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Ritrovato il Salvator Mundi di Leonardo

luglio 7, 2011

Un dipinto una volta venduto all’asta per 45 sterline è stato identificato come un’opera di Leonardo Da Vinci ed è ora stimato alla cifra record di 130 milioni di euro.

Il Salvator Mundi, un olio su tavola grande 66 x 46 cm, raffigura Cristo con la mano destra sollevata benedicente e la sinistra che tiene un globo.

Il quadro era stato in precedenza attribuito a un allievo di Leonardo. Ma ora un gruppo internazionale di esperti ha stabilito che era opera dello stesso maestro.

Il Salvator Mundi prima del restauro

Copia del Salvator Mundi, realizzato all'inizio del '500 da Marco d'Oggiono o Boltraffio

Agli esperti coinvolti nell’autenticazione dell’opera è stato chiesto di non parlare del ritrovamento, mentre la National Gallery di Londra – dove il dipinto verrà messo in mostra alla fine di quest’anno – non ha voluto commentare.

Anche se la sua esistenza è nota da 50 anni, l’opera era stata attribuita ad un allievo di Leonardo Da Vinci e solo di recente è stata autenticata. Secondo la rivista ARTnews, l’opera è di proprietà di un consorzio di commercianti, tra i quali Robert Simon, proprietario della omonima galleria d’arte di New York che aveva portato il quadro al Metropolitan Museum of Art di New York per esaminare lo stato di conservazione.

Il dipinto sarebbe stato acquistato in una vendita immobiliare negli Stati Uniti circa sei o sette anni fa. Simon non ha voluto commentare il prezzo pagato all’asta: “Mi è stato chiesto di non parlarne”, ha detto.

Una persona vicina al Metropolitan Museum of Art di New York, che ha chiesto di rimanere anonima, ha dichiarato: “Il dipinto è stato dimenticato per anni. Quando è saltato fuori all’asta, Simon pensò che valesse la pena rischiare”.

“Era stato pesantemente ridipinto, il che lo fa apparire come una copia. Era stato pulito più volte in passato da persone che non sapevano far di meglio. Una volta un restauratore ci mise una resina artificiale sopra, e così è diventato grigio e si è poi dovuto rimuovere la resina accuratamente”.

“Alla fine è stata rivelata la vernice originale. Una pittura incredibilmente delicata. Tutti sono d’accordo nel dire che è stato dipinto da Leonardo”.

Il professore Pietro Marani è uno dei quattro esperti a cui è stato chiesto il parere, e che lo scorso anno, insieme ai colleghi Maria Teresa Fiori, Carmen C. Bambach e Martin Kemp, è andato segretamente alla National Gallery di Londra per vederlo.

Dice Marani: “Ci è stato chiesto di mantenere il segreto e non dire nulla. I proprietari sono molto interessati a non far uscire la notizia.

“Ci hanno dato un giorno per esaminarlo e non abbiamo avuto bisogno di più tempo – abbiamo potuto dire subito che si trattava di un lavoro di Leonardo e la documentazione e l’analisi lo ha dimostrato di là di ogni dubbio”.

“Prima del restauro era conciata male, coperta da pitture antiche. La si credeva di bottega, perché erano stati aggiunti barba e baffi che modificavano il viso del Cristo rispetto all’incisione di Hollar, che era una immagine identica all’originale. Ma durante il restauro è emersa la qualità della pittura, i colori meravigliosi, i rossi e gli azzurri del panneggio che ricordano proprio quelli dell’Ultima Cena”.

“È stato fatto un confronto sui pigmenti con quelli della Vergine delle rocce (pure restaurata) e anche ciò sembrerebbe confermare che si tratta di dipinto di Leonardo”. Inoltre, prosegue Marani, “le riflettografie e altre analisi scientifiche mostrano l’analogia con i disegni preparatori”. Quello che apparirà particolarmente sconvolgente è la finezza del globo che Cristo tiene nella mano sinistra. “Simula un cristallo di roccia”.

Leonardo da Vinci dipinse il quadro 500 anni fa a seguito di una commissione di Luigi XII di Francia nel 1506, e lo finì sette anni dopo. L’immagine di Cristo che dà la sua benedizione al mondo era un soggetto popolare nell’arte francese e fiamminga, mentre la posa a mezzo busto era tipica del Rinascimento. Nel corso della sua lunga storia, il dipinto finì anche in possesso di Carlo I d’Inghilterra e, dopo la sua esecuzione, di Carlo II. Rimase a Londra per 400 anni.

Alla fine giunse nella collezione di Sir Francis Cook e nel 1958 fu venduto da Sotheby’s per sole 45 sterline, attribuito a uno studente di Leonardo, Giovanni Boltraffio. Una fonte vicina al gruppo di esperti ha aggiunto: ‘Sul mercato aperto oggi il quadro potrebbe facilmente raggiungere almeno 130 milioni di euro – è unico e non c’è niente del genere da decenni”.

La mostra Leonardo Da Vinci: Painter at the Court of Milan è prevista per il prossimo 9 novembre alla National Gallery di Londra ed è stata descritta come “la più completa esposizione mai tenuta dei rari, sopravvissuti, dipinti di Leonardo”. Una mostra “senza precedenti” e la prima del suo genere con numerose sue opere prestate da collezioni di tutto il mondo.

Daily Mail

Art news

Corriere della Sera

Aggiornamento: È stata rilasciata un’immagine del quadro.

One Comment leave one →
  1. paolo permalink
    luglio 8, 2011 4:15 pm

    grazie infinite, fa piacere riscontrare che non è la solita notiziola o bufala estiva.
    Attendo con trepidazione maggiori sviluppi e soprattutto le prime immagini, del, pare, immenso, tesoro del Kerala,India.
    ciao Paolo

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