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Scoperte in Oman delle rare armi rituali dell’Età del Ferro

aprile 1, 2016
(Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

(Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

Un’eccezionale collezione di armi di bronzo, risalenti all’Età del Ferro II (900-600 a.C.), sono state scoperte vicino ad Adam, nel sultanato dell’Oman.

I manufatti sono stati trovati sparsi per terra, in un edificio di un complesso religioso, scavati da una missione archeologica francese. In particolare, sono state rinvenute due faretre complete e altre armi di metallo, tra cui due archi. Sono oggetti per la maggior parte non funzionali, e finora totalmente sconosciuti nella penisola arabica.

(Daily Mail)

(Daily Mail)

Mudhmar East

La regione di Adam si trova sulla frontiera tra le oasi dell’Oman e le regioni desertiche. Era completamente inesplorata da un punto di vista archeologico fino a che la missione archeologica francese nell’Oman centrale, diretta dal 2011 da Guillaume Gernez, ha condotto le sue prime esplorazioni nel 2007. Scoperto nel 2009, il sito noto come Mudhmar East consiste di due edifici principali e diversi impianti supplementari. È situato ai piedi della catena montuosa di Jabal Mudhmar, vicino a una delle grandi valli dell’Oman, e in un punto strategico crocevia di diverse rotte commerciali.

Con una lunghezza di 15 metri, il più grande degli edifici si trova sul pendio del Jabal Mudhmar, ed è fatto con blocchi di pietra arenaria e mattoni di terra. È in questo edificio, in una piccola stanza, apparentemente senza porte, che il team ha scoperto un’eccezionale collezione di armi di bronzo. Datati all’Età del Ferro II (900-600 a.C.), questi oggetti sembrano essere caduti da un mobile o da mensole. In alternativa, potrebbero essere state appese ai muri della stanza.

Modello 3D dell'edificio principale di Mudhmar Est. La stanza con le armi è al centro sulla sinistra (Mission archéologique française en Oman central)

Modello 3D dell’edificio principale di Mudhmar Est. La stanza con le armi è al centro sulla sinistra (Mission archéologique française en Oman central)

Tra tutti gli oggetti, due gruppi sono particolarmente importanti.

Il primo consiste di due piccole faretre fatte interamente in bronzo, ognuna con dentro sei frecce. Data la loro grandezza (35 cm), si tratta di modellini di originali fatti con materiali deteriorabili (cuoio), che solitamente non si trovano negli scavi archeologici. Il fatto che fossero di metallo implica che non fossero funzionali. Delle faretre del genere non erano mai state trovate nella penisola arabica, e sono estremamente rare altrove.

(Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

(Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

Il secondo gruppo comprende armi di metallo, che erano soprattutto non funzionali (data la loro dimensione leggermente ridotta, il materiale e/o lo stato di completamento).

Consistono di cinque asce da battaglia, cinque pugnali con dei pomi di dimensione crescente (tipici dell’Età del Ferro II), circa cinquanta punte di freccia, e cinque archi completi. La dimensione degli archi (70 cm di media), e soprattutto il materiale usato, mostrano che erano imitazioni degli archi fatti con materiali deteriorabili (legno e tendini). Finora, oggetti del genere non erano mai stati trovati nella penisola arabica e nel Medio Oriente.

(Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

(Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

Un'ascia non finita (Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

Un’ascia non finita (Guillaume Gernez, Mission archéologique française en Oman central)

Questa eccezionale scoperta fornisce nuove informazioni sulle armi durante l’Età del Ferro nella penisola arabica orientale e sulle pratiche sociali dell’epoca. La natura non funzionale della maggior parte delle armi potrebbe indicare un’offerta a una divinità della guerra, e/o un elemento chiave nelle pratiche sociali non ancora note agli archeologi.

La prima ipotesi è rinforzata dalla presenza, nell’altro edificio del sito, di diversi frammenti di ceramica di bruciatori d’incenso e piccoli serpenti di bronzo, oggetti spesso associati alle pratiche rituali dell’epoca. I futuri scavi forniranno una migliore comprensione del complesso.

CNRS

2 commenti leave one →
  1. aprile 2, 2016 10:09 am

    E se fossero stati… giocattoli?
    😉

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  2. Luyigi Rossi permalink
    aprile 8, 2016 11:24 pm

    Adam è un’oasi nel deserto. Sono visibili antiche cittadelle, torri e moschee : http://www.google.it/maps/place/Adam,+Oman/, http://archaeologynewsnetwork.blogspot.it/2014/09/rediscovering-adams-antiquity-and.html#.Vwgpoctf0dU.

    Mi piace

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