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Gli europei derivano da tre gruppi di antenati

gennaio 10, 2014

Il genoma di una dozzina di europei preistorici suggerisce che il continente sia stato un melting pot in cui i contadini dagli occhi marroni incontrarono i cacciatori-raccoglitori dagli occhi azzurri.

Gli europei di oggi, dimostra l’ultima ricerca, possiedono antenati di tre gruppi in varie combinazioni: i cacciatori-raccoglitori (alcuni con gli occhi azzuri) arrivati dall’Africa più di 40.000 anni fa; i contadini dal Medio Oriente che giunsero molto dopo; e una nuova, più misteriosa popolazione che si estendeva probabilmente dall’Europa del nord alla Siberia.

(De Agostini Picture Library/Getty Images)

(De Agostini Picture Library/Getty Images)

La conclusione arriva dai genomi di otto cacciatori-raccoglitori di 8.000 anni fa – uno dal Lussemburgo e sette dalla Svezia – e al genoma di una contadina di 7.500 anni dalla Germania. L’analisi, condotta da Johannes Krause dell’Università di Tubinga, e David Reich della Harvard Medical School di Boston, è apparsa su bioRxiv.org ma non ancora su una pubblicazione scientifica.

Un secondo team, coordinato da Carles Lalueza-Fox dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, pubblicherà presto il genoma di un cacciatore-raccoglitore di 7.000 anni del nord-ovest della Spagna. Nel 2012, il suo team aveva rilasciato dei dati preliminari dallo stesso campione, suggerendo che l’uomo avesse poca relazione con gli odierni spagnoli.

I due studi descrivono quelli che sarebbero i più antichi genomi umani europei finora studiati.

Latte o grano

I nuovi studi descrivono i primi europei basandosi su variazioni del DNA che sono collegate a certe caratteristiche negli uomini moderni.

Il sequenziamento dei geni suggerisce che gli individui di Lussemburgo e Spagna, sebbene scuri di carnagione, probabilmente avevano occhi azzurri e appartenevano a gruppi noti per essere cacciatori-raccoglitori. La donna in Germania, invece, aveva occhi marroni e una pelle più chiara, ed era legata ai gruppi mediorientali conosciuti per aver sviluppato l’agricoltura. Tuttavia, sia il cacciatore del Lussemburgo sia la contadina della Germania avevano copie multiple di un gene che rompe amidi nella saliva, una caratteristica delle diete a base di grano tipiche della vita agricola. Dall’altro lato, nessuno di loro aveva l’abilità di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, un tratto che è emerso nel Medio Oriente dopo la domesticazione del bestiame e che più tardi si diffuse in Europa.

Il lavoro aggiunge inoltre due sviluppi alla preistoria dell’Europa. I precedenti studi archeologici e genetici indicano che la maggior parte degli europei di oggi discende dai contadini del Medio Oriente, i quali si incrociarono coi locali cacciatori-raccoglitori in alcune regioni, e allontanarono questi primi abitanti in altre. La squadra di Krause conclude però che una terza popolazione contribuì al pool genetico degli odierni europei.

Questo terzo gruppo, che gli autori chiamano antichi eurasiatici del nord, potrebbe aver vissuto ad alte latitudini tra Europa e Siberia fino a poche migliaia di anni fa. Tracce di questa popolazione sono state individuate nel genoma di un bambino siberiano di 24.000 anni. Pubblicate lo scorso mese, il genoma del ragazzo suggerisce che gli eurasiatici del nord si incrociarono con gli antenati dei nativi americani e con gli europei.

I resti del ragazzo siberiano - qui in una ricostruzione della sepoltura (Kelly Graf)

I resti del ragazzo siberiano – qui in una ricostruzione della sepoltura (Kelly Graf)

Differenti migrazioni

Un confronto tra i geni antichi e moderni dimostra che gli europei di oggi derivano da questi tre gruppi. Gli scozzesi e gli estoni, per esempio, hanno più antenati eurasiatici del nord di qualunque altra popolazione europea moderna studiata, mentre i sardi sono più vicini ai contadini orientali rispetto agli altri europei.

I nuovi antichi genomi europei indicano anche le prime volte che gli uomini lasciarono l’Africa. Il team di Krause ha scoperto che gli agricoltori del Medio Oriente si divisero dagli antenati africani prima dei gruppi europei e asiatici. Una spiegazione possibile è che i contadini siano discesi dagli uomini che abitavano insediamenti di 100.000 – 120.000 anni fa in Israele e nella penisola arabica. Molti ricercatori ritengono tuttavia che questi siti rappresentino delle migrazioni fallite fuori dall’Africa, poiché altre prove suggeriscono che gli esseri umani lasciarono l’Africa meno di 100.000 anni fa.

“Non penso che qualcuno l’abbia vista arrivare”, dice Eske Willerslev, paleogenetista all’Università di Copenhagen. Willerslev ritiene che l’esistenza della popolazione nel Medio Oriente sarà difficile da provare in via definitiva: “È molto interessante – se corretto”.

“Sarebbe molto bello trovare qualche individuo che fosse una diretta osservazione di questa popolazione”, dice Pontus Skogland, genetista evolutivo all’Università di Uppsala in Svezia. Il DNA antico non dura tanto nei climi caldi, e perciò trovare il DNA da questa popolazione potrebbe richiedere delle tecnologie avanzate, oltre a un po’ di fortuna.

Lalueza-Fox non ha voluto discutere il lavoro del suo team, ma mette in guardia dal fare troppe affermazioni riguardo il popolamento dell’Europa usando solo una manciata di genomi antichi di un singolo periodo. “Si troveranno molteplici migrazioni e movimenti”, dice. “Ci sarà molto spazio per la ricerca nei prossimi anni”.

Nature

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