di cristallo e di bronzo sono alcune delle scoperte fatte in un cimitero medievale a Theißen, frazione del comune di Zeitz, in Germania.

Nelle 15 tombe di epoca merovingia, gli archeologi hanno portato alla luce i resti di cavalli, guerrieri, e soprattutto di una giovane donna trafitta al petto da una barra di ferro.

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Scoperta la cima di un obelisco della regina egizia Ankhesenpepi II

(Ministry of Antiquities, Egypt)

La parte superiore di un obelisco è stata scoperta in Egitto da una missione archeologica svizzera-francese, nel complesso funerario della regina Ankhesenpepi II (2332-2287 a.C.), all’interno della necropoli di Saqqara.

È il più grande frammento di obelisco dell’Antico regno mai trovato finora. La forma del pyramidion (la cuspide piramidale) indica che in origine fosse ricoperto da lastre di metallo, probabilmente rame o lamine d’oro, così da far brillare l’obelisco alla luce del Sole.

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Statue e un disco di bronzo nel relitto di Antikythera

(Brett Seymour/EUA/ARGO 2017)

Gli archeologi marini hanno recuperato nuovi preziosi reperti nell’antico relitto di Anticitera. Tra questi vi sono pezzi di statue di bronzo e di marmo, il coperchio di un sarcofago e un misterioso disco di bronzo decorato con un toro.

I manufatti erano intrappolati sotto alcuni massi in una parte inesplorata del mare davanti all’isola di Anticitera, in Grecia. I ricercatori pensano che gran parte di almeno sette statue siano ancora sepolte nelle vicinanze.

Il relitto è famoso in tutto il mondo per il ritrovamento del meccanismo di Anticitera: un complesso dispositivo di bronzo in grado di predire le eclissi e di mostrare i movimenti di Sole, Luna e pianeti.

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Sacrifici umani e la tomba di un orafo Sican scoperti in Perù

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Brocca di tipo Huaco Rey (Go Matsumoto, Yamagata University)

La squadra diretta dall’archeologo giapponese Go Matsumoto ha scoperto in Perù i resti di almeno nove individui, probabilmente sacrificati, e la tomba di un orafo con ancora all’interno ben 24 brocche funerarie.

Tutti gli individui appartenevano alla cultura Lambayeque (o Sicán), e sono stati datati tra il 950 e il 1100 d.C. circa. Si trovavano in punti diversi nel Complesso Archeologico di Sicán, presso il Santuario Storico del Bosco di Pómac, sulla costa settentrionale del Perù.

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