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Una sepoltura Subeixi con un ‘sudario’ di cannabis

ottobre 25, 2016
(Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

(Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

Circa 2.500 anni fa, nel nord-ovest della Cina un uomo venne sepolto in una elaborata tomba, e il suo petto fu ricoperto con un sudario fatto di 13 piante di canapa.

La tomba è una delle poche privilegiate, nel centro del continente euroasiatico, nel quale c’era la cannabis. Questa in particolare getta nuova luce su come la popolazione preistorica della regione usasse questa pianta nei rituali.

“Una notevole scoperta archeobotanica”, avvenuta perché gli abitanti moderni avevano paradossalmente deciso di costruire un nuovo cimitero.

(Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

(Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

Nella tomba vi erano archi, frecce e i resti di animali addomesticati, tra cui capre, pecore e un teschio di cavallo – indice che questa popolazione praticasse sia la caccia sia l’allevamento.

Il cimitero apparteneva probabilmente alla cultura Subeixi (nota anche come Gushi), a giudicare dalle analisi del vasellame di terracotta. I Subeixi furono il primo popolo conosciuto a vivere nell’arido bacino di Turpan (o depressione di Turfan), 3.000 anni fa circa.

Un sudario di cannabis

In tutto, gli archeologi hanno trovato 240 tombe antiche. L’uomo con la canapa (tomba M231) era un uomo caucasico, morto a 35 anni circa. I suoi resti giacevano su un letto composto da stecche di legno, mentre la sua testa riposava su un cuscino di cannucce di palude. Numerosi erano anche i vasi di terracotta.

Più sorprendente sono però le «13 piante femminile di cannabis quasi intere, poste in diagonale sul corpo del defunto come un sudario, con le radici e le parti inferiori delle piante raggruppate insieme sotto il bacino», scrivono i ricercatori sulla rivista Economic Botany.

La tomba risale tra i 2.400 e i 2.800 anni fa, stando alla datazione al radiocarbonio, eppure le piante sono rimaste intatte grazie al clima asciutto della regione. Ci sono anni in cui neanche piove. Ma i depositi dei fiumi (come sabbia e ciottoli) e i resti di piante acquatiche (equiseti e canne) indicano che all’epoca qui vicino scorreva un fiume.

(A) La M231. (B) Primo piano della pianta di cannabis. (C) Disegno della sepoltura con: vasellame intatto (1 - 4); vasellame rotto (5 - 7); piante di cannabis (8); frammenti del cuscino (9); erbe selvatiche (10). (D) Il letto di legno e il cuscino di canne. (Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

(A) La M231.
(B) Primo piano delle piante di cannabis.
(C) Disegno della sepoltura con: vasellame intatto (1 – 4); vasellame rotto (5 – 7); piante di cannabis (8); frammenti del cuscino (9); erbe selvatiche (10).
(D) Il letto di legno e il cuscino di canne.
(Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

Tombe invase da erbe acquatiche

Difficilmente la M231 è l’unica sepoltura contenente cannabis. Il bacino di Turpan conserva un altro cimitero Subeixi chiamato cimitero di Yanghai, che risale anch’esso al I millennio a.C. Una delle sue sepolture aveva per esempio una grande scorta di fiori di cannabis in un cesto di cuoio e in una scodella di legno, proprio accanto al cadevere di un uomo.

La tomba non aveva alcuna traccia di vestiti o corde di canapa. Piuttosto, i grossi semi della pianta e l’alta presenza di cannabinolo suggeriscono che la cannabis fosse usata come sostanza attiva.

Un’altra tomba di Yanghai conteneva teste di fiori di cannabis, segno forse di un uso a scopi medicinali.

Anche in Siberia

Anche nel sud della Siberia, nelle sepolture della cultura di Pazyryk, sono state rinvenute tracce di cannabis, “usata per scopi rituali se non addirittura come psicoattivo”, scrivono i ricercatori. In un’altra sepoltura sui Monti Altai, sempre della cultura Pazyryk, la cannabis rinvenuta venne forse utilizzata dalla donna (morta di cancro ai seni) per fronteggiare i sintomi.

«Apparentemente – scrivono gli studiosi – la cannabis medicinale (e forse spirituale, o almeno rituale) era largamente usata dai popoli nel centro dell’Eurasia durante il I millennio a.C.».

Le piante nella M231 (Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

Le piante nella M231 erano lunghe dai 49 ai 90 cm e arrivavano fino al mento dell’uomo. I frutti non maturi indicano che la pianta venne estirpata alla fine dell’estate, e dunque la sepoltura sarebbe avvenuta verosimilmente alla fine di agosto o inizio settembre (Hongen Jiang et al. Economic Botany. 2016)

Live Science

Economic Botany

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  1. ottobre 25, 2016 12:11 pm

    L’ha ribloggato su phehinothatemiyeyelo – Vento nei Capellie ha commentato:
    Davvero interessante,ma attenti:non giustifica l’uso delle canne!!!

    Mi piace

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