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Il dodecaedro romano potrebbe rimanere un mistero

luglio 8, 2011

I dodecaedri romani sono dei misteriosi oggetti forati del II o III secolo d.C., di bronzo o di pietra, la cui funzione è tuttora sconosciuta.

Circa un centinaio sono stati rinvenuti dall’Inghilterra all’Ungheria e a est dell’Italia, con la maggior parte dei ritrovamenti in Germania e Francia. Grandi dai 4 agli 11 centimetri, varia anche la struttura.

Il dodecaedro romano (Portable Antiquities Scheme/British Museum)

(wiki)

Fox News raccolto le opinioni dei suoi lettori, scoprendo che secondo la maggior parte di loro i Romani volevano disorientare i posteri, oppure che erano semplici oggetti come dei fermacarte.

“Non ho una particolare idea che penso sia esattamente corretta”, ammette Sebastian Heath, Clinical Assistant Professor presso l’Istituto per lo studio del mondo antico presso l’Università di New York. “Non è l’interesse centrale dell’archeologia romana, ma sarebbe interessante sapere cosa potrebbero essere”.

Di seguito le ipotesi dei lettori e la risposta di Heath.

Il dodecaedro potrebbe essere la prima campanella del mondo.

“Abbiamo vere e proprie campane del mondo antico e sono ben note con l’uso del suono nella cerimonia antica. Forse lo era, è certamente possibile, ma non vi è alcuna prova conclusiva”.

Riscaldandoli e massaggiando le parti del corpo doloranti, avevano scopi medicinali.

“Pratiche moderne di riscaldamento di oggetti e posizionamento sul corpo per curare dolori sono al di là di tutto ciò che possiamo provare”.

Erano pesi per le reti da pesca.

“Abbiamo pesi per le reti da pesca che non gli assomigliano. Ci sono molti dettagli in queste oggetti: troppi perché fossero solo pesi da pesca.”

Erano oggetti decorativi.

“Sono solo decorativi? È probabilmente un po’ troppo minimalista. Qualcuno ci ha impegato del tempo per farli. E sono fatti a mano, anche se si vede qualche ripetizione dei motivi.

Erano un gioco per bambini.

“Potrebbe anche esserlo, ma perché pensiamo che sia un giocattolo per bambini piuttosto che un modo degli antichi di interagire tra di loro?”.

Heath è stato molto impressionato dalla quantità di suggerimenti ricevuti e incoraggia a continuare la discussione. “Sono tutte delle buone idee, ma nessuna di queste spiegazioni è plausibile. Gli archeologi accolgono le idee della gente ed è bello che il pubblico abbia delle opinioni. Io sono per tutte le persone che pensano e discutono del mondo antico”.

Fox News

17 commenti leave one →
  1. paolo permalink
    luglio 9, 2011 5:42 pm

    si vede che è il periodo in cui saltano i coperti delle pentole, in tutti i sensi: ritrovato un interessante gruzzolo monetale , tutto aureo, nella francia a Millau.
    dico interessante perchè , da appassionato numismatico, trovo sempre fantastico pensare di rinvenire nello stesso contesto monete che spaziano dalla fine del 500 ai primi dell’800.
    se qualcuno trova foto dettagliate delle singole monete fa cosa gradita a segnalarle!
    tag: treasure gold millau
    grazie paolo

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  2. Michele permalink
    luglio 9, 2011 9:33 pm

    affascinante come oggetto.. ora sarebbe un’ottima decorazione per la casa 🙂

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  3. bao permalink
    luglio 11, 2011 7:53 am

    strumento per calcolare la posizione di stelle e pianeti

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  4. Max permalink
    luglio 11, 2011 11:59 am

    Assomiglia molto alla “Palla Pazza che strumpallazza” in vendita una ventina di anni fà in tutti i negozi di giocattoli, ma assomiglia anche ad un atrezzo utilizzato nelle arti marziali per potenziare la presa.

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  5. GIOVANNI DI BRACCIO permalink
    luglio 11, 2011 2:25 pm

    e se invece fossero degli strumenti di Divinazione? visto anche la loro provenienza in area gallica

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  6. paolo permalink
    luglio 11, 2011 3:40 pm

    ho trovato recentemente una menzione curiosa e singolare nelle opere dei Roerich del dodecaedro( non l’oggetto ma la figura) come simbolo esoterico legato alla Madre del Mondo.
    forse questi oggetti erano legati ad una qualche setta?

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  7. Aezio permalink*
    agosto 26, 2011 3:22 pm

    Ricevo e pubblico l’ipotesi di Fulvio, molto suggestiva:

    “A mio parere il dodecaedro era un attrezzo che serviva a fissare in modo direzionale dei cavi, per esempio le corde di sostegno delle tende di un accampamento. Il dodecaedro veniva bloccato al suolo infilando un picchetto a T attraverso 2 fori opposti. In ognuno degli altri 10 fori si potevano il capo di un cavo provvisto di un traversino atto a bloccare all’interno del dodecaedro il cavo stesso. Praticamente usando un unico attrezzo si potevano far partire da uno stesso punto di aggancio 10 cavi verso 10 direzioni diversi”.

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    • agosto 28, 2011 12:08 am

      Ipotesi interessante, ma per questa funzione a cosa servirebbero le “palline” sugli angoli?

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  8. FULVIO QUARANTOTTO permalink
    agosto 29, 2011 5:11 pm

    DOPO AVER FISSATO IL DODECAEDRO AL TERRENO BISOGNAVA DIREZIONARLO NELLA POSIZIONE CORRETTA FACENDOLO RUOTARE INTORNO AL PICCHETTO A T. SE SI FACEVA L’OPERAZIONE A MANO LE PALLINE OFFRIVANO UNA BUONA PRESA ALLE MANI.

    FULVIO

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  9. Simone permalink
    settembre 2, 2011 11:18 pm

    Va analizzato con un po’ di logica secondo me:

    1)Non credo sia uno strumento di precisione posizionale(legato ai moti delle stelle o altro), in quanto le palline esterne non sembrano così precise e uniformi come invece richiederebbe un’oggetto di calcolo, anche a quei tempi.
    2)La diffusione massiccia data dal numero dei ritrovamenti avvalora il punto 1. Quindi mi orienterei su un’oggetto di uso comune, forse di moda. I luoghi di appartenenza potrebbero darci un’indizio: cosa c’è o c’era là che dalle altre parti manca\va?
    3)I fori sui lati sono di diametro differente, non mi sembra un’indizio da poco, qualcuno ha provato a misurarli e compararli? Potrebbero avere misure in comune, o molto simili o casuali, o proporzionate al diametro. In base ai riscontri si potrebbero formulare ipotesi diverse e interessanti.
    4)Comparare i luoghi di ritrovamento, gli strati circostanti e vedere se ci sono indizi: cenere, bruciature, presenza di acqua, vegetali o altro che possa unire o avvicinare i luoghi.
    5)La forma deve avere una sua valenza specifica in quanto la scelta di tante facce e così elaborate ha richiesto certamente un notevole lavoro e studio per essere realizzata.

    Così a occhio potrebbe essere un porta strumenti per i medici, un porta pennelli da trucco per le donne, un calibro per le monete, un calibro per i tubi, il prototipo di quella che sarà la mazza ferrata(modello alleggerito), una sorta di microscopio(mettendo lenti di diametri diversi sui lati opposti), uno snodo per le tubature dell’acqua o per le condotte del vapore, un vaso per piante grasse ( 😀 ), un gioco(di cui allora non sapremo mai le regole), etc etc etc

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  10. maggio 8, 2012 1:46 pm

    Solo di recente sono venuta a conoscenza dei dodecaedri romani.
    Ho preparato una copia (di carta) di uno di questi dodecaedri. Ho proposto l’uso di questo oggetto per determinare le distanze (un telemetro) in un articolo pubblicato su arXiv http://arxiv.org/abs/1204.6497 con un po’ di semplice ottica geometrica.
    Per me, questi dodecaedri aventi la struttura con buchi di diverso diametro erano strumenti militari per determinare le distanze in balistica.
    Era uno strumento facile da usare. Durante il Medioevo sono stati creati altri strumenti di questo tipo: l’uso del dodecaedro, che era uno strumento dell’esercito romano, si è probabilmente perso col crollo dell’Impero.
    Grazie per l’attenzione.

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  11. maggio 14, 2012 9:04 am

    Ho anche scritto su arXiv qualcosa sui “rangefinders”
    http://arxiv.org/abs/1205.2078

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  12. sgubbi giuseppe Solarolo Ra permalink
    novembre 15, 2013 3:04 pm

    Al seguito della ipotesi della professoressa Sparavigna, ho ritenuto di fare una ipotesi che ho spedito a questo sito. In breve, tale oggetto era utilissimo agli agrimensori romani, perciò se lo conoscevano e se aveva la funzione dettata dalla Sparavigna, non vedo la ragione per cui non lo abbiano usato. Come è noto si sa da Platone e da altri , che in origine il Dodecaedro non aveva dei buchi, perciò devono averli fatti i romani. Ritengo importante il fatto che i due numeri del Dodecaedro Platonico, cioè il dodici ed il cinque, sono pure due importantissimi numeri della centuriazione romana. Mi sono promesso di approfondire ulteriormente l’argomento, perciò quanto prima aggiungerò qualcosa.

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  13. aurora angelini permalink
    gennaio 24, 2016 1:45 pm

    Date le piccole dimensioni dell’oggetto in questione, mi viene subito di pensare ad un probabile strumento di calcolo, tascabile, in alternativa al pallottoliere. Ovviamente non so di preciso in che modo si potesse usare, forse le parti sporgenti potevano essere utilizzate per il riporto, oppure le parti cave riempite. Poteva servire per una sorta di conta dei mesi antichi, un po’ come si contano tuttora i mesi nei concavi e convessi delle nocche della mano!

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  14. Monica permalink
    marzo 13, 2017 10:48 pm

    Il dodecaedro romano non potrebbe essere uno strumento per misurare i diametri di oggetti tipo lance, bastoni ecc?

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  15. marzo 16, 2017 8:29 pm

    Sul Web c’è una soluzione curiosa: aggeggio per fare guanti di maglia! Simpaticissima idea! Mi pare però che le nostre nonne sapessero farci i guanti senza tanti strumenti complessi. Questa idea me ne ha data una bislacca, che il dodecaedro potrebbe essere un aggeggio per comporre corde di diametro diverso a seconda della strettezza delle spire con cui si intrecciano gli spaghi. Quelle specie di pirolini servirebbero a meglio intrecciare gli spaghi.

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