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Le immagini più antiche degli apostoli

luglio 4, 2010

Dopo due anni di restauro, a Roma sono stati svelati i ritratti più antichi degli apostoli Pietro, Andrea, Giovanni e Paolo (costui divenuto apostolo dopo la morte di Cristo, lo si aggiunge tradizionalmente ai dodici ‘originali’).

Le icone, 50 cm di diametro circa, sono datate alla seconda metà del IV secolo d.C. e si trovano in un cubicolo delle catacombe romane di santa Tecla, vicino alla basilica di San Paolo fuori le mura.

L’apostolo Giovanni (Pier Paolo Cito, AP)

(Omniroma)

L’apostolo Andrea (Omniroma)

L’apostolo Pietro (Omniroma)

L’apostolo Paolo (Omniroma)

Il volto di san Paolo era già stato svelato nel giugno del 2009, poi i lavori di restauro sono continuati sull’intero affresco “e, dietro una patina calcarea, abbiamo scoperto questi affreschi strepitosi nella volta del cubicolo. Sono le prime rappresentazioni come icone in assoluto”, dice il professor Fabrizio Bisconti, sovrintendente Archeologico delle catacombe e docente di Archeologia cristiana e medievale a Roma Tre.

La volta del cubicolo con le immagini degli apostoli (Omniroma)

Gesù raffigurato come il Buon Pastore (Pier Paolo Cito, AP)

(Pier Paolo Cito, AP)

Barbara Mazzei, direttrice dei restauri per la Pontificia commissione d’archeologia, spiega come “eliminare le concrezioni calcaree che coprivano le pitture non sarebbe stato possibile senza il laser che, com’è noto, si adopera da molto tempo nei restauri ma che è stato modificato per l’occasione e che viene applicato per la prima volta a pitture catacombali”.

In questo modo si è potuto operare una selezione del colore: una volta impostato, lo strumento è stato in grado di eliminare, per esempio, solo il colore bianco, proteggendo così i pigmenti pittorici sottostanti che, se “grattati” a mano, sarebbero stati di certo danneggiati.

(la Repubblica)

Nella volta del cubicolo, grande due metri per due, ci sono anche le immagini di una matrona romana (probabilmente la donna lì sepolta) insieme alla figlia e con un rotolo in mano (simbolo di cultura e sapienza) e di “un fitto cassettonato che forse imitava la basilica di San Paolo”.

“Il cubiculo”, prosegue Bisconti, “emula un mausoleo o una basilica. Vicino c’è l’immagine di un collegio apostolico con Cristo al centro tra gli apostoli, come di solito era raffigurato negli absidi delle basiliche romane. La matrona appare ingioiellata insieme alla figlia in atteggiamento orante”.

Fabrizio Bisconti (Pier Paolo Cito, AP)

Cubicolo degli apostoli, arcosolio della parete nord (Corriere)

Il soffitto con i quattro apostoli all’interno delle catacombe Santa Tecla (Corriere)

Secondo l’archeologo ‘tutto coincide’ con la vita religiosa cristiana di Roma di quel tempo: “Alla fine del IV secolo a Roma vive san Girolamo, che dà avvio a una sorta di ascetismo quasi monacale, coinvolgendo diverse matrone della città. E la donna sepolta in quel cubicolo poteva essere una di queste aristocratiche che, convertita al cristianesimo, viaggia poi in Terra santa per vedere i luoghi degli apostoli. Poi, al ritorno, fa riprodurre le loro immagini sulla tomba. In ogni caso”, conclude Bisconti “sono le icone più antiche a figura intera di Pietro e Paolo e, in assoluto, quelle più antiche di Andrea e Giovanni”.

Le caratteristiche iconografiche sono già quelle che la storia dell’arte confermerà nel tempo: Pietro con la barba, Paolo con i tratti del pensatore, il volto di Andrea e quello, più giovane, di Giovanni.

Fonti: la Stampa, la Repubblica.

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