Una necropoli Scita svela una placca d’argento con la dea Argimpasa

La placca con la dea alata Argimpasa (Istituto di Archeologia dell’Accademia delle scienze della Russia)

Uno scavo archeologico dell’Accademia delle scienze della Russia, nell’antico cimitero di Devitsa V in Russia, ha portato alla luce una placca d’argento che raffigura una divinità alata scita circondata da grifoni. È il primo ritrovamento del genere nella zona centrale del fiume Don. Lungo 34,7 centimetri e largo 7,5, questo eccezionale oggetto era fissato con piccoli chiodi d’argento a una base di legno che è andata perduta. Secondo i ricercatori, la figura alata altri non sarebbe che Argimpasa, la dea scita della fertilità e regina degli animali.

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Il DNA dei cavalli dimostra l’abilità di addomesticamento degli Sciti

Un allevatore di cavalli mongolo (Ludovic Orlando/Natural History Museum of Denmark/Centre National de la Recherche Scientifique)

I cavalli sacrificati dalle popolazioni nomadi dell’Asia centrale più di 2.000 anni fa hanno fornito nuovi dettagli sul loro addomesticamento e sull’allevamento in base alle loro esigenze.

Gli Sciti abitarono in parte di questa enorme regione, dalla Siberia al Mar Nero, per circa 800 anni a partire dal IX secolo a.C. Erano noti per l’abilità nel combattimento equestre, tra cui il tiro di frecce cavalcando, e per il brutale trattamento degli sconfitti. Lo storico greco Erodoto scrisse che gli Sciti accecavano i loro schiavi e che i guerrieri bevevano il sangue del primo nemico ucciso in battaglia.

In uno studio pubblicato sulla rivista Science, un team internazionale di ricercatori ha impiegato le ultime tecnologie genetiche su 13 stalloni sepolti in un tumulo funerario (kurgan) in Kazakistan, ben conservati nel permafrost. Apparentemente gli Sciti sacrificavano solo cavalli maschi.

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Scoperto un tesoro d’oro degli Sciti con tracce di droghe

(National Geographic)
(National Geographic)

Una tomba dei guerrieri nomadi Sciti, piena di oggetti d’oro, è stata scavata ai piedi delle montagne del Caucaso, in Russia. Il tesoro è composto da due vasi, tre coppe, un anello, due collari e un bracciale – tutto in oro, per un peso complessivo di oltre tre chili e duecento grammi.

Il ritrovamento è stato così incredibile che all’inizio gli esperti del museo dell’Ermitage di San Pietroburgo non pensavano fossero autentici. «Dicevano che era incredibile», racconta l’archeologo che ha scavato la tomba, Andrey Belinski. «All’inizio dicevano che erano dei falsi, ma poi hanno capito che erano stati trovati in un sito durante gli scavi. Se questi oggetti fossero emersi dal mercato nero, sarebbero stati certamente bollati come falsi moderni». Aggiunge Anton Gass, suo collega: «Una scoperta del genere avviene ogni 50 anni. La qualità di questi oggetti, il livello artistico, sono quasi unici».

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Decifrati dei nomi di Amazzoni su alcuni vasi greci

Sembravano scritte senza senso, invece nascondevano un segreto: i nomi delle Amazzoni, le leggendarie guerriere raffigurate dalla mitologia greca, e forse davvero esistite.

In uno studio di prossima pubblicazione, Adrienne Mayor della Stanford University e David Saunders, curatore presso il J. Paul Getty Museum, ipotizzano che alcune scritte trovate su una serie di vasi greci siano in realtà traslitterazioni fonetiche dei nomi (anzi dei nomignoli) attribuiti alle mitiche guerriere nella lingua degli Sciti, un popolo nomade che nell’antichità si scontrò spesso con i Greci.

In questa coppa greca, del III secolo a.C., è raffigurata una guerriera amazzone a cavallo. Secondo i ricercatori il suo nome, in antico circasso, sarebbe Degna di armatura (J. Pual Getty Museum)
In questa coppa greca, del III secolo a.C., è raffigurata una guerriera amazzone a cavallo. Secondo i ricercatori il suo nome, in antico circasso, sarebbe ‘Degna di armatura’ (J. Pual Getty Museum)

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Un minuscolo drone rivela un kurgan scita

Un drone aereo in miniatura ha aiutato un team di archeologi a fotografare dall’alto e a creare un modello 3-D di un antico tumulo funerario in Russia. Càpita che i siti archeologici si trovino in aree remote e accidentate, e a volte sono difficili da raggiungere e mappare quando i budget sono limitati. I droni possono dunque fornire un ottimo contributo ai ricercatori. “Questo metodo … Continua a leggere Un minuscolo drone rivela un kurgan scita