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Il più antico testo decifrabile d’Europa

aprile 2, 2011

Le incisioni su un frammento di una una tavoletta d’argilla rinvenuta in Grecia costituiscono il testo decifrabile più antico d’Europa, secondo una nuova ricerca.

Considerata “magica o misteriosa” nell’antichità, la tavoletta si è conservata solo perché un mucchio di rifiuti prese fuoco circa 3.500 anni fa.

Nomi e numeri sul retro (nella foto) del frammento della tavoletta (Christian Mundigler)

Trovata in un uliveto nel luogo dove oggi si trova il paese di Iklaina, la tavoletta venne incisa da uno scriba di lingua greca di Micene tra il 1.450 e il 1.350 a.C.

I Micenei – resi leggendari in parte dall’Iliade di Omero, che narra la guerra che combatterono con Troia – dominarono gran parte della Grecia dal 1.600 a.C. al 1.100 a.C.

Fino a oggi i lavori di scavo a Iklaina hanno raccolto le prove dell’esistenza di un antico palazzo miceneo, imponenti mura terrazzate, dipinti murali e un sistema di drenaggio sorprendentemente avanzato, dice il direttore degli scavi Michael Cosmopoulos.

Ma la tavoletta, rinvenuta l’estate scorsa, è la sorpresa più eclatante da quando, anni fa, sono iniziati gli scavi. “In base alle nostre conoscenze, la tavoletta non doveva trovarsi nel luogo in cui l’abbiamo rinvenuta”,  dice l’archeologo della University of Missouri-St. Louis.

Perché? Primo, perché non si riteneva che le tavolette micenee fossero state create in un’epoca così lontana. Secondo, “fino a oggi le tavolette sono state trovate solo in pochi tra i palazzi più importanti – tra queste la tavoletta che si riteneva la più antica, che era stata rinvenuta nelle rovine di un palazzo nel sito dell’antica Micene”.

Anche se agli inizi della civiltà micenea c’era un palazzo a Iklaina, quando fu creata la tavoletta l’insediamento era diventato un satellite della città di Pylos, regno del re Nestore, personaggio chiave dell’Iliade. “Si tratta di uno dei rari casi in cui l’archeologia va a braccetto con gli antichi testi e i miti greci”, dice Cosmopoulos.

Le incisioni sul frammento della tavoletta – largo 4 centimetri e alto 2,5 centimetri – sono esempi di un sistema di scrittura noto come Lineare B. Il Lineare B, usato per una forma molto arcaica della lingua greca, consisteva in 87 segni; ciascuno rappresentava una sillaba.

I Micenei avrebbero utilizzato questo tipo di scrittura solo per registrare questioni legate agli interessi economici della classe dominante. Le incisioni sul fronte della tavoletta di Iklaina  formerebbero un verbo collegato alla produzione di manufatti, mentre sul retro compare una lista di nomi accanto a dei numeri – probabilmente si tratta di una lista di proprietà. Questo tipo di dati veniva conservato in genere solo per un anno fiscale, quindi la tavoletta non era stata creata perché durasse a lungo.

“Questo tipo di tavoletta non veniva cotto nei forni ma lasciato essiccare al al sole, ed era quindi fragile e facilmente deperibile. La tavoletta fu buttata in un pozzo insieme all’immondizia che venne successivamente bruciata”, dice l’archeologo. “Il fuoco indurì la tavoletta, preservandola”.

Anche se la tavoletta di Iklaina è un esempio del sistema di scrittura più antico d’Europa, altre forme di scrittura nel mondo risalgono a epoche precedenti, spiega il professore Thomas Palaima, che non ha partecipato alla ricerca pubblicata nel numero di aprile dell’organo della Società archeologica di Atene.

Scritti rinvenuti in Cina, Mesopotamia ed Egitto risalirebbero al 3.000 a.C.
Lineare B discenderebbe da una forma di scrittura più arcaica che non è stata decifrata, nota come Lineare A. Gli archeologi pensano che Lineare A sia collegata al sistema più arcaico di geroglifici utilizzato nell’antico Egitto.

La tavoletta di Iklaina è però una “scoperta straordinaria”, dice Palaima, esperto di tavolette micenee alla Università di Texas-Austin. Questo documento potrebbe infatti fornire preziosi elementi sull’organizzazione e sull’amministrazione degli antichi regni della Grecia.

Gli archeologi ritenevano che queste tavolette venissero realizzate e conservate solo nelle città più importanti o nei siti dove si trovavano grandi palazzi come Pylos e Micene. Visto che Iklaina non era una città di primaria importanza, la tavoletta indicherebbe che l’istruzione e la burocrazia erano meno centralizzate di quanto si pensasse.

Palaima aggiunge che la capacità di leggere e scrivere era molto rara nel periodo miceneo ed era considerata perlopiù come “magica o misteriosa”.

Fonte: National Geographic.

2 commenti leave one →
  1. Enzo permalink
    aprile 4, 2011 9:00 pm

    E quale è il testo?

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  2. Giovanna Adabbo permalink
    aprile 26, 2011 7:38 pm

    L’articolo storico è molto interessante, ma io mi chiedo: Se nel periodo miceneo l’arte dello scrivere e del leggere era considerata magica e misteriosa, allora come facevano ad istruirsi? E quale classe era istruita? E come mai questa tavoletta di Iklaina ha dei geroglifici egizi? Eventualmente a quell’epoca Micene era occupata dagli Egizi.

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