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Vandali danneggiano il Museo Egizio del Cairo/2

gennaio 31, 2011

Quella che segue è la testimonianza di Zahi Hawass di ciò che è successo alle antichità in Egitto.

Venerdì 28 gennaio 2011, quando le marce di protesta sono cominciate al Cairo, ho saputo che un coprifuoco era stato imposto a partire dalle 18:00 di venerdì sera fino alle 7:00 di sabato mattina. Sfortunatamente, quel giorno il Museo Egizio non era ben difeso. Circa mille persone hanno cominciato a scavalcare il muro del lato orientale del museo che dà su un cortile. Sul lato occidentale avevamo recentemente finito qualcosa di cui ero molto orgoglioso, un bellissimo negozio di articoli da regalo, un ristorante e una caffetteria. Le persone sono entrate nel negozio, hanno rubato tutti i gioielli e sono scappate; pensavano che quel negozio fosse il museo, grazie a Dio! Comunque, dieci individui hanno trovato le uscite di sicurezza sul retro e sono entrate nel museo.

Come tutti sanno, il Museo Egizio del Cairo è naturalmente illuminato, e per via del suo stile architettonico ci sono finestre di vetro sul tetto. I criminali le hanno rotte e hanno usato corde per calarsi all’interno, il soffitto è alto 4 metri.

In quel momento io ero a casa e, sebbene volessi disperatamente andare al museo, non potevo lasciare la mia casa a causa del coprifuoco. In mattinata, appena mi sono svegliato, sono andato direttamente là. Quando sono arrivato ho scoperto che, la notte prima, tre agenti della polizia erano rimasti là durante la notte perché non potevano uscire prima che finisse il coprifuoco. Questi agenti, e molti giovani egiziani che erano anch’essi là, hanno evitato che altra gente entrasse nel museo. Fortunatamente, alle 22:00 della notte di venerdì era arrivato l’esercito nel museo a dare ulteriore assistenza nella sicurezza. Ho anche scoperto che un criminale era ancora dentro il museo. Quando costui è andato a chiedere dell’acqua alle guardie, questi gli hanno preso le mani e le hanno legate alla porta per non farlo scappare!

Per fortuna i criminali che hanno rubato i gioielli dal negozio di regali non sapevano dove fossero tenuti i gioielli nel museo. Erano andati nella galleria del Tardo periodo ma, non trovando oro, hanno rotto tredici vetrine e buttato oggetti antichi sul pavimento. Allora i criminali sono andati nelle gallerie di Tutankhamon. Grazie a Dio hanno aperto solo una teca! I criminali hanno trovato una statua del re su una pantera, l’hanno rotta e buttata sul suolo.

(eloquentpeasant.com)

(eloquentpeasant.com)

Sono molto contento che tutti gli oggetti antichi danneggiati nel museo possono essere restaurati, e i poliziotti hanno catturato tutti i criminali “che sono entrati”. Sabato, l’esercito è arrivato per sorvegliare il museo da tutti i lati. Ho lasciato il museo alle 15:00 di sabato 29.

Ciò che è molto bello è che non tutti gli egiziani sono stati coinvolti nel saccheggio del museo. Un piccolissimo numero di persone ha provato a rompere, rubare e svaligiare. Purtroppo, la voce di un criminale è più alta di quella di cento voci di pace. Gli egiziani stanno chiedendo libertà, non la distruzione. Quando ho lasciato il museo sabato, ho incontrato fuori molti egiziani che mi hanno chiesto se il museo fosse al sicuro e cosa potevano fare per aiutare. La gente era felice di vedere un funzionario egiziano lasciare la sua casa e arrivare a Tahrir Square senza paura; hanno molto apprezzato che io sia venuto al museo.

Il coprifuoco è cominciato ancora sabato pomeriggio alle 16:00, e io ho ricevuto messaggi per tutta la notte dai miei ispettori a Saqqara, Dahsur e Mit Rahina. I negozi di Abusir erano aperti, e non ho potuto trovare nessuno a proteggere le antichità in quel sito. In questo momento non so ancora cosa sia successo a Saqqara, ma aspetto di sentire presto gli ispettori laggiù.

A Qantara abbiamo un grande deposito contenente antichità dal Museo Nazionale di Port Said. Sfortunatamente, un grande gruppo di persone armate con pistole è riuscito a entrarvi e ad aprire le casse e a prendere i preziosi oggetti. Altri gruppi hanno tentato di entrare nel Museo Copto, nel Museo dei Gioielli Reali, nel Museo Nazionale di Alessandria, e nel Museo El Manial. Fortunatamente, gli impiegati del Museo dei Gioielli Reali avevano spostato tutti gli oggetti nel seminterrato, che hanno sigillato prima di uscire.

Mi ribolle il sangue nelle vene. Mi sento come se ogni cosa che io abbia fatto negli ultimi nove anni sia stato distrutto in un giorno, ma tutti gli ispettori, giovani archeologi e amministratori mi stanno chiamando dai siti e musei di tutto l’Egitto per dirmi che daranno la loro vita per proteggere le nostre antichità. Molti giovani egiziani sono nelle strade per cercare di fermare i criminali. Per via delle circostanze, questo comportamento non è sorprendente; criminali e persone senza una coscienza ruberebbero il loro proprio paese. Se le luci si spegnessero a New York o a Londra, anche se solo per un’ora, si manifesterebbe il comportamento criminale. Sono molto orgoglioso che gli egiziani vogliano fermare questi criminali per proteggere l’Egitto e il suo patrimonio. In questo momento, internet non è ancora stato riattivato in Egitto. Ho dovuto faxare questo comunicato ai miei colleghi in Italia perché venisse caricato a Londra sul mio sito.

Zahi Hawass

Fonte: SCA.

4 commenti leave one →
  1. Vesyus permalink
    febbraio 1, 2011 10:07 am

    Appena ho visto le immagini del saccheggio del museo egizio del Cairo ho subito pensato a quanto fosse arrabbiato il Dr. Hawass.

    Da questa lettera, però, la situazione sembra migliore di quella dipinta dai nostri telegiornali.

    Ps. Proprio in questi giorni sul canale Sky di History Channel trasmettono un reality-documentario sulle sue scoperte.

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    • Aezio permalink*
      febbraio 2, 2011 12:48 pm

      A quanto pare sì, ma circolano diverse versioni sui danni che ci sono stati. Appena si calmano le acque faccio il punto.

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    • Manel permalink
      febbraio 4, 2011 4:37 pm

      Hawass é un amico dal dittatore Mubarak. Eggitto neanche la archeologia non ha bisogno di gente cosí.
      Hawass és semplicemente un capo mafioso che fa quello che vuole con le antichità, no é corretto.
      Aspetto che se ne va via con il suo amico Mubarak!!

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  2. CINZIA permalink
    febbraio 13, 2011 2:50 pm

    Hawass sta solo difendendo il lavoro di una vita, come farei io. Vivono nel paese più bello e ricco di storia del mondo e non è giusto che venga distrutto tutto così anche se capisco la situazione che molti egiziani stanno vivendo ma non approvo il loro comportamento; fatevi valere ma rispettate anche il vostro paese che ha una storia ineguagliabile!!!!!

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