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Due busti Romani a Scythopolis

gennaio 2, 2019

(Eitan Klein, Israel Antiquities Authority)

Due busti in pietra calcarea sono stati casualmente scoperti da una donna vicino alla città di Beit She’an, in Israele. Risalgono alla fine del periodo romano (III-IV secolo d.C.) e mostrano due uomini, le cui sepolture potrebbero essere nelle vicinanze. Qui sorgeva l’antica Scythopolis, una delle dieci città di cultura greco-romana della Decapoli.

I due busti scoperti (Eitan Klein, Israel Antiquities Authority)

Lo scorso dicembre, durante una passeggiata, una donna israeliana aveva individuato qualcosa di curioso che spuntava da terra. Avvisata l’Unità per la Prevenzione dei Furti dell’Autorità Israeliana per le Antichità (ATPU), gli archeologi si erano recati sul posto per indagare. L’oggetto di pietra si è rivelato essere la testa di una statua, e accanto ve ne era una seconda. «Sembra che i busti siano stati scoperti dopo le piogge torrenziali di dicembre», ha detto Nir Distelfeld, ispettore dell’ATPU.

Le sculture risalgono al periodo tardo romano (III-IV secolo d.C.) e sono fatte di pietra calcarea locale. Secondo il dott. Eitan Klein, vicedirettore dell’ATPU, entrambi i busti “mostrano caratteristiche del viso, pettinature e dettagli di abbigliamento unici. Sembra che almeno uno di essi raffiguri un uomo barbuto. Simili busti sono stati trovati in passato nella zona di Beth She’an e nel nord della Giordania, ma ognuno è diverso, e questa è l’importanza di tali ritrovamenti». Gli archeologi credono che i busti raffigurino le persone sepolte nelle vicinanze, immortalando l’immagine del defunto nella pietra. Klein ha anche osservato che i busti sono stati realizzati in uno stile orientale, “il che dimostra che alla fine del periodo romano l’uso dell’arte classica si era attenuato, lasciando spazio alle tendenze locali”.

Entrambi i busti sono stati portati in laboratorio per lo studio e la conservazione. Nir Distelfeld ha incoraggiato la popolazione locale a segnalare qualsiasi scoperta, in modo che possa essere protetta e studiata: «È importante sottolineare che le piogge torrenziali invernali potrebbero portare alla luce altri reperti, quindi chiediamo alle persone di informarci». Grazie a una legge approvata nel 1987, tutte le antichità scoperte in Israele appartengono allo stato ed è un reato tenerne o venderne una. La donna che ha scoperto i busti riceverà un “Certificato di buona cittadinanza” da parte dell’IAA.

Nir Distelfeld (Eitan Klein, Israel Antiquities Authority)

(Argita German-Levanon, the National Laboratory for Documentation and Digital Research in Archaeology, Israel Antiquities Authority)

Autorità Israeliana per le Antichità

The Jerusalem Post

National Geographic

2 commenti leave one →
  1. Marco Bacchi permalink
    gennaio 3, 2019 11:03 am

    Eccellente pensare che finalmente la coscienza popolare si avvicina al sentire comune della conservazione della propria memoria storica.

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  2. Enzo permalink
    gennaio 4, 2019 8:50 am

    “Certificato di buona cittadinanza”…
    Manco una mancetta!

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