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Gli antichi greci non avevano laptop

febbraio 6, 2016
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Grave Naiskos of an Enthroned Woman with an Attendant (100 BC) (J. Paul Getty Museum)

Naiskos funeraria di donna con serva (100 BC) (J. Paul Getty Museum)

Un antico rilievo funerario conservato al Getty Museum di Los Angeles ha fatto nascere delle ipotesi complottistiche, nonostante l’opera d’arte abbia oltre 2.100 anni.

Alcune persone sostengono che il “Naiskos funerario di donna con serva” sia la prova che i viaggi nel tempo abbiano portato gli antichi greci al contatto col mondo moderno, fornendogli un computer portatile nel 100 a.C.

(J. Paul Getty Museum)

(J. Paul Getty Museum)

L’utente Youtube StillSpeakingOut ha postato un video su questo bassorilievo, sostenendo di averlo conosciuto in un forum online sulle teorie cospirazionistiche. Il video, che ha più di 120.000 visualizzazioni, afferma che l’oggetto in questione sia troppo piccolo per essere un portagioielli, e che non combaci con le descrizioni del vaso di Pandora (o scrigno di Pandora). Inoltre, i buchi nell’incisioni danneggiata sembrerebbero, secondo alcuni utenti del forum, delle porte USB.

La pagina sul sito del Getty Museum, tuttavia, la descrive come una “cassetta” tenuta da una serva verso la sua padrona, che “probabilmente allude alla speranza di continuare i piaceri terreni nell’aldilà”.

Il bassorilievo (grande 94 x 120 cm) è stato nettamente alterato nel corso degli anni. In origine, era un naiskos (un piccolo tempio simile all’edicola romana), ma poi tre elementi sono stati tagliati via: la parte superiore, probabilmente a forma di frontone; il muro di sinistra; e la parte inferiore che probabilmente conteneva un’iscrizione. Queste alterazioni avvennero forse nel 1770, quando il bassorilievo divenne parte della collezione di Lord Lansdowne, e venne appeso a una porta nella sua casa di Londra.

Questa polemica senza fondamento ci fa pensare. In quali altre opere d’arte possiamo trovare tracce della tecnologia moderna? Artnet News ha setacciato gli archivi del Metropolitan Museum of Art di New York per scovarle.

Primo, ecco una fantastica cover per cellulari dalla Mesopotamia del I secolo:

Il MET dice che conteneva cosmetici. E se invece fosse stata una custodia per smartphone? (Metropolitan Museum of Art)

Il MET dice che conteneva cosmetici. E se invece fosse stata una custodia per smartphone? (Metropolitan Museum of Art)

Senza dimenticare Gesù, che potrebbe aver avuto un sacco di bellissime cover per tablet:

Pendente bizantino a due lati con la Vergine e il Cristo Pantocratore (ca. 1100) (Metropolitan Museum of Art)

Pendente bizantino a due lati con la Vergine e il Cristo Pantocratore (ca. 1100) (Metropolitan Museum of Art)

E non solo Gesù: anche i romani avevano dei modernissimi tablet.

Sarcofago romano di marmo con ghirlande (ca. 200-225) (Metropolitan Museum of Art)

Sarcofago romano di marmo con ghirlande (ca. 200-225) (Metropolitan Museum of Art)

Artnet News

8 commenti leave one →
  1. febbraio 7, 2016 8:00 am

    … buffissimo!

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  2. febbraio 7, 2016 11:04 am

    poteva anche essere un semplice dittico

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  3. Nedom permalink
    febbraio 7, 2016 11:22 am

    Mi son fatto due risate di gusto!

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  4. Liutprand permalink
    febbraio 7, 2016 3:04 pm

    Non sanno più cosa inventarsi.

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  5. febbraio 17, 2016 9:30 pm

    Ma come fa ad essere dell’antica Grecia se sul bassorilievo è rappresentato un crocifisso?!?!?!? GOMBLODDO!

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  6. febbraio 29, 2016 9:51 am

    Ma usavano già windows? 🙂

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