Vai al contenuto

Rassegna stampa archeologica/40

Mag 31, 2010

Nelle rovine del villaggio Zhangduo (nella provincia di Hebei, in Cina) sono state scoperte 93 tombe che vanno dal Periodo dei regni combattenti (475 – 221 a.C.) alla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.).

Gli oggetti funerari rinvenuti ammontano a 260 pezzi e includono monete, manufatti di bronzo e ottone e vasellame vario.

(People's Daily Online)

(People's Daily Online)

(People's Daily Online)

(People's Daily Online)

Fonte: People’s Daily Online.

***

National Geographic pubblica un’altra foto dell’altare pagano scoperto ad Ascalona, in Israele, lo scorso 17 maggio.

Alto 60 centimetri, è adornato con incisioni di tre teste di toro, campane e corone d’alloro. Si trovava in mezzo a un cimitero pagano.

(Israel Antiquities Authority)

Fonte: National Geographic.

***

Cyprus Mail invece pubblica un’altra foto della tomba intatta casualmente rinvenuta a Protaras, sull’isola di Cipro.

Contiene resti scheletrici, vasi di vetro, urne di terracotta e soprattutto quattro bare d’argilla datate tra il 300 a.C. e il 100 d.C.

(Cyprus-Mail)

Fonte: Cyprus Mail.

***

Gli archeologi hanno recuperato una moneta Omayyade d’oro a Deir Yehnes el-Koseir, nella depressione desertica del Wadi el-Natrun, in Egitto. Venne coniata nel 721 d.C.

Le iscrizioni cufiche (o kufiche, è il nome della calligrafia della lingua araba). Un lato della moneta porta il nome di Allah, l’altro recita: “In nome di Dio misericordioso”.

(Supreme Council of Antiquities)

Fonte: drhawass.

***

Gli archeologi hanno portato alla luce i resti di una casa etrusca dopo due settimane di scavi a Vetulonia – frazione del comune di Castiglione della Pescaia in provincia di Grosseto.

(firenze.repubblica)

(firenze.repubblica)

“Sono i resti migliori che siano mai stati trovati in Italia”, spiega la direttrice del museo civico archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia, Simona Rafanelli. “Ci permettono finalmente di venire a conoscenza di nuove tecniche legate all’edilizia etrusca che fino ad oggi non conoscevamo. È un caso unico in Italia anche perché con quello che abbiamo trovato fino ad oggi saremmo in grado di ricostruire tutta la casa per intero”.

La domus scoperta a Vetulonia risale a un’epoca databile fra il III e il I secolo a.C. Grazie a sei monete romane ed etrusche è stato poi possibile per gli archeologi anche risalire alla data del crollo della casa: 79 a.C., in corrispondenza delle guerre scatenate dal generale e dittatore romano Lucio Cornelio Silla, che colpirono anche Vetulonia proprio in quegli anni.

Sono stati trovati molti chiodi (firenze.repubblica)

È stato scavato il seminterrato della villa: edificato con pietra legata a secco, era una specie di magazzino in cui conservare le derrate alimentari. Oltre a un orcio per il deposito del grano e a un frantoio, gli archeologi hanno trovato intatto anche il pavimento originale della casa fatto di coccio pesto. Altri manufatti recuperati – pezzi di vasi, anfore per il vino e l’olio e piatti di vernice nera – potranno in futuro essere messe in mostra.

(firenze.repubblica)

(firenze.repubblica)

(firenze.repubblica)

Nel sito sono stati infine recuperati i primi mattoni etruschi mai conosciuti finora e degli intonaci di argilla. Addirittura è stata trovata una maniglia di una porta e resti di mobili in bronzo.

(firenze.repubblica)

Grazie alla segnalazione di Richard.

Fonte: la Repubblica – Firenze.

Share

2 commenti leave one →
  1. vitale scanu permalink
    giugno 1, 2010 5:18 pm

    Nota: Nel caso, le notizie è meglio postarle in questi contenitori settimanali. Passi questo articolo, ma lo spazio per i commenti lo lascerei, appunto, per i commenti 😉 Grazie, Aezio.

    Lunedì 31 maggio 2010
    ARCHEOLOGIA: UNA NUOVA PRESTIGIOSA SCUOLA DI RESTAURO
    A Barumini, sede della nota reggia nuragica (XIV-XIII secolo a.C.), è stata inaugurata la scuola internazionale dedicata allo scavo archeologico e al recupero dei reperti preistorici.
    Un’autentica festa quella che ha salutato l’inaugurazione della scuola internazionale di restauro e scavo archeologico. La struttura del centro di livello altamente specializzato di oltre mille metri quadrati sarà un centro di eccellenza nel settore didattico e scientifico. «È importante questo nuovo percorso intrapreso da Barumini, che ha scommesso sulla cultura con la Fondazione creando la più grande azienda sarda del settore con 63 dipendenti. I corsi di formazione e specializzazione per gli studenti nell’unico sito Unesco isolano porteranno ulteriori benefici economici all’intera comunità» esordisce il sindaco Emanuele Lillìu.
    Una scuola di alta formazione nata per volontà e unità d’intenti tra varie istituzioni, come sottolinea il 96enne Accademico dei Lincei Giovanni Lillìu, baruminese e scopritore de Su Nuraxi (che molti studiosi definiscono lo Schliemann della civiltà nuragica della Sardegna): «Un’iniziativa prestigiosa che si aggiunge ad altre. Qui troveranno sistemazione i tanti reperti da restaurare provenienti dalla meravigliosa avventura della scoperta del nuraghe (anni ’50 del 1900), che saranno poi esposti nel vicino museo archeologico». Scuola che sarà anche un’attrazione per il turista, in cui si potrà vivere l’emozione diretta del restauro degli oggetti millenari. «Barumini rappresenta con prestigio la Sardegna con i suoi beni archeologici, e noi lavoreremo insieme per valorizzare al meglio la scuola» annuncia Marco Edoardo Minoja, soprintendente ai beni archeologici di Cagliari e Oristano.
    Claudio Ricci, sindaco di Assisi e presidente dei siti italiani dell’Unesco, aggiunge: «Sarà una scuola di rilievo regionale ma anche nazionale, e gli oggetti restaurati potranno essere presi ad esempio da altre realtà e da altre scuole». Un particolare elogio arriva da Francesco Cillocu, dirigente dell’Assessorato regionale Enti Locali, ai «piccoli Comuni che possiedono grandi strutture per ospitare grandi scuole come questa». Ora si attendono i docenti dell’Università di Cagliari e di altri prestigiosi atenei italiani, che insegneranno agli studenti la ricerca, lo scavo archeologico e il restauro nelle aule della scuola-laboratorio, che potremmo tranquillamente titolare “Università del restauro”. Allo stage parteciperanno i laureati in materie del gruppo umanistico e del gruppo architettura compresa la laurea triennale. Gli studenti verranno coinvolti negli scavi dei siti ancora da scoprire e valorizzare: 31 luoghi più o meno estesi dall’epoca neolitica all’età nuragica, 5 resti dell’età punica e 35 che mostrano i segni della presenza romana-altomedioevale. Il conseguimento del master dà crediti universitari agli studenti – non più di venti per ogni corso che avrà la durata di seicento ore – e la partecipazione è gratuita. La Regione, con l’assessore ai Beni Culturali Maria Lucia Baire, sostiene il progetto: «Qui si è svolto uno sviluppo tematico, un percorso culturale che ha un’importanza fondamentale. Perciò è una necessità formare i giovani nei beni culturali. E noi saremo presenti». Un’ulteriore opportunità per il notissimo centro della Sardegna divenuto famoso nel mondo per la Reggia nuragica, scoperta e valorizzata dal prof. Giovanni Lillìu, monumento che dal 1997 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. (Fadda-Scanu)
    – La x sarda si pronuncia come la j francese di jour

    Mi piace

Trackbacks

  1. Una casa etrusca a Vetulonia « Il Fatto Storico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: