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Scoperta una stele etrusca con un testo religioso

aprile 1, 2016
(Mugello Valley Project)

La pietra pesa 227 chili ed è alta poco più di un metro (Mugello Valley Project)

Nel sito di Poggio Colla, in Toscana, gli archeologi hanno scoperto quello che potrebbe essere un raro testo sacro scritto in lingua etrusca.

Il lungo testo è inciso su una grande lastra di pietra arenaria del VI secolo a.C., scoperta all’interno di un tempio. Trovare un nuovo manufatto religioso etrusche è raro, visto che la maggior parte delle scoperte sono di solito oggetti funerari.

Gli studiosi pensano che questa stele fornirà nuove conoscenze sulla cultura etrusca. La loro civiltà arrivò a governare su Roma, e influenzò i Romani su ogni cosa, dalla religione, al governo, all’arte e all’architettura.

La lastra aveva almeno 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura, dice l’archeologo Gregory Warden, codirettore del Mugello Valley Archaeological Project che ha fatto la scoperta.

«Probabilmente è un testo sacro, e sarà importante per farci conoscere le prime credenze di una civiltà perduta, fondamentale per le tradizioni occidentali», spiega Warden, professore emerito presso la Southern Methodist University, principale sponsor del progetto. «Speriamo di fare progressi nella lingua etrusca. Le iscrizioni lunghe sono rare, specialmente una così lunga. Ci saranno dunque nuove parole che non abbiamo mai visto prima, dato che non è un contesto funerario. Conosciamo la grammatica etrusca, cos’è un verbo, cos’è un oggetto, alcune parole. Ma speriamo che questo reperto ci sveli il nome di un dio o una dea che veniva venerata in questo sito». Il testo verrà studiato dall’esperto di lingua etrusca Rex Wallace, docente di studi classici all’University of Massachusetts Amherst.

(Mugello Valley Project)

La lastra si trovata in mezzo alle fondamenta di un tempio (Mugello Valley Project)

In origine il sito sarebbe stato un santuario con una struttura ovale in legno. Successivamente, sarebbe diventato un tempio con un grande podio in pietra e delle grosse basi di colonne di pietra di ordine tuscanico, cinque delle quali sono state trovate nel sito.

Lo studioso Jean MacIntosh Turfa, del Museo di archeologia e antropologia dell’Università di Pennsylvania, sostiene che questa stele aumenterà le nostre conoscenze sulla storia etrusca: «Le iscrizioni di più di alcune parole, su materiali permanenti, sono rare per gli Etruschi, che tendevano a usare dei materiali deperibili come tessuti di lino o tavolette di cera. Questa stele di pietra è la prova di un culto religioso permanente con dedicazioni monumentale, risalente almeno al Tardo Periodo Arcaico, dal 525 al 480 a.C. circa. Il suo riutilizzo nelle fondamenta di un santuario leggermente più tardo indica dei profondi cambiamenti nella città e nella sua struttura sociale».

Sarebbe raro scoprire a quale divinità venne consacrato il santuario: «Oltre al famoso santuario marittimo a Pyrgi, con le sue placche d’oro incise, pochissimi santuari etruschi possono essere identificati con tale certezza», dice Turfa. «Uno studio dei nomi legati alle dedicazioni offrirà molti dati su una potente società dove la noblità, la gente comune e persino gli schiavi liberati potevano offrire voti pubblici e regali».

(Mugello Valley Project)

(Mugello Valley Project)

La pietra è in parte scheggiata e bruciacchiata. La sua conservazione e il suo studio avverranno nei prossimi mesi nei laboratori della Soprintendenza Archeologica Toscana di Firenze. La stele è stata ufficialmente presentata durante la mostra “L’ombra degli Etruschi” a Prato, cominciata il 19 marzo.

In due decenni di scavo, il Mugello Valley Archaeological Project ha portato alla luce edifici e oggetti legati alla religione etrusca, ma anche alla vita di tutti i giorni, come laboratori, fornaci, ceramiche e case. Fra i reperti, datati tra il VII e il II secolo a.C., figurano gioielli d’oro, monete, statuette di bronzo, e anche l’immagine di un parto su un vaso.

Southern Methodist University

Mugello Valley Archaeological Project

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