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2012: Sei miti sulla fine del mondo sfatati

novembre 7, 2009
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Lo scienziato della NASA David Morrison sfata sei miti collegati al 2012.

1. I Maya predissero la fine del mondo nel 2012

Il 21 dicembre 2012 non è la fine del caledario Maya e gli antichi non videro mai quell’anno come la fine del mondo. Ma ciononostante era una data importantissima per i Maya.

Secondo Anthony Aveni (autore del libro The End of Time: The Maya Mystery of 2012), “è il momento in cui il più grande ciclo del calendario Maya – 1,872,000 giorni o 5,125.37 anni – finisce e un nuovo ciclo comincia”.

Durante il periodo d’oro del loro impero inventarono il Lungo computo – un lungo calendario circolare che “trapiantò le radici della cultura Maya agli inizi della creazione stessa”, dice Aveni. Dunque l’11 agosto del 3114 a.C., migliaia di anni prima che iniziasse la loro civiltà, rappresentò per loro il giorno zero, oppure il 13.0.0.0.0.

Durante il solstizio d’inverno del 2012, il calendario ritornerà ancora al giorno zero, cominciando un altro enorme ciclo.

“L’idea è che il tempo si rinnova […] nello stesso modo in cui noi rinnoviamo il tempo a Capodanno”, dice Aveni.

L'anziano Maya Apolinario Chile Pixtun "ne ha abbastanza di questa roba" (Moises Castillo, AP)

L’anziano Maya Apolinario Chile Pixtun “ne ha abbastanza di questa roba” (Moises Castillo, AP)

2. La separazione dei continenti distruggerà la civiltà

Secondo alcuni, uno slittamento dei poli sposterà improvvisamente la crosta e il mantello, facendoli girare intorno al (liquido) nucleo esterno della Terra.

Gli scienziati scartano quest’ipotesi, ma alcuni ricercatori hanno ipotizzato che potrebbe avvenire un lieve cambiamento – per esempio, se la distribuzione della massa sopra o dentro il pianeta cambiasse radicalmente, a causa dello scioglimento dei poli magari.

Tuttavia il geologo Adam Maloof sostiene che le tracce magnetiche nelle rocce confermano l’esistenza di simili, drastiche, nuove disposizioni, ma che il processo dura milioni di anni – lento abbastanza da non sentirne il movimento.

Qui le teorie dello slittamento dei poli illustrate.

L'impatto di un asteroide potrebbe far slittare i poli (Nicolle Rager-Fuller, NSF)

L’impatto di un asteroide potrebbe far slittare i poli (Nicolle Rager-Fuller, NSF)

3. L’allineamento galattico comporta la rovina

Alcuni credono che il 2012 si chiuderà con un “allineamento galattico”, il primo dopo 26000 anni. In questo scenario, il percorso del Sole nel cielo sembrerebbe attraversare ciò che dalla Terra assomiglia essere il punto centrale della nostra galassia, la Via Lattea.

Per alcuni l’allineamento esporrà la Terra a qualche forza sconosciuta che accellererà la sua fine – magari con uno slittamento dei poli o un buco nero; per altri sarebbe l’annuncio di una nuova era della coscienza umana.

Per Morrison invece non ci sarebbe nessun allineamento galattico nel 2012, o almeno niente di fuori dall’ordinario: una sorta di allineamento si verifica infatti ad ogni solstizio d’inverno.

Ma “la realtà è che gli allineamenti non hanno nessun interesse scientifico. Non vogliono dire nulla”. Non creano alcun cambiamento nell’attrazione gravitazionale, nella radiazione solare, nelle orbite planetarie o qualunque altra cosa che avrebbe un impatto sulla Terra.

Il dottor David Stuart scrive sul suo blog che “nessun antico testo o apparato iconografico Maya fa riferimento a qualcosa del genere”.

In ogni caso, Avani nota che – forse intenzionalmente – l’inizio dell’attuale ciclo era probabilmente legato al passaggio solare sullo zenit, mentre la fine cadrà sul solstizio d’inverno. Queste scelte indicherebbero una connessione coi cicli agricoli stagionali.

La Via Lattea fotografata dall'Isola di Pasqua (Stephen Alvarez, National Geographic Stock)

La Via Lattea fotografata dall’Isola di Pasqua (Stephen Alvarez, National Geographic Stock)

4. Il pianeta X si scontrerà con la Terra

L’immagine della stella V838 Monocerotis e delle nubi circostanti, ripresa nel 2002 dal telescopio spaziale Hubble (foto sotto), è nota per contenere presunte prove dell’esistenza del pianeta X, o Nibiru. Persino un avvicinamento con esso si rivelerebbe fatale per la Terra.

Ma “non c’è nessun oggetto là fuori”, dice Morrison.

In verità la collisione con Nibiru era già stata prevista per il 2003. “Se ci fosse un pianeta o un nano scuro o qualsiasi cosa che stia per entrare nel sistema solare in tre anni da adesso, gli astronomi lo avrebbero studiato negli ultimi dieci anni e sarebbe visibile ad occhio nudo da adesso”, dice Morrison.

(NASA, ESA and H.E. Bond (STScI))

(NASA, ESA and H.E. Bond (STScI))

5. Tempeste solari che attaccano violentemente la Terra

Delle letali eruzioni solari di flare (o brillamento) si rivelerebbero letali per i terrestri.

L’attività solare cresce e decresce secondo cicli di circa 11 anni. Dei grandi brillamenti possono effettivamente danneggiare comunicazioni e sistemi terrestri, ma gli scienziati non hanno indicazioni che il Sole, almeno nel breve termine, sprigionerà tempeste abbastanza forti da friggere il pianeta.

Morrison aggiunge: “Prevediamo che questo ciclo probabilmente non avrà il suo picco nel 2012 ma uno o due anni dopo”.

Archi di plasma sopra la superficie del Sole (TRACE Project, NASA)

Archi di plasma sopra la superficie del Sole (TRACE Project, NASA)

6. I Maya avevano chiare previsioni per il 2012

Ma se non si aspettavano la fine dei tempi nel 2012, i Maya cosa si aspettavano per quell’anno?

Molti studiosi sostengono che non lasciarono chiare indicazioni al riguardo.

I Maya trasmisero uno scenario grafico (non datato) della fine del mondo, descritto al termine delle circa 1100 pagine del cosiddetto Codice di Dresda. Il documento descrive un mondo distrutto da un’alluvione, uno scenario comune nell’immaginario e probabilmente nell’esperienza di molte culture.

Secondo Aveni non sarebbe da prendere alla lettera, ma come una lezione sul comportamento umano. Paragona i cicli al nostro periodo di Capodanno, quando la fine di un’era è accompagnata da attività frenetiche ed è seguita da un periodo di rinascita.

In effetti, dice Aveni, i Maya non erano molto per le predizioni. “Tutta la scala per contare il tempo è diretta molto al passato, non al futuro. Ciò che leggi sui monumenti del Lungo computo sono eventi che connettevano sovrani Maya cogli antenati e divinità.

Più indietro nel tempo pianti le tue radici, migliori argomenti hai per legittimarti. E io penso che sia per questo che i sovrani Maya usassero il Lungo computo. Non riguarda una previsione fissa su cosa succederà”.

Il Codice di Dresda (Library of Congress)

Il Codice di Dresda (Library of Congress)

Qui il sito della NASA con altre domande e risposte.

One Comment leave one →
  1. rick permalink
    novembre 9, 2009 12:46 pm

    Barrios è storico, antropologo e ricercatore. Dopo aver studiato per 25 anni con gli anziani, iniziando all’età di 19, è diventato anche un Ajq’ij Maya, sacerdote officiante e guida spirituale del clan dell’Aquila.

    Anni fa Carlos iniziò insieme al fratello Gerardo una ricerca sui diversi calendari Maya; studiò con molti maestri e dice che, per ampliare l’ambito delle loro conoscenze, Gerardo intervistò più di 600 anziani Maya. Barrios ha affermato:”Gli antropologi visitano i templi, leggono steli ed iscrizioni e confezionano storie sui Maya, tuttavia non interpretano i segni in modo corretto, lavorano solo di immaginazione… Altri scrivono delle profezie nel nome dei Maya; dicono che il mondo finirà nel dicembre del 2012. Gli anziani Maya sono furibondi per questo; il mondo non finirà, sarà trasformato. Sono gli indigeni – non altri – a possedere i calendari ed a sapere come interpretarli correttamente”.
    http://www.viveremeglio.org/0_futuro/4_parte/erta_scalata.htm

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