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Le ossa nella cattedrale di Aquisgrana sono di Carlo Magno

febbraio 26, 2014

Le ossa contenute nello scrigno d’oro di Carlo Magno, nella cattedrale di Aquisgrana in Germania, appartengono probabilmente al re guerriero, dicono gli scienziati svizzeri e tedeschi che hanno studiato i suoi resti per 26 anni.

“Potrebbe sembrare una conclusione ovvia ma non lo è. Carlo Magno è stato esumato e seppellito molte volte con parti del suo corpo portate via come reliquie, perciò identificare il suo scheletro non è un compito facile”, spiega Frank Rühli, a capo del Centro per la Medicina Evolutiva dell’Università di Zurigo.

(Frank Rühli)

(Frank Rühli)

“Le ossa sembrano appartenere a un singolo individuo, un uomo anziano e piuttosto alto. Questo combacia con le descrizioni contemporanee di Carlo Magno”, spiega Rühli.

Carlo Magno riuscì a forgiare il primo impero in Europa dopo la caduto dell’Impero Romano. Morì, forse di pleurite, dopo aver regnato come imperatore per soli 13 anni. Sepolto nella cattedrale tedesca il giorno stesso della sua morte, il 18 gennaio 814, il padre dell’Europa non riposò veramente in pace.

(wikimedia)

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La sua tomba venne aperta una prima volta dall’imperatore Ottone III nell’anno 1000. Secondo i cronisti dell’epoca, come Ottone entrò nella cripta, venne colpito dalla visione di Carlo Magno seduto su un trono di marmo, vestito con gli abiti imperiali, con la sua corona in testa, con i Vangeli aperti in grembo e lo scettro in mano.

“Non aveva perduto nessuna delle sue membra, a parte solo la punta del naso. L’imperatore Ottone lo rimpiazzò con dell’oro, prese un dente dalla bocca di Carlo Magno, murò l’ingresso alla camera e si ritirò”, scrissero nel 1026 nelle Cronache di Novalesa.

(wikimedia)

Il trono di Carlo Magno (wikimedia)

Nel 1165, l’imperatore Federico Barbarossa riaprì la cripta, mostrò i resti come reliquie sacre e poi seppellì le spoglie in un sarcofago di marmo sotto il pavimento della cattedrale.

(wikimedia)

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Cinquant’anni più tardi, Federico II fece trasferire le sue ossa in uno scrigno d’oro e d’argento.

Il Karlsschrein (wikimedia)

Il Karlsschrein (wikimedia)

Nel 1349, alcune delle ossa di Carlo Magno furono rimosse e tenute come reliquie dall’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV. Dopo cinque indisturbati secoli, il fondatore del Sacro Romano Impero venne esumato di nuovo nel 1861 per scopi di ricerca.

Ricostruendo i resti scheletrici, gli scienziati sono giunti a capire cosa possa celarsi dietro i nomi dell’imperatore: Carlo Magno o Carolus Magnus (cioè “Carlo il Grande”). Il suo scheletro suggerisce che fosse sorprendentemente alto per la sua epoca.

Nel 1988, gli scienziati avevano aperto segretamente il suo sarcofago una nuova volta per rivelare le 94 ossa e frammenti di ossa. I ricercatori avevano anche scoperto ossa in un busto reliquiario dorato che sono ritenute appartenere all’imperatore.

(Charlemagne)

(Charlemagne)

Infine , nel 2010, le autorità ecclesiastiche hanno consegnato a Rühli e colleghi la tibia sinistra a scopo di ricerca.

I raggi X e le TC hanno confermato che Carlo Magno fosse proprio un uomo alto: misurava circa 1 metro e 84. “Doveva sovrastare il 98% delle persone dell’epoca”, dice Rühli.

Curiosamente, il padre di Carlo, Pipino il Breve, era alto solo 1 metro e mezzo.

Esaminando l’osso, Rühli e il suo collega australiano Maciej Henneberg hanno scoperto che Carlo potrebbe essere stato magro. Inoltre, nessuna malattia grave è stata rilevata nelle ossa.

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9 commenti leave one →
  1. Luciano permalink
    marzo 7, 2014 11:59 pm

    Mi sembra che restino dei dubbi sulla vera identità dei resti e mi domando…perché non hanno controllato il DNA con i resti dei quattro o cinque Carolingi sepolti in Saint Denis?
    Forse mi sfugge qualcosa…

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  2. Simonetta permalink
    marzo 20, 2014 12:08 pm

    Tutto falso! Barbarossa scavò invano e alla fine prese il primo cadavere che trovò. Carlo Magno è ancora sepolto sotto il pavimento di San Claudio al Chienti, dove giace pure Ottone III, ma troppo enorme riscrivere la storia !

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    • davide permalink
      aprile 15, 2016 12:19 pm

      che boiata!!! favole, favole, favole……solo una manipolo di ciarlatani come voi può credere a simili falsità storiche…..le pretese arroganti di un gruppo di professoroni che credono che il centro del Mondo sia casa propria…..vi do lo spunto per un altra favola… provate a dimostrare anche che Roma in realtà doveva nascere vicino al Tenna…anzichè vicino al Tevere.

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    • Francesco permalink
      marzo 6, 2017 9:25 pm

      Almeno una volta nella vita bisogna dubitare di tutto! Da qui possiamo andare avanti…non tutto è da rimettere in discussione, ma se fosse solo una parte, perchè non riscrivere la Storia?

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  3. Umberto permalink
    maggio 15, 2014 8:07 pm

    @Simonetta
    Quella di S.Claudio è una favola scritta da alcuni simpatici personaggi dotati di una fervida fantasia. Le loro tesi NON sono suffragate da NESSUNA fonte verificabile. Solo opinabili interpretazioni.

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    • SIBILLA permalink
      settembre 22, 2014 11:13 am

      caro Umberto , forse prima di fare simili affermazioni sarebbe opportuno documentarsi sulle prove documentali ed artistiche prodotte dai “fantasiosi” a supporto delle loro teorie.
      cara Simonetta carlo Magno fu sepolto presso la “Basilicam Santa Dei Genetrix quae Cappellam vocatur” che lui stesso fece costruire e cioè SANTA MARIA A PIE’ DI CHIENTI.
      Saluti

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      • Umberto permalink
        settembre 22, 2014 8:08 pm

        Don Carnevale & C. basano la teoria “Valdichientista” su interpretazioni MOLTO personali dei documenti storici. Tutta la teoria è basata su presupposti che ho avuto modo, in diverse sedi, di dimostrare inesatti.
        Poi escono fuori due possibili sepolture: Simonetta lo vuole a S.Claudio, Sibilla (che segue la teoria di Medardo Arduino) lo vuole a S.Maria a Piè di Chienti.
        Voi siete liberi di pensare quello che volete (anche che gli asini volano) ma non potete pretendere che tutti vi seguano su queste fantasticherie. Per me è partita chiusa.

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  4. Francesco permalink
    marzo 7, 2017 7:37 pm

    Credo nella tesi del prof Carnevale, ma sempre per aggiungere fonti, si potrebbe (se non già effettuato) chiedere la collaborazione di esperti di genetica, e fare campioni sulla popolazione di questa area geografica? Al fine di stabilire i caratteri genetici dei “Franchi” e le probabili ancora discendenze!

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