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L’ossario di Giacomo è stato rovinato

novembre 24, 2013

Potrebbe essere la prima iscrizione della parola “Gesù” mai trovata, ma forse non lo sapremo mai.

Nello vano tentativo di provare che l’iscrizione “Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù” venne contraffatta da Oded Golan o da un artigiano egiziano sotto la sua direzione, l’Autorità Israeliana delle Antichità (IAA) ha permesso una serie di test distruttivi che non hanno provato niente ma potrebbero aver cancellato le possibilità di conoscere la verità.

La peggior contaminazione è visibile nelle macchie rossastre sulla parola “Yeshua” (Gesù) nella fotografia sotto.

L' "ossario di Giacomo" (wiki)

L’ “ossario di Giacomo” (wiki)

Ingrandimento dell'iscrizione (wikipedia)

Ingrandimento dell’iscrizione (wikipedia)

(jamesossuarytrial.blogspot.co.il)

(jamesossuarytrial.blogspot.co.il)

La storia dell’ossario comincia nel 2002 quando Oded Golan, un collezionista privato israeliano, scopre che sul lato di un ossario è incisa la scritta “Giacomo figlio di Giuseppe, fratello di Gesù”. Nel 2003, due commissioni di esperti dell’IAA avevano determinato l’autenticità dell’ossario ma non delle iscrizioni, e quindi nel 2004 viene accusato di contraffazione. Nel 2012 Golan viene assolto per tutte le imputazioni di falso poiché l’accusa non è riuscita a dimostrare le imputazioni oltre ogni ragionevole dubbio.

Il processo non è riuscito a determinare dove e come i manufatti siano stati scoperti. Golan ha detto di averli ottenuti entrambi da mercanti arabi a Gerusalemme est. L’autenticità del cosiddetto “ossario di Giacomo” probabilmente “continuerà ad essere studiata in ambito archeologico e scientifico, e il tempo ci dirà”, aveva sentenziato la corte.

Nel 2012, Oded Golan si complimenta con l'avvocato dopo la lettura della sentenza (Reuters)

Nel 2012, Oded Golan si complimenta con l’avvocato dopo la lettura della sentenza (Reuters)

C’è però un problema: il laboratorio forense della polizia israeliana ha applicato silicone rosso sull’iscrizione per creare un calco nel tentativo di provare che era un’aggiunta moderna. La procedura invece non ha provato niente, ma ha lasciato quelle chiazze rosse nei solchi delle lettere e ha strappato via l’antica patina che copre gli oggetti archeologici e aiuta a determinare la loro autenticità.

“Nell’estate del 2004 la polizia israeliana, col permesso dell’IAA, ha fatto uno stampo di silicone rosso dell’iscrizione, distruggendo la ‘patina delle lettere’ che quindi non può più essere osservata, e perciò nemmeno studiata”, osservano Amnon Rosenfeld e Shimon Ilani, i geologi che per primi hanno studiato l’ossario prima che venne rivelato al pubblico nel 2002.

Il sovrintendente Yehudah Novoslaski ha detto alla Corte di Gerusalemme che aveva prodotto uno stampo di silicone e l’aveva fotografato. “Avevo trovato differenze negli strumenti per l’incisione tra la prima parte dell’iscrizione ‘Ya’akov Bar Yosef’ e la seconda parte ‘fratello di Yeshua’ “, ha detto alla corte. Ma il giudice Aharon Farkash non si è convinto: “Non si discute sul fatto che lo stampo di silicone della polizia scientifica abbia cambiato la condizione fisica dell’iscrizione dell’ossario”, ha detto.

C’era stata un po’ di confusione su come sia stata prodotta la forma di silicone. Jonathan Pagis, l’ufficiale di polizia che ha condotto l’indagine, ha detto alla corte di aver chiesto al laboratorio forense di “esaminare” l’ossario, non di effettuare test invasivi né di fare un calco.

La forma di silicone “ha inquinato” l’ossario, dice Orna Cohen, membro del comitato di esperti dell’IAA che ha stabilito la falsità dell’ossario, ma che si è paradossalmente ritrovata a testimoniare per la difesa. “Ho visto un’immagine di ciò che è successo all’ossario. Che trauma ha avuto. In effetti quando si usa il silicone per prendere una forma devi mettere qualche sostanza che separa l’oggetto dal silicone, perché il silicone si attacca a tutto e lo tira fuori”, ha detto alla corte. “Se ci fosse stata una patina, anche questa sarebbe stata estratta”. Cohen ha detto che l’iscrizione ora è “contaminata. Sarà difficile dire qualunque cosa riguardo l’ossario stesso”.

Il giudicie Farkash ha concluso che, lungi dall’aiutare l’accusa, il danno forense aveva ostacolato la difesa a un livello tale da avere in realtà lavorato a vantaggio di Golan. “C’è un’alta probabilità che la colata di silicone abbia rimosso altri materiali presenti nell’iscrizione dell’ossario. Questo danno ha impedito a Golan di esaminare per suo conto l’ossario stesso con l’aiuto degli esperti al fine di controbattere all’opinione dell’accusa”, ha detto il giudice. “Ci stiamo occupando di un caso criminale… dobbiamo determinare l’esattezza delle prove. In questa situazione, alla luce dei principi della legge … riguardo le manchevolezze dell’indagine, e considerando la totalità delle prove per questa accusa, ritengo che la colata di silicone abbia svantaggiato la difesa di Golan al punto tale da rafforzare il ragionevole dubbio riguardo la sua accusa di colpevolezza”.

Questa infine la reazione di Oden Golan: “Non è nella stessa condizione di prima il processo. L’iscrizione è stata danneggiata, inquinata. Hanno versato silicone rosso sull’iscrizione e l’hanno lasciata seccare e quando l’hanno tolta hanno rimosso la patina. È rovinata. Devo valutare il danno, vedere se si può restaurare e se c’è la possibilità di condurre ulteriori test sull’iscrizione che in futuro mi permetteranno di dimostrarne l’autenticità. Il governo ha detto che la seconda metà dell’iscrizione è falsa – le parole “fratello di Gesù” – e lì è dove è stato fatto il danno più grande”, ha detto Golan.

Giacomo, che si credeva essere stato lapidato a morte nel 62 d.C., è menzionato nei Vangeli come il fratello di Gesù. La Chiesa cattolica ha però un’interpretazione non letterale del termine, e considera Giacomo cugino di Gesù.

Matthew Kalman

Vedi anche: L’ossario di Giacomo rimane un mistero

One Comment leave one →
  1. giusy67 permalink
    dicembre 2, 2013 10:06 am

    Chi conosce bene i testi sacri sa con certezza che Giacomo era fratello di Gesù, anzi per essere precisi uno dei fratelli di cui conosciamo il nome perché divenne suo seguace, e scrisse anche un libro che fa parte delle scritture cristiane. Ciò che dice la chiesa lascia il tempo che trova. E’ un peccato che si sia danneggiato l’ossario mi chiedo invece se sia un caso . . .

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