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Continuano i saccheggi in Siria: bombardata Apamea

aprile 21, 2012

La rivolta in Siria ha esposto al saccheggio e alla distruzione molti tesori archeologici del paese, tra cui l’antica città di Palmira e le rovine greco-romane di Apamea.

Il famoso Krak dei Cavalieri, considerato il castello medievale per eccellenza dell’epoca crociata, è occupato da uomini armati.

Su YouTube girano video che mostrano i terribili bombardamenti della Cittadella di Apamea, la fortezza medievale di Qala’at al-Madiq, durante gli scontri tra forze del regime e ribelli.

Il bombardamento di Apamea (Archeologie.syrienne)

Le aree più vulnerabili sono quelle cadute al di fuori del controllo del regime, dove i saccheggiatori hanno già preso di mira musei, siti di scavo e monumenti.

“Negli ultimi tre-quattro mesi ci sono stati molti saccheggi”, dice al-Hiba Sakhel, direttore dei musei in Siria. “Ad Apamea, abbiamo un video che mostra i tombaroli rimuovere i mosaici coi trapani. E a Palmira ci sono un sacco di saccheggi e scavi clandestini”. Sakhel parla di altri siti storici in tutto il paese che sono stati saccheggiati approfittando della violenza che ha travolto il paese. “La Siria non è stata pienamente esplorata dagli archeologi e perciò ovunque si scavi si trova qualcosa. Credo che i tombaroli siano persone del posto in cerca di soldi e che si curano poco dell’importanza del patrimonio storico del Paese”.

Secondo gli esperti, i ladri hanno già portato via dei pezzi dal museo nel centro della città di Hama, comprese armi antiche e una statua risalente al periodo aramaico.

Più a nord, la città storica di Shayzar è stata danneggiata, mentre ad Apamea è stata rubata dal museo una statua romana di marmo e i siti di scavo sono stati saccheggiati di notte. I pezzi rubati sono stati probabilmente contrabbandati attraverso il Libano e altri paesi vicini e poi venduti al mercato nero.

Anche l'antica città di Ebla è stata luogo di scontri feroci tra le forze del regime e ribelli, ed è stata saccheggiata (wikipedia)

Il Krak dei Cavalieri (wikipedia)

Il mese scorso l’UNESCO ha esortato gli Stati membri e gli organismi internazionali a salvaguardare il ricco patrimonio culturale della Siria e ad assicurarsi che non sia rubato e trafugato all’estero. “I danni al patrimonio del paese sono danni per l’anima della sua gente e della sua identità”, dice il direttore generale Irina Bokova.

Sei siti siriani – Damasco, Aleppo, Palmira, Bosra, il Krak dei Cavalieri insieme alla Cittadella del Saladino, gli antichi villaggi della Siria settentrionale – sono iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, e molti altri potrebbero diventarlo.

“Quello che è affascinante della Siria è che, insieme alla Mesopotamia, riflette i principali progressi fatti dal genere umano: la nascita dei primi villaggi o il passaggio allo stato sedentario”, dice Marc Griesheimer, capo del dipartimento di archeologia e antichità presso l’Istituto francese del Vicino Oriente a Beirut.

Sakhel riferisce che le autorità hanno iniziato la rimozione degli oggetti preziosi dai musei e che forse verranno messi al sicuro nella Banca Centrale. “Spero che la comunità internazionale invierà un messaggio al popolo siriano per dire loro che è il nostro patrimonio ad essere in gioco”, dice. “Questo patrimonio non appartiene ai governi o al presidente, appartiene a tutti i siriani, appartiene all’umanità. Non deve essere distrutto neanche se si chiede la ‘libertà’ “.

AFP

Archeologia siriana in pericolo (pagina facebook)

UNESCO

Vedi anche: Saccheggi in Siria

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